Scienze della Comunicazione Superstar

Aula delle Mura Greche gremita di un giovanissimo pubblico in maggioranza femminile per la presentazione dei Corsi di Laurea di Sociologia, Psicologia e Scienze della Comunicazione. L’incontro entra subito nel vivo. 
Vivo interesse tra gli studenti desta la presentazione del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione. “Questo corso è nato poco meno di dieci anni fa a Salerno. È stato il primo in Italia” spiega il prof. Gino Frezza, docente presso l’ateneo di Fisciano. Scienze della Comunicazione, Corso di Laurea della Facoltà di Lettere, è a numero chiuso e si articola in 5 anni – un biennio di base ed un triennio di specializzazione-, con 24 esami più due prove pratiche di lingua inglese e informatica. I posti disponibili sono 400. “Quest’anno si sono presentati ai test di ammissione 1.250 studenti. Hanno risposto a 60 quiz con risposta multipla su temi inerenti la comunicazione”. I primi due anni forniscono allo studente nozioni di cultura generale. “Si studia la Semiotica, la Teoria della comunicazione linguistica, la Storia contemporanea, l’Economia politica”. Al terzo anno la scelta dell’indirizzo. “Gli indirizzi specialistici sono due, Comunicazione di massa oppure Comunicazione istituzionale e di impresa. Il primo studia l’evoluzione dello sviluppo tecnologico delle comunicazioni di massa, televisione, radio, cinema e dei new media, derivati dalle applicazioni dei computer. Esami caratterizzanti sono Teoria e tecnica della comunicazione giornalistica, Sociologia dei processi comunicativi. Il secondo indirizzo sarà separato in due con la Riforma universitaria in Comunicazione di impresa e Comunicazione istituzionale”. Ancora curiosità, passione, i requisiti essenziali per affrontare al meglio il percorso di studi. “Bisogna già avere una cultura della comunicazione, leggere i giornali, essere fruitori di cinema, televisione” secondo Frezza. 
Novità di quest’anno, la nascita presso l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di un omonimo Corso di Laurea. “È a numero chiuso ed è un corso di laurea affine alla modernità e perciò affascinante ma anche pericoloso”, avverte il Preside della Facoltà di Scienze della Formazione Lucio D’Alessandro. Affascinante perché vicino al mondo dei new media. Pericoloso perché subordinato all’instabilità della evoluzione della tecnologia e del mercato. Tetto massimo di iscritti al primo anno: 250. “Le prove si sono già svolte vertevano su 120 domande -precisa il Preside-. Nascendo agli albori della Riforma, che trasformerà il sistema di studi in una laurea triennale ed un biennio specialistico, abbiamo anticipato questo cambiamento”. Gli indirizzi specialistici non sono stati istituiti: “arrivati al terzo anno li avremo scelti. È comunque in programma un indirizzo in Comunicazione estetica, visto che nasciamo a Napoli, deposito di miti e culture”. Già stabilite convenzioni con aziende della comunicazione (Rai) e telefonia per offrire la possibilità agli studenti di svolgere stage. L’opinione del docente sulla motivazione degli studenti ad iscriversi è deducibile dalla sua chiara metafora: “Orientamento deriva da Oriente. I navigatori del passato cercavano la stella d’Oriente per tracciare dove andare. Non possiamo navigare se non sappiamo dove siamo e dove vogliamo andare”. 
“Cosa studia il sociologo, in cosa consiste la laurea in Sociologia?”: sono i quesiti che il giovane studente deve porsi prima di iscriversi secondo la professoressa Antonella Spanò, docente di Sociologia prima annualità (matricole M-Z) alla facoltà del Federico II. Il sociologo analizza le caratteristiche strutturali della società, i suoi processi evolutivi, approfondisce problemi legati alla sfera economica, organizzativa o amministrativa, o al settore dei mass-media, alle tematiche del mutamento socio-culturale oppure degli aspetti istituzionali. Per compiere questi studi il sociologo deve acquisire un metodo scientifico. Ed è per questo che nel primo biennio propedeutico, lo studente deve sostenere esami quali Matematica, Metodologia delle scienze sociali, Statistica, Economia politica, oltre ad esami più teorici quali Sociologia, Storia contemporanea, Istituzioni di diritto pubblico. “La laurea in Sociologia è impegnativa, non deve essere un ripiego. Né tanto meno la professione del sociologo deve essere paragonata a quella di assistente sociale che è tutt’altra cosa”. Formula per riuscire bene in questi studi è la forte motivazione, la passione.
“Il Corso di Laurea in Psicologia ha origine con un’anomalia – esordisce il prof. Vincenzo Sarracino, della Seconda Università- Nasce nel 1993 come un corso di laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia, colmando il vuoto dovuto alla mancanza di un tale corso di studi da Roma in giù”. Oggi ad ospitarlo sono i nuovi locali della sede di Caserta, “vicino alla stazione, in via Vivaldi – precisa Sarracino -. I locali non sono però sufficienti a contenere l’aumentata richiesta degli studenti”. Oggi Psicologia conta quasi seimila studenti. “Il primo anno furono 1.700 gli iscritti, poi per due anni c’è stato il numero chiuso con 350 posti. Lo scorso anno c’è stato il boom con più di 1.000 matricole”” riferisce il docente. Cinque anni, triennio di base più biennio di specializzazione. “Nei primi anni si affrontano discipline dell’ambito biologico e medico”. Consiglia il docente, per iscriversi: “bisogna essere affascinati da questo corso di studi”.
Si apre il dibattito con gli studenti. Tante le domande, soprattutto su Scienze della comunicazione.
Comunicatore
 specializzato 
o tuttologo?
C’è un indirizzo in giornalismo?
Risponde il prof. Frezza: “Non esiste a Salerno un indirizzo specifico in Giornalismo nel Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione. Esiste un problema non risolto tra gli albi professionali e le Scuole di giornalismo. Chi si laurea a Salerno può oggi essere idoneo ad introdursi in aziende della comunicazione giornalistica”. La domanda di esperti nel settore della comunicazione è suscettibile di modificarsi con l’evoluzione del sistema politico, connesso al diritto della comunicazione e informazione. Il docente non esclude che nell’arco dei prossimi cinque anni si possa arrivare alla laurea in Giornalismo.
Un’altra studentessa espone il dubbio che il laureato in Scienze della Comunicazione diventi quasi un tuttologo, vista la varietà delle discipline da studiare. “Non c’è questo rischio. Il biennio obbligatorio fornisce delle nozioni in settori basilari che un esperto in comunicazione deve conoscere. Aiutano a formare una solida base per l’approfondimento dello studio del triennio di specializzazione” (Frezza).
C’è la possibilità di seguire un Master dopo la laurea triennale e biennio specialistico? “Si, il nostro Istituto ha già istituito un’attività di Alta Formazione finanziata dall’Unione europea sulla Comunicazione pubblica”.  (D’Alessandro). “A Salerno sono attivati due master in Multimedialità e Comunicazione pubblica. In progetto per il prossimo anno è anche la creazione di un Master in Scrittura di fiction televisiva” (Frezza).
Gli sbocchi occupazionali per chi si laurea in Scienze delle Comunicazioni, indirizzo Comunicazione di impresa? (Frezza): “La comunicazione di impresa è un fattore strategico per lo sviluppo imprenditoriale. Si suddivide in comunicazione esterna che si collega al marketing, alla pubblicità, al rapporto col consumatore. La comunicazione interna all’impresa invece concerne ad esempio l’ottimizzazione dei cicli della produzione, all’abbattimento dei costi”.
Doriana Garofalo
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