Ente per il Diritto allo Studio Napoli 1 ancora una volta sul banco degli imputati. A metterlo in questa scomoda posizione sono stati, nei giorni scorsi, sia gli studenti i quali abitano all’interno delle tre residenze universitarie -a Fuorigrotta, nella zona ospedaliera ed a Portici- sia i militanti dei collettivi universitari. I primi protestano e si fanno sentire per una questione che è esplosa l’otto maggio, quando i Vigili del Fuoco hanno emesso una ordinanza di smantellamento dei fornellini nelle camere dei ragazzi e dei punti cottura comuni collocati ai vari piani degli edifici. Non corrispondono ai requisiti minimi stabiliti dalla Comunità Europea in materia di sicurezza degli impianti. Per le ragazze ed i ragazzi delle residenze il colpo è stato duro, soprattutto per coloro che abitano nella casa dello studente situata nella zona ospedaliera. “Non sappiamo dove mangiare, perché la mensa universitaria alle 13.30 di solito ha già terminato i pasti, nonostante si preveda la distribuzione degli stessi fino alle 14.30. La sera poi è chiusa. Senza contare che utilizzavamo i fornelletti anche solo per fare un caffè la mattina, scaldare una tazza di latte o di tè”. Il 10 maggio una delegazione di studenti delle residenze è stata ricevuta in via De Gasperi da Francesco Pasquino, da circa trent’anni direttore generale dell’Ente per il Diritto allo Studio Napoli 1. Si sono incrociati con quaranta militanti del coordinamento dei collettivi universitari i quali, quella stessa mattina, avevano programmato l’occupazione della sede di via De Gasperi, per protestare contro le carenze dei servizi erogati agli studenti: meno di 300 alloggi per una platea di oltre 100.000 studenti, servizio mensa inadeguato, borse di studio pagate regolarmente in ritardo. Criticavano inoltre l’inerzia della Regione nell’approvazione della legge sul diritto allo studio e l’inasprimento dei criteri meritocratici del prossimo DPCM, che presumibilmente sarà emanato a novembre.
Entrambe le delegazioni, quella dei residenti nelle case dello studente e quella dei collettivi, sono state ricevute il 10 maggio da Pasquino e l’11 maggio dal commissario straordinario Maiello. Nessuno dei due, però, è stato in grado di fornire agli studenti le garanzie che chiedevano. Pasquino ha invitato gli studenti ad interessare delle questioni il commissario, in quanto organo di indirizzo politico. Quest’ultimo ha espresso una generica disponibilità ed ha garantito il suo impegno a convocare una conferenza dei servizi con la Regione, gli studenti ed i dipendenti dell’Ente. Tempi non brevissimi, dunque. Nel frattempo gli studenti delle residenze mangiano come possono e si domandano perché nessuno ha mai pensato di adeguare per tempo i punti cottura alla normativa CEE, magari sfruttando la chiusura estiva per non creare disagi.
Entrambe le delegazioni, quella dei residenti nelle case dello studente e quella dei collettivi, sono state ricevute il 10 maggio da Pasquino e l’11 maggio dal commissario straordinario Maiello. Nessuno dei due, però, è stato in grado di fornire agli studenti le garanzie che chiedevano. Pasquino ha invitato gli studenti ad interessare delle questioni il commissario, in quanto organo di indirizzo politico. Quest’ultimo ha espresso una generica disponibilità ed ha garantito il suo impegno a convocare una conferenza dei servizi con la Regione, gli studenti ed i dipendenti dell’Ente. Tempi non brevissimi, dunque. Nel frattempo gli studenti delle residenze mangiano come possono e si domandano perché nessuno ha mai pensato di adeguare per tempo i punti cottura alla normativa CEE, magari sfruttando la chiusura estiva per non creare disagi.







