Primo Consiglio di Dipartimento con i rappresentanti degli studenti

Si è tenuto il 21 maggio il primo Consiglio di Dipartimento con i rappresentanti degli studenti neo-eletti a Scienze Politiche. I ragazzi dell’ASU, associazione da sempre attiva all’interno del polo di via Rodinò, non hanno perso tempo e hanno presentato ai docenti un documento sulle sedute d’esame. “Criticità relative al calendario finestre d’esame sessione estiva” è l’oggetto del testo presentato. I problemi riguardano la tempistica con cui vengono pubblicate le date d’esame e l’intervallo che intercorre tra un appello e l’altro. Le richieste presentate dai rappresentati sono state principalmente tre: pubblicazione delle date che coincida con l’inizio dei corsi; più equa distribuzione degli appelli con la possibilità che fra il primo e terzo appello della sessione estiva possano intercorrere 45 giorni e l’accortezza a cercare di non far coincidere esami obbligatori dello stesso anno. Attualmente, infatti, non c’è una scadenza per la pubblicazione delle date e alcuni studenti hanno avuto forti problemi con l’organizzazione dello studio. Inoltre, è consuetudine dei docenti fissare le date con un intervallo minimo di 15 giorni tra un appello e l’altro. Questo, ovviamente, non permette di sfruttare il tempo utile in tutta la sessione che, invece di terminare in due mesi, finisce con il durare poco più di trenta giorni. “I docenti non avevano ancora esaminato il nostro documento – spiega Feliciana Farnese, rappresentante ASU nel Consiglio di Dipartimento – ma hanno mostrato disponibilità”. Il prossimo passaggio per rendere effettive le modifiche al calendario d’esami spetta alla Commissione Paritetica. Quest’organo si occupa di tutto quanto concerne la didattica ed è composto in ugual misura da docenti e studenti ma per adesso manca ancora quest’ultima componente. “Sarà il Consiglio di Dipartimento a nominare gli studenti che andranno a far parte della Commissione”, continua Feliciana, la quale vorrebbe poter rendere effettivi i cambiamenti proposti dalla sua associazione già dalla sessione di settembre, ma bisogna attendere i tempi burocratici. Nel frattempo rassicura i suoi colleghi: “Per il prossimo anno accademico sicuramente ce l’avremo fatta”.
Si comincia anche a parlare del problema dei tirocini. A mettere in campo la questione sono due associazioni: Viviunina e ASU. “Il problema è che il nostro Dipartimento non offre tirocini formativi agli studenti – spiega sempre Feliciana – Noi studenti abbiamo in tutto 6 crediti di altre attività da colmare. Possiamo scegliere di sostenere un esame per ottenere l’idoneità, seguire un seminario o svolgere un tirocinio. Però, attualmente, il nostro Dipartimento non ha convenzioni con aziende”. Questo gap comporta che, di volta in volta, lo studente deve presentare l’attestato rilasciato dall’ente presso il quale ha svolto il periodo di tirocinio e aspettare che il Dipartimento lo reputi valido prima di poter avere i crediti formativi. “Noi vogliamo che questo problema venga risolto una volta per tutte – afferma Feliciana – quindi abbiamo chiesto agli organi di competenza di provvedere. Purtroppo le procedure burocratiche sono lunghe”. Diversa è stata la risposta dell’associazione Viviunina che ha proposto un progetto con la Federconsumatori. “Alcuni dei nostri colleghi – spiega Mirella Secondulfo, leader dell’associazione – avevano già svolto dei lavori all’interno della Federconsumatori, anche per questo abbiamo scelto questo tipo di percorso”. A detta di Mirella, la convenzione è stata stipulata con l’Ateneo, quindi ne possono usufruire non solo gli studenti di Scienze Politiche e, per prenotarsi, basta compilare un modulo disponibile sul sito della Federico II. L’unico problema rimane l’intoppo burocratico. “Purtroppo, dopo aver svolto le 150 ora stabilite – dice Mirella – sarà la commissione paritetica a decidere se far valere o meno l’attestato di partecipazione”. Una volta che la Commissione ha dato parere positivo, spetta al Consiglio di Dipartimento deliberare per assegnare i crediti. A quanto pare, quindi, il problema, almeno per adesso, non verrà risolto e agli studenti toccherà ancora aspettare e sperare prima di vedersi riconoscere i tanti agognati crediti.
Marilena Passaretti
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