Riparte “Diritto e Letteratura”

Riparte giovedì 13 novembre (Aula Guarino, ore 11.00) il ciclo di seminari ‘Diritto e Letteratura’. Appuntamenti consueti del Dipartimento di Giurisprudenza che nel corso degli anni hanno ospitato scrittori e personalità di spicco. Il tema della discussione: il  rapporto fra letteratura e mondo giuridico. Il primo incontro, “Uno svizzero- napoletano nella babele delle leggi’,  vedrà la presenza del docente e scrittore napoletano Alfonso Celotto, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico, che presenterà la sua opera prima, il romanzo ironico ‘Il dott. Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale’. 
“Proseguire con il ciclo Diritto e Letteratura – spiega il prof. Salvatore Prisco, relatore ed organizzatore dei seminari – è ogni volta, non solo doveroso, ma sempre più avvincente e stimolante. Quest’anno affronteremo argomenti diversi, con relatori d’eccellenza, per mostrare che il diritto va ben oltre il semplice manuale”. Tra dicembre e febbraio, in calendario altri due appuntamenti. Il primo con il dott. Francesco Pinto, direttore della sede Rai di Napoli, che dialogherà del suo noto romanzo ‘La via diritta’ con il prof. Fernando Pinto (suo fratello gemello). Nel terzo incontro “ospiteremo Giorgio Fontana, Premio Campiello 2014, autore dei romanzi ‘Per Legge superiore’ e ‘Morte di un uomo felice’. Entrambe le opere hanno per protagonisti due magistrati e i loro interrogativi etici sulla giustizia umana e forse su quella sovrumana”. 
L’iniziativa potrebbe sfociare, il prossimo anno accademico, in un corso vero e proprio. È una richiesta del prof. Prisco al Dipartimento. “Mi piacerebbe gestire queste lezioni con l’aiuto di amici, colleghi e studenti. Chiunque voglia proporre un libro da presentare, con l’autore in aula, potrà farlo liberamente. Inviteremo un attore a leggere le pagine del testo, aprendo un dibattito tra i presenti. Vorrei concludere così il mio ultimo periodo di insegnamento, lasciando all’Università un progetto vivo ed interessante”. Perché, secondo il prof. Prisco, oltre ad “indirizzare i ragazzi verso le tecniche giuridiche, pratiche e non, dobbiamo anche coltivare l’umanità degli allievi ed invogliarli a leggere il diritto attraverso la letteratura ed il cinema”. 
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