Un gioco strategico, a metà strada fra gli scacchi ed il calcio, ambientato in un mondo fantasy dalle figure cartonate, in cui due squadre, composte da cinque giocatori l’una, si sfidano per la conquista della base nemica in una competizione, della durata di circa quaranta minuti, che sta facendo breccia anche nel cuore di tante ragazze. È la descrizione di League of Legends, il videogioco on-line attualmente più diffuso al mondo, presentato durante il Comicon grazie a Legacy Go Pro, un portale web dedicato al gioco in rete e alla creazione di comunità di appassionati di e-Sports (electronic sports). Videogiochi come si suole dire, sport veri e propri per chi, nel mondo, li segue e li pratica, a causa dell’impegno, dell’allenamento e degli sforzi, fisici e mentali, che richiedono.
“In Corea gli e-Sports sono stati riconosciuti come discipline sportive a tutti gli effetti con una propria associazione, e la finale mondiale che si è disputata a Seul, nello Stadio Olimpico, trasmessa dal canale sportivo ESPN, ha avuto più spettatori delle finali dell’NBA”, dicono Sara Vitale e Simone Gambardella, amministratori del portale Legacy Go Pro, studenti di Informatica alla Federico II e organizzatori, insieme all’Associazione UNINA, della finale regionale che si è svolta il 13 novembre nella Sala Azzurra di Monte Sant’Angelo al termine del Torneo Regional Battle iniziato il 6 ottobre, che ha coinvolto otto squadre rappresentanti la Federico II, la Seconda Università, l’Università di Salerno, l’Università del Sannio, l’Accademia di Belle Arti e L’Orientale.
Vincitrice del torneo è risultata la squadra 30 Or Feed de L’Orientale che ha battuto la Samsung Chocolate della Federico II. Terza classificata l’Accademy of Feeding Arts dell’Accademia delle Belle Arti che ha sconfitto la squadra LateGame Siamo Meglio, ancora in rappresentanza dell’Ateneo fridericiano. Ai primi classificati è stato consegnato un trofeo simile a quelli assegnati nelle competizioni internazionali, che verrà custodito in Ateneo fino alla prossima edizione. I secondi e terzi classificati hanno ricevuto delle medaglie, mentre ai quarti classificati sono stati dati dei Riot Points, una valuta del gioco, per acquistare cose particolari nel gioco.
L’iniziativa è inserita nell’ambito del progetto LoL University che ha come obiettivo la creazione di un circuito universitario dedicato agli e-Sports, organizzato in club d’Ateneo. “In Italia i videogiochi sono ancora visti come un passatempo. Noi, invece, vorremmo far capire alle università che dovrebbero essere orgogliose delle proprie squadre quando si battono per vincere un trofeo e premiare le persone. Il nostro prossimo obiettivo è quello di riuscire ad attribuire, come avviene in America, ai migliori giocatori universitari borse di studio – proseguono Sara e Simone – Un progetto universitario esiste già negli Stati Uniti ed in gran parte dei paesi asiatici, dove la presenza dei college facilita la socializzazione. Per questo abbiamo pensato di dar vita a degli appuntamenti per creare, partendo da Napoli, una rete delle università italiane. L’Italia è sempre restia alle novità, ma noi siamo riusciti a vincere la burocrazia ed entrare nelle mura di questo Ateneo che ringraziamo per il primo evento universitario nazionale”.
Lentamente qualcosa sta cambiando anche da noi visto che recentemente l’ASI (Associazioni sportive e sociali italiane), ente riconosciuto dal Coni, ha lanciato il nuovo settore dedicato ai Giochi Elettronici Competitivi che ha permesso ai giocatori di videogiochi di essere equiparati agli altri sportivi.
“Negli ultimi due anni, gli e-Sports sono cresciuti notevolmente coinvolgendo più di 71 milioni di persone e attirando, ovviamente, gli investimenti di aziende elettroniche e non solo. Si tratta di un percorso cominciato negli anni ’80 che sta portando alla creazione di comunità, stili di vita e nuovi sistemi di business, che consentono ad un videogiocatore professionista di riuscire a guadagnare anche alcuni milioni di dollari”, spiega Ciro Scalzo, fra gli organizzatori dell’iniziativa, durante la sua relazione al pubblico.
Nel corso della giornata, i ragazzi hanno anche potuto assistere alla nascita di un’ambientazione fantasy, grazie ai disegni dello studente dell’Accademia di Belle Arti Simone Ferriero. Per informazioni: legacygopro.com/tournaments/ues-regional-battle; facebook.com/loluniversity.
Simona Pasquale
“In Corea gli e-Sports sono stati riconosciuti come discipline sportive a tutti gli effetti con una propria associazione, e la finale mondiale che si è disputata a Seul, nello Stadio Olimpico, trasmessa dal canale sportivo ESPN, ha avuto più spettatori delle finali dell’NBA”, dicono Sara Vitale e Simone Gambardella, amministratori del portale Legacy Go Pro, studenti di Informatica alla Federico II e organizzatori, insieme all’Associazione UNINA, della finale regionale che si è svolta il 13 novembre nella Sala Azzurra di Monte Sant’Angelo al termine del Torneo Regional Battle iniziato il 6 ottobre, che ha coinvolto otto squadre rappresentanti la Federico II, la Seconda Università, l’Università di Salerno, l’Università del Sannio, l’Accademia di Belle Arti e L’Orientale.
Vincitrice del torneo è risultata la squadra 30 Or Feed de L’Orientale che ha battuto la Samsung Chocolate della Federico II. Terza classificata l’Accademy of Feeding Arts dell’Accademia delle Belle Arti che ha sconfitto la squadra LateGame Siamo Meglio, ancora in rappresentanza dell’Ateneo fridericiano. Ai primi classificati è stato consegnato un trofeo simile a quelli assegnati nelle competizioni internazionali, che verrà custodito in Ateneo fino alla prossima edizione. I secondi e terzi classificati hanno ricevuto delle medaglie, mentre ai quarti classificati sono stati dati dei Riot Points, una valuta del gioco, per acquistare cose particolari nel gioco.
L’iniziativa è inserita nell’ambito del progetto LoL University che ha come obiettivo la creazione di un circuito universitario dedicato agli e-Sports, organizzato in club d’Ateneo. “In Italia i videogiochi sono ancora visti come un passatempo. Noi, invece, vorremmo far capire alle università che dovrebbero essere orgogliose delle proprie squadre quando si battono per vincere un trofeo e premiare le persone. Il nostro prossimo obiettivo è quello di riuscire ad attribuire, come avviene in America, ai migliori giocatori universitari borse di studio – proseguono Sara e Simone – Un progetto universitario esiste già negli Stati Uniti ed in gran parte dei paesi asiatici, dove la presenza dei college facilita la socializzazione. Per questo abbiamo pensato di dar vita a degli appuntamenti per creare, partendo da Napoli, una rete delle università italiane. L’Italia è sempre restia alle novità, ma noi siamo riusciti a vincere la burocrazia ed entrare nelle mura di questo Ateneo che ringraziamo per il primo evento universitario nazionale”.
Lentamente qualcosa sta cambiando anche da noi visto che recentemente l’ASI (Associazioni sportive e sociali italiane), ente riconosciuto dal Coni, ha lanciato il nuovo settore dedicato ai Giochi Elettronici Competitivi che ha permesso ai giocatori di videogiochi di essere equiparati agli altri sportivi.
“Negli ultimi due anni, gli e-Sports sono cresciuti notevolmente coinvolgendo più di 71 milioni di persone e attirando, ovviamente, gli investimenti di aziende elettroniche e non solo. Si tratta di un percorso cominciato negli anni ’80 che sta portando alla creazione di comunità, stili di vita e nuovi sistemi di business, che consentono ad un videogiocatore professionista di riuscire a guadagnare anche alcuni milioni di dollari”, spiega Ciro Scalzo, fra gli organizzatori dell’iniziativa, durante la sua relazione al pubblico.
Nel corso della giornata, i ragazzi hanno anche potuto assistere alla nascita di un’ambientazione fantasy, grazie ai disegni dello studente dell’Accademia di Belle Arti Simone Ferriero. Per informazioni: legacygopro.com/tournaments/ues-regional-battle; facebook.com/loluniversity.
Simona Pasquale







