“RSP Executive Manager”: è il ruolo ricoperto dall’ing. Rosario Esposito nell’azienda Avio Aero e della più ampia realtà GE Aviation. Una posizione di tutto rispetto, conquistata con tanto studio, impegno e anche grazie alla passione per lo sport.
Prima di essere un manager è un laureato in Ingegneria Elettronica alla Federico II. Che ricordo ha della sua esperienza universitaria?
“Ho un ricordo molto positivo. Mi sono iscritto ad Ingegneria Elettronica dopo aver conseguito il diploma all’ITIS Augusto Righi nel 1989. Mi sono laureato nel 1995, dopo 5 anni, con la lode. Io vivevo praticamente all’Università, nel senso che abitando in quel periodo a Monterusciello, quindi non proprio dietro l’angolo rispetto a Fuorigrotta, ottimizzavo i trasferimenti dalla mattina alla sera e sfruttavo le strutture universitarie anche per lo studio. Generalmente studiavo a Piazzale Tecchio, piuttosto che in Viale Marconi durante il biennio. Ricordo piacevolmente lo studio in gruppo con gli altri colleghi universitari. Eravamo un gruppo affiatato che condivideva esperienze, ripetizioni a fine preparazione esami…”.
Quali sono i vantaggi di aver studiato in una Facoltà di Ingegneria?
“Ingegneria prepara al mindset per la risoluzione dei problemi. Il bagaglio accademico l’ho utilizzato all’inizio del mio percorso professionale, quando ero responsabile della manutenzione elettrica ed elettronica delle linee di produzione dei pannolini Pampers. Lì qualche nozione di elettrotecnica, piuttosto che elettronica, l’ho utilizzata. Nozioni che ho impiegato ancora di più come responsabile di Pirelli ad Arco Felice, dove facevamo cavi per energia o telecomunicazione ed era necessario un po’ di background tecnico. L’aspetto che, però, reputo più importante nella Facoltà di Ingegneria, a parte la nozione tecnica, è la forma mentis che aiuta ad impostare in un certo modo i problemi e a definire il piano d’azione per risolverli. È questo che mi è rimasto dell’essere ingegnere”.
Prima di essere un manager è un laureato in Ingegneria Elettronica alla Federico II. Che ricordo ha della sua esperienza universitaria?
“Ho un ricordo molto positivo. Mi sono iscritto ad Ingegneria Elettronica dopo aver conseguito il diploma all’ITIS Augusto Righi nel 1989. Mi sono laureato nel 1995, dopo 5 anni, con la lode. Io vivevo praticamente all’Università, nel senso che abitando in quel periodo a Monterusciello, quindi non proprio dietro l’angolo rispetto a Fuorigrotta, ottimizzavo i trasferimenti dalla mattina alla sera e sfruttavo le strutture universitarie anche per lo studio. Generalmente studiavo a Piazzale Tecchio, piuttosto che in Viale Marconi durante il biennio. Ricordo piacevolmente lo studio in gruppo con gli altri colleghi universitari. Eravamo un gruppo affiatato che condivideva esperienze, ripetizioni a fine preparazione esami…”.
Quali sono i vantaggi di aver studiato in una Facoltà di Ingegneria?
“Ingegneria prepara al mindset per la risoluzione dei problemi. Il bagaglio accademico l’ho utilizzato all’inizio del mio percorso professionale, quando ero responsabile della manutenzione elettrica ed elettronica delle linee di produzione dei pannolini Pampers. Lì qualche nozione di elettrotecnica, piuttosto che elettronica, l’ho utilizzata. Nozioni che ho impiegato ancora di più come responsabile di Pirelli ad Arco Felice, dove facevamo cavi per energia o telecomunicazione ed era necessario un po’ di background tecnico. L’aspetto che, però, reputo più importante nella Facoltà di Ingegneria, a parte la nozione tecnica, è la forma mentis che aiuta ad impostare in un certo modo i problemi e a definire il piano d’azione per risolverli. È questo che mi è rimasto dell’essere ingegnere”.
Il successo
arriva remata
dopo remata
arriva remata
dopo remata
Poi lo sport, il canottaggio alla Canottieri Napoli a livello agonistico con molti successi: campionati regionali, italiani, gare internazionali.
“Aver affrontato questa avventura negli anni dell’adolescenza, dai 14 ai 18 anni, mi ha aiutato tanto nello sviluppo professionale. Il lavoro in gruppo, lo spirito di sacrificio, l’allenarsi otto volte alla settimana (dal lunedì alla domenica, il lunedì doppio allenamento) aiuta tanto sul lavoro perchè insegna a non arrendersi dinanzi alla difficoltà e ad essere costante nell’impegno. Aiuta soprattutto per una carriera nelle operations. Le operations sono come il canottaggio: non puoi sperare, come nelle vendite, di ottenere il successo commerciale l’ultimo giorno dell’anno grazie ad un cliente che ti versa l’ordine, ma bisogna guadagnarsi il successo giorno dopo giorno, remata dopo remata”.
Quali suggerimenti darebbe ad un giovane che aspira alla sua posizione?
“Non bisogna dar niente per scontato, ma essere curiosi. Bisogna chiedersi il perché delle cose ed eventualmente sfidare la situazione attuale. Un consiglio, che darei anche a mia figlia, è impegnarsi nello studio, non in quanto tale, ma cercare di apprendere un metodo per aver successo nello studio, così come nell’attività professionale. È importante anche essere disposti al trasferimento. Io sono tornato a Napoli dopo decine di anni in Italia, in Medio Oriente, negli Stati Uniti. A Napoli, come sede lavorativa, sono tornato solo a gennaio di quest’anno. Prima avevo responsabilità in Europa ed Asia, prima ancora a Frosinone, poi Bruxelles, ecc… Ho girato l’Europa e il mondo. Per crescere personalmente bisogna essere disposti ad avere locazioni fuori sede”.
Cosa rappresenta l’Avio per la Campania?
“Un’eccellenza nel settore aerospaziale. Avio Aero è sul territorio dal 1938, prima come Alfa Romeo, poi come Fiat Avio, ora come Avio Aero dopo l’acquisizione da parte del gruppo General Electric. È una fucina di talenti. C’è una competenza, sui prodotti e sulle attività che noi facciamo a Pomigliano d’Arco, eccellente. Eseguiamo tre tipi di prodotti/attività: i combustori, dove avviene la miscelazione di aria con combustibile e la conseguente trasformazione di energia chimica in energia cinetica; la turbina di bassa pressione, estremamente importante per l’efficienza del motore; la manutenzione di componenti di motore. In azienda vi sono 1.100 persone Avio Aero più circa 200 contratti/ditta esterna. È, quindi, una realtà di successo in un territorio che, purtroppo, spesso è sotto i riflettori per episodi di cronaca negativi”.
Quali caratteristiche sono richieste a chi volesse entrare a far parte di questo mondo? Ci sono posizioni lavorative aperte in questo momento?
“Guardiamo con particolare interesse a figure altamente specializzate come ingegneri meccanici, aerospaziali, ma anche elettronici, elettrici e chimici. Al di là del titolo di studio, però, è importante avere quella curiosità, quella passione, quella apertura mentale che permette, poi, di lavorare in un gruppo multinazionale. Avio Aero, infatti, non è solo Pomigliano, ma è inserito in un gruppo multinazionale, General Electric, che conta 300 mila dipendenti e fa un fatturato di 150 miliardi di dollari. E’ importante, quindi, avere un’attitudine internazionale al lavoro e una disponibilità alla mobilità. Per chi è interessato a lavorare con noi, c’è la possibilità di candidarsi sul sito jobs.gecareers.com e conoscere le posizioni aperte non solo in Avio Aero ma anche dell’intero gruppo GE”.
“Aver affrontato questa avventura negli anni dell’adolescenza, dai 14 ai 18 anni, mi ha aiutato tanto nello sviluppo professionale. Il lavoro in gruppo, lo spirito di sacrificio, l’allenarsi otto volte alla settimana (dal lunedì alla domenica, il lunedì doppio allenamento) aiuta tanto sul lavoro perchè insegna a non arrendersi dinanzi alla difficoltà e ad essere costante nell’impegno. Aiuta soprattutto per una carriera nelle operations. Le operations sono come il canottaggio: non puoi sperare, come nelle vendite, di ottenere il successo commerciale l’ultimo giorno dell’anno grazie ad un cliente che ti versa l’ordine, ma bisogna guadagnarsi il successo giorno dopo giorno, remata dopo remata”.
Quali suggerimenti darebbe ad un giovane che aspira alla sua posizione?
“Non bisogna dar niente per scontato, ma essere curiosi. Bisogna chiedersi il perché delle cose ed eventualmente sfidare la situazione attuale. Un consiglio, che darei anche a mia figlia, è impegnarsi nello studio, non in quanto tale, ma cercare di apprendere un metodo per aver successo nello studio, così come nell’attività professionale. È importante anche essere disposti al trasferimento. Io sono tornato a Napoli dopo decine di anni in Italia, in Medio Oriente, negli Stati Uniti. A Napoli, come sede lavorativa, sono tornato solo a gennaio di quest’anno. Prima avevo responsabilità in Europa ed Asia, prima ancora a Frosinone, poi Bruxelles, ecc… Ho girato l’Europa e il mondo. Per crescere personalmente bisogna essere disposti ad avere locazioni fuori sede”.
Cosa rappresenta l’Avio per la Campania?
“Un’eccellenza nel settore aerospaziale. Avio Aero è sul territorio dal 1938, prima come Alfa Romeo, poi come Fiat Avio, ora come Avio Aero dopo l’acquisizione da parte del gruppo General Electric. È una fucina di talenti. C’è una competenza, sui prodotti e sulle attività che noi facciamo a Pomigliano d’Arco, eccellente. Eseguiamo tre tipi di prodotti/attività: i combustori, dove avviene la miscelazione di aria con combustibile e la conseguente trasformazione di energia chimica in energia cinetica; la turbina di bassa pressione, estremamente importante per l’efficienza del motore; la manutenzione di componenti di motore. In azienda vi sono 1.100 persone Avio Aero più circa 200 contratti/ditta esterna. È, quindi, una realtà di successo in un territorio che, purtroppo, spesso è sotto i riflettori per episodi di cronaca negativi”.
Quali caratteristiche sono richieste a chi volesse entrare a far parte di questo mondo? Ci sono posizioni lavorative aperte in questo momento?
“Guardiamo con particolare interesse a figure altamente specializzate come ingegneri meccanici, aerospaziali, ma anche elettronici, elettrici e chimici. Al di là del titolo di studio, però, è importante avere quella curiosità, quella passione, quella apertura mentale che permette, poi, di lavorare in un gruppo multinazionale. Avio Aero, infatti, non è solo Pomigliano, ma è inserito in un gruppo multinazionale, General Electric, che conta 300 mila dipendenti e fa un fatturato di 150 miliardi di dollari. E’ importante, quindi, avere un’attitudine internazionale al lavoro e una disponibilità alla mobilità. Per chi è interessato a lavorare con noi, c’è la possibilità di candidarsi sul sito jobs.gecareers.com e conoscere le posizioni aperte non solo in Avio Aero ma anche dell’intero gruppo GE”.
Fabiana Carcatella








