Si è tenuto il 3 e il 4 giugno nella sala del complesso San Marcellino e Festo, a Largo San Marcellino, il convegno dal titolo “Scienza Ethos e Diritto” organizzato dalla professoressa Emilia D’Antuono, docente di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Scienze Sociali. Il seminario è stato diviso in tre tranche e permetteva a tutti gli studenti del Dipartimento di acquisire da un minimo di uno a un massimo di tre crediti, a seconda della presenza. Per poter acquisire i crediti, i partecipanti hanno dovuto presentare una relazione per ogni lezione seguita. “Per ogni CFU andava presentata una relazione, noi qui non regaliamo niente”, afferma la docente scherzando. Sono stati diversi i relatori che si sono alternati durante la due giorni con lo scopo di “far ragionare gli studenti portando esperienze dirette”, per dirla alla D’Antuono. Tra gli invitati alle tavole rotonde c’erano Stefano Rodotà, giurista, politico e accademico italiano che ha parlato della libera costruzione della personalità in tempo di crisi, e Luigi Nicolais, Presidente del CNR, chiamato a intervenire sul Research Integrity all’interno della comunità scientifica. Durante i dibattiti, i ragazzi hanno potuto assistere a come le diverse discipline riescano ad incrociarsi tra di loro perché “il diritto, l’etica e la scienza sono strettamente connessi tra di loro – spiega la prof.ssa D’Antuono – e la scienza ci offre la possibilità di migliorare la nostra vita”. Durante le lezioni non si è parlato solamente di scienza nel senso tecnico del termine, ma di avere fiducia nel ragionamento che è l’unico mezzo per rendere le persone coscienti e consapevoli. “È questo il vero senso della democrazia”, aggiunge la docente. “Abbiamo cercato di trasmettere il dialogo che c’è tra le diverse discipline – spiega Carmela Decaro, docente alla Luiss e relatrice a una delle tavole rotonde – tutte danno senso alla vita delle persone nella natura che ci circonda. Lo scopo è muoversi su un doppio binario: trasmettere il patrimonio culturale unendolo alle possibilità che offre lo sviluppo sostenibile”.
Terzo appello,
pareri discordanti
pareri discordanti
Inizia la sessione estiva di esami e, come annunciato, gli studenti hanno trovato una data aggiuntiva per ogni insegnamento. Eppure sembra proprio che il terzo appello non sia bastato a risolvere i problemi, anzi ha dato il via ad alcuni scontenti. “Io lo trovo inutile – spiega Antonella, secondo anno della Magistrale in Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica – I corsi sono finiti praticamente il giorno prima dell’inizio della sessione”. “Ne abbiamo usufruito per necessità ma abbiamo avuto molte difficoltà a prepararci”, aggiungono Valeria e Maria Lucia, compagne di corso di Antonella. Alcuni studenti sostengono addirittura che l’inserimento di un’altra data sia stato causa di ulteriori problemi. “Per poter introdurre un terzo appello hanno creato dei raggruppamenti di date – spiega Maria Teresa, iscritta alla Magistrale in Politiche Sociali – quindi adesso abbiamo una sessione che termina agli inizi di luglio con gli appelli troppo vicini tra loro”. Ma non tutti la pensano allo stesso modo. “Io vengo da Economia – racconta Eugenio, primo anno del Corso di Laurea in Culture Digitali – lì avevo quasi un appello al mese quindi non mi sono accorto del disagio. Ma molti miei colleghi hanno apprezzato il cambiamento”. “Nel nostro Dipartimento gli studenti si lamentano troppo facilmente – ammette Giusi Impagliazzo, alla Magistrale in Politiche Sociali – Io ho usufruito dell’appello aggiuntivo ed è stato utile. Proprio oggi ho potuto sostenere un esame”. Anche Sara, iscritta al secondo anno del Corso di Laurea in Sociologia, dichiara di non aver avuto problemi. “Poiché hanno inserito il terzo appello a metà giugno – afferma Martina, al secondo anno di Culture Digitali – le date a fine maggio sono state poche e ancor meno sono quelle a metà luglio. Questo fa sì che molti insegnamenti concludano la sessione agli inizi di luglio e noi, con gli esami così vicini tra di loro, non riusciamo a prepararci bene”. “Il problema non è la data in più ma l’organizzazione tutta – spiega Vincenzo, collega di Martina – I docenti dovrebbero coordinarsi tra di loro, altrimenti è inutile inserire appelli aggiuntivi”.
Ma.Pa.
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