L’assurda vicenda dei due studenti audiolesi i quali per mesi e mesi hanno chiesto invano all’ateneo di fornire loro gli interpreti del linguaggio labiale previsti per legge fa registrare una prima, parziale, svolta positiva. L’annuncia Margherita Interlandi, studentessa di Giurisprudenza, tra i promotori del comitato per la tutela dei diritti degli studenti handicappati, che è sorto spontaneamente, sull’onda dell’indignazione provocata dall’indifferenza lungamente stentata all’ateneo. “Roberto Petrone –matricola a Giurisprudenza- e Giuseppe Amorini -secondo anno a Lettere- hanno avuto l’interprete”, dice. “E’ un primo successo parziale, ma la nostra battaglia continua. Tra l’altro è stato dato loro per 120 ore; noi lo chiediamo per trecento”. La diffida inoltrata dai due ragazzi nei confronti del rettore, dunque, e le reiterate pubbliche denunce hanno sortito una prima, importante vittoria. Importante anche perché non riguarda soltanto i due studenti sopra citati. “In totale gli audiolesi i quali hanno ricevuto dall’ateneo la lettera nella quale si chiede loro di indicare un interprete di loro fiducia, che sarà pagato dall’ateneo, sono quindici”, prosegue Interlandi, la quale nei giorni scorsi ha incontrato anche il professor Paolo Valerio, docente a Medicina, delegato dal rettore sulla questione degli studenti portatori di handicap. “Sta elaborando un progetto importante e vuole un referente per ogni singola facoltà. E’ essenziale che già a partire dal prossimo anno nessuno incontri più problemi e che situazioni analoghe a quelle verificatesi fino ad oggi non abbiamo più a ripetersi”. Tanto più, giova ribadirlo, che la legge 104 del ‘92 stabilisce norme precise a carico degli atenei, riguardo agli studenti portatori di handicap, e finanzia una serie di interventi che vanno dall’abbattimento delle barriere architettoniche all’assunzione, appunto, di interpreti. I soldi ci sono, insomma: perché non spenderli?
Sul caso interviene la
Presidenza della Repubblica
Presidenza della Repubblica
“Gentile signora Interlandi, in relazione alla istanza da lei indirizzata al Presidente della Repubblica, desidero informarla che su quanto in essa prospettato questi uffici hanno provveduto ad interessare il Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica”. Inizia così la lettera ricevuta in data 10 aprile da Interlandi, la quale aveva sollecitato l’attenzione della Presidenza della Repubblica circa la mancata osservanza da parte della Federico II della legge che impone di assumere interpreti del linguaggio labiale a sostegno degli studenti audiolesi. Prosegue: ”nell’auspicio che in quella competente sede possano essere sollecitamente adottati i provvedimenti necessari a dare risposta alle sue attese, mi è gradita l’occasione per inviarle i più cordiali saluti”. Firmato: Stefano Manlio, capo Divisione Solidarietà Sociale.







