Sedie e tavoli pieghevoli da casa per seguire il corso di Costruzione di Macchine

Zaino in spalla e sedia pieghevole sotto braccio! Potrebbe sembrare una battuta, ma, purtroppo, è la realtà che si trovano ad affrontare gli studenti del III anno del Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica. Quando viene nominata la parolina magica ‘Costruzione di Macchine’ le cose da dire sono davvero tante. “La situazione – afferma Alberto – non è delle migliori. Da quando i due canali di Ingegneria Meccanica sono stati unificati, si vivono forti disagi durante il corso di Costruzione di Macchine. Poiché è un esame complesso, anzi credo il più difficile in assoluto del Corso di Laurea, spesso si accavallano studenti del III anno in corso con studenti, come il sottoscritto, fuori corso. La grossa affluenza e i forti disagi infrastrutturali (via Claudio è una struttura davvero fatiscente) aprono la strada a problematiche fisiche e sociali. Ci sono anche persone che cercano soluzioni di comodo: c’è chi porta sedie e sgabelli, chi porta addirittura tavolo e sedia per seguire dignitosamente. Si sono verificati anche litigi che, ovviamente, si sono venuti a creare tra colleghi per l’annosa questione dei posti a sedere, fortunatamente senza alcuna conseguenza”. La situazione è aggravata da strumenti fuori uso: “Spesso capita che i microfoni non funzionino e, per seguire la lezione in maniera concentrata, dobbiamo chiudere porte e finestre affinché la già debole voce del microfono non sia disturbata dai rumori provenienti dai corridoi. Non oso immaginare cosa accadrà con il caldo”. Poi, lo studente conclude: “so che alla Federico II si pagano tasse più basse di tutti gli Atenei italiani, ma almeno mi aspettavo che fossero rispettati i requisiti minimi di vivibilità”.
Matteo aggiunge qualche particolare: “Il disagio è condiviso un po’ da tutti ed è dovuto principalmente al fatto che le due cattedre che componevano il corso sono state accorpate. A questo si aggiungono la quantità di persone fuori corso e gli studenti della Specialistica di altri indirizzi che scelgono Costruzione di Macchine come esame a scelta. Si segue tutti insieme appassionatamente nelle aule di via Claudio che, per quanto grandi, non riescono a contenere tutti e questo porta inevitabilmente a scene bibliche di assalto ai posti”. Alcuni, però, trovano soluzioni alternative: “C’è chi, per ovviare al problema, si avvia tutti i giorni alle 8, magari per seguire alle ore 12.30, presenziando ad innumerevoli altre lezioni che non c’entrano nulla; qualcuno opta per le sedie da campeggio che, pur avendo il vantaggio della ‘pole position’, soffrono della mancanza di un piano d’appoggio per scrivere (qualcuno si porta anche quello). Ad ogni modo, che io sappia, il problema non è una novità, visto che c’era anche l’anno scorso. Per quanto ne so è dovuto, a dire del Presidente del Corso di Laurea, un po’ all’inadeguatezza della struttura (la disponibilità di aule non permette di mantenere le due cattedre), un po’ all’assenza di docenti di Costruzione di Macchine”.
Rosario è uno studente fuori corso e si ritrova ad affrontare per la seconda volta questo disagio: “Quest’anno la situazione è praticamente identica a quella dell’anno scorso tanto che la sedia pieghevole, per non arrivare all’università un’ora prima e non trovare un posto, ho iniziato a portarla anche io. Ci sono un paio di persone che quest’anno portano anche il banchetto pieghevole!”. Poi continua: “Si segue a via Claudio, edificio 1, aula i1 o i3 (dipende dai giorni). Siamo qualcosa come 300-400 persone in un’aula di 100 metri quadri. Seguiamo con le porte chiuse perché non funzionano mai i microfoni e non c’è una buona acustica. Si può immaginare, dopo due ore di lezione, che faccia fa chi entra dopo di noi, quasi da conati di vomito!”.
Infine la testimonianza di Carlo, per il quale Costruzioni di Macchine oramai è solo un ricordo non proprio piacevole: “L’anno scorso da marzo a giugno i meccanici hanno seguito questo corso in un’aula sottodimensionata. Eravamo così tanti che molti sedevano a terra e molti altri hanno dovuto comprare delle sedie pieghevoli da portare da casa. Altri ragazzi hanno portato un microfono con cuffia auricolare al professore affinché potesse spiegare tenendo le mani libere per disegnare. Era nostro compito fare questo dopo le tasse che paghiamo?”.
Fabiana Carcatella
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