Scarsa pulizia, sedie divelte e assenza di prese di corrente nelle aule studio dell’aulario A

Al fitto vocio e agli schiamazzi si aggiungono i rumori provenienti dai corridoi esterni. Le porte sono aperte, spalancate, perché si inizia ad avvertire il caldo che, quando si è concentrati sui libri, diventa ancora più insopportabile. Sede di incontro di centinaia di studenti, le aule studio dell’aulario A sono tra le più affollate di Monte Sant’Angelo perché vicine al cuore pulsante del complesso universitario e, in particolar modo, alle aule dove ogni giorno si alternano i corsi dalla mattina fino al primo pomeriggio. Piuttosto che tornare a casa, gruppi di studenti si fermano lì per ripetere e rivedere gli appunti presi poco prima. “Abitiamo in zone diverse – spiega Luigi, iscritto al 1° anno della Magistrale in Finanza, riferendosi al gruppo di studio composto anche da Gennaro, Salvatore e altri amici – incontrarci in aula studio ci permette di bypassare il problema logistico dei mezzi di trasporto qualora volessimo vederci a casa. Dopo i corsi ci fermiamo all’università tre, quattro volte a settimana, a seconda dell’esame da sostenere. Adesso, per esempio, stiamo preparando Teoria della finanza”. E poi aggiunge: “In aula studio ci esercitiamo per lo più per la parte scritta dell’esame, c’è troppo caos per memorizzare e studiare la teoria”. Sul punto, Gennaro aggiunge che “qualcuno gioca a carte, mangia anche se non si potrebbe, ma molti studenti non se ne fregano proprio!”. Dal canto suo Salvatore sostiene “a differenza della biblioteca, dove i posti a sedere finiscono in fretta perché sono piuttosto ambiti, nell’aula studio ognuno fa quel che vuole; non c’è controllo del personale addetto. Difficile, poi, contare sul buon senso dei nostri coetanei che dovrebbero rispettare certe regole!”. Confusione e scarsa pulizia non sono gli unici aspetti che generano malcontento. La polemica, infatti,  si solleva soprattutto per banchi e sedie divelte, lasciate in un totale stato di abbandono. A detta di Alessia e Chiara, studentesse del secondo anno di Scienze del turismo, impegnate nella ripetizione degli appunti presi al corso di Economia politica del turismo, “non mancano scene di qualcuno che, per sedersi, cade a terra”. Poi la totale mancanza di prese di corrente. “In qualche aula studio ci sono – spiega Alessia – ma gran parte sono in pessime condizioni e non funzionano! Una situazione molto scomoda per chi si porta il Pc da casa!”. 
Spostandoci nell’aula studio più piccola dell’aulario A, a ridosso del bar, ad accoglierci è una scena alquanto assurda che, per certi versi, lascia spazio anche ad un sorriso di sarcasmo. In assenza delle prese di corrente, infatti, un gruppo di studenti al primo anno di Informatica ha trovato rimedio con una batteria portatile. Seguendo corsi e laboratori tra le aule tradizionalmente assegnate al Dipartimento di Economia e Biologia, Andrea Brancaccio e Daniele Biancardi si fermano tutti i giorni all’università per studiare insieme. Di aule studio ne hanno girate parecchie, ognuna con un difetto. “In molte mancano prese di corrente, quelle che ci sono non sempre funzionano – spiega Andrea – ma abbiamo provveduto a rimediare”. E poi aggiunge: “La batteria portatile ha un’autonomia di 2 giorni, in genere la ricarico la sera prima di venire all’università e così riesco a collegare sia il portatile che lo smartphone”. Dovendo sostenere l’esame di Programmazione, non possono fare a meno del Pc! “Non sempre possiamo utilizzare quelli delle aule informatiche – aggiunge Daniele – dato che sono spazi condivisi anche con i ragazzi di Biologia che seguono dei corsi. Ci sono altre aule studio con delle prese di corrente più decenti – aggiunge – ma spostandoci dall’aulario A la connessione wifi va a singhiozzi!”.  
Fiorella Di Napoli
- Advertisement -




Articoli Correlati