Con il 2010 si avranno le prime ricadute dirette dei tagli al Fondo Finanziario Ordinario alle università stabiliti dalla legge 133/2008 e l’Università Parthenope si prepara a fronteggiarle attraverso una serie di interventi di contenimento delle spese. Gli organi di Ateneo stanno vagliando le proposte contenute in una relazione elaborata dal Direttore Amministrativo, dal Direttore della ragioneria e dal Dirigente della terza Ripartizione, già presentata sia al Senato Accademico che al Consiglio di Amministrazione. Con una nota dello scorso 24 novembre, il Rettore Gennaro Ferrara l’ha trasmessa a tutto il personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo, “affinché ciascuno possa ricevere una informazione sulle problematiche gestionali che investono il sistema universitario italiano, ed in particolare il nostro Ateneo”.
Il documento è molto corposo e contiene una serie di importanti indicazioni per la formulazione di un bilancio di previsione in pareggio per il 2010, dal contenimento alle spese di personale, al risparmio sulle spese di funzionamento dell’amministrazione centrale e di quelle decentrate, alla riformulazione della fasciazione per il pagamento delle tasse universitarie. Al fine del contenimento delle spese di personale sono state considerate in via previsionale, tra le future cessazioni, anche quelle del personale tecnico-amministrativo con 40 anni di anzianità contributiva. Tagli fino al 50% per le spese di funzionamento delle amministrazioni, con riduzione dell’orario di apertura di tutte le sedi per far calare concretamente le spese relative alle utenze e progressiva chiusura delle sedi distaccate per risparmiare sulla vigilanza. Tra l’altro, in questo modo le unità di personale ausiliario distaccato (3 ad Afragola e 2 a Torre Annunziata) potrebbero essere utilizzate in funzione dell’apertura della nuova sede di via Generale Parisi. Per quanto riguarda le spese di associazioni, si propone la risoluzione di tutte le convenzioni attualmente in uso, con la sola esclusione delle convenzioni con la CRUI e con il CODAU.
Il documento è molto corposo e contiene una serie di importanti indicazioni per la formulazione di un bilancio di previsione in pareggio per il 2010, dal contenimento alle spese di personale, al risparmio sulle spese di funzionamento dell’amministrazione centrale e di quelle decentrate, alla riformulazione della fasciazione per il pagamento delle tasse universitarie. Al fine del contenimento delle spese di personale sono state considerate in via previsionale, tra le future cessazioni, anche quelle del personale tecnico-amministrativo con 40 anni di anzianità contributiva. Tagli fino al 50% per le spese di funzionamento delle amministrazioni, con riduzione dell’orario di apertura di tutte le sedi per far calare concretamente le spese relative alle utenze e progressiva chiusura delle sedi distaccate per risparmiare sulla vigilanza. Tra l’altro, in questo modo le unità di personale ausiliario distaccato (3 ad Afragola e 2 a Torre Annunziata) potrebbero essere utilizzate in funzione dell’apertura della nuova sede di via Generale Parisi. Per quanto riguarda le spese di associazioni, si propone la risoluzione di tutte le convenzioni attualmente in uso, con la sola esclusione delle convenzioni con la CRUI e con il CODAU.
Tasse, da 5 a 9 le fasce contributive
Un discorso a parte per le tasse universitarie: si propone di aumentare le fasce di contribuzione da 5 a 9, facendovi corrispondere nuovi importi delle tasse. L’attuale distribuzione in cinque fasce resterebbe inalterata nella parte centrale del nuovo impianto, mentre si interverrebbe a rimodulare la prima e la quinta fascia suddividendo ciascuna in ulteriori tre fasce, in modo da garantire un trattamento di maggior favore per i redditi più bassi. Le risorse necessarie per sostenere questo intervento sarebbero recuperate mediante un maggiore prelievo dai redditi più alti a cui si applicherebbero importi delle tasse più elevati “ma pur sempre concorrenziali rispetto alle contribuzioni richieste da realtà equivalenti che operano sul nostro territorio”. Il rappresentante degli studenti in CdA Giuseppe Barra non appare preoccupato dall’operazione, affermando che gli importi stabiliti dalla Parthenope “continuerebbero ad essere i più bassi tra le università napoletane”. Una proposta particolare riguarda gli studenti immatricolati alle Facoltà scientifiche, che con la prima rata dovrebbero anticipare il contributo di 65 euro per l’utilizzo dei laboratori, comprensivo della copertura assicurativa. Si pensa anche a nuovi criteri per la determinazione del merito che dà diritto a incentivi. Mentre attualmente viene riconosciuto agli studenti uno sconto sulla seconda rata già a partire dall’acquisizione di 9 crediti (52 euro) e di 18 crediti (103 euro), con il nuovo criterio proposto nella relazione si riconoscerebbe uno sconto solo a quegli studenti che al 31 settembre di ogni anno riescano ad acquisire un numero di crediti almeno pari a 40, se iscritti al secondo anno, e pari a 100 crediti, se iscritti al terzo anno, nonché agli immatricolati con voto da 90 a 100/100 (o da 54 a 60/60). In questo modo l’Ateneo si adeguerebbe ai nuovi parametri ministeriali che valutano positivamente solo gli studenti che hanno acquisito almeno 40 crediti in un anno accademico. Infine, la “nuova politica dei fuori corso”, chiamati a contribuire in misura differente a seconda degli anni di ritardo e secondo uno schema che ricalca quello della nuova fasciazione di reddito per il pagamento delle tasse universitarie. Si prevede una prima iscrizione fuori corso considerata in parte “fisiologica”, in base alla quale lo studente pagherebbe l’importo corrispondente a 432 euro, invariato rispetto al sistema vigente; l’iscrizione al secondo anno di fuori corso comporterebbe un passaggio nel gruppo superiore di fasciazione superiore ed il pagamento del corrispondente importo di 600 euro; dal terzo anno di fuoricorso, la somma da pagare verrebbe definitivamente ad assestarsi sul limite superiore del terzo gruppo, 856 euro.







