“Che cosa vuoi fare da grande?” è la tipica domanda che gli adulti pongono ai bambini. Qualcuno avrà le idee chiare sin da subito, altri vorranno seguire le orme dei genitori, molti immagineranno mestieri bizzarri e fantastici, ma c’è sempre tempo per cambiare idea. Per gli studenti che hanno partecipato ad UNIVexpò, invece, è arrivato il momento di decidere. Area scientifica o umanistica? Seguire esclusivamente le proprie passioni o strizzare un occhio al guadagno? Restare in Campania o muoversi verso il nord? Italia o estero? Un giro tra gli studenti a spasso per Monte Sant’Angelo offre una variegata panoramica degli interessi e degli umori delle future matricole.
Anche quest’anno le discipline di area scientifica sono in netto vantaggio. “Vorrei studiare Ingegneria informatica. Seguirò anche le presentazioni di Matematica e Fisica, ma ho già deciso cosa voglio fare in futuro”, dice Mirko Sodano, del Liceo Scientifico ‘C. Urbani’ di San Giorgio a Cremano. Gli fa eco il suo collega Luigi Donnino, anche lui sicuro della sua scelta e ben informato: “Sono molto interessato alla figura professionale dell’ingegnere aerospaziale. La prima cosa da considerare nella scelta dell’università è il reale interesse verso una disciplina, ma è anche importante sapere cosa offre il settore nel momento in cui ci si laurea. So che nel campo che ho scelto ci sono buone prospettive”. Un po’ più sognatore è Francesco Carrella, del Liceo Scientifico ‘E. Vittorini’ di Napoli: “Seguirò la presentazione di Biologia. Vorrei diventare un biologo marino. Francamente non so se sia un ambito dove ci sono grandi possibilità di lavoro. Sceglierò questo campo per passione. Al lavoro penserò quando avrò finito gli studi”. Grande è l’interesse verso il campo medico e quello delle scienze della vita in tutte le sue numerose ramificazioni. “Seguirò i seminari che si terranno nell’Aula Rossa perché il mio obiettivo sarebbe quello di studiare Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Il percorso è lungo, complesso e impegnativo, ma è naturale che sia così. Raggiungere il proprio obiettivo implica sempre fare delle scelte difficili. Vorrei lavorare nelle industrie farmaceutiche”, racconta Chiara Piemonte, del Liceo Scientifico ‘Pitagora – B. Croce’ di Torre Annunziata che conclude puntando l’attenzione su una ferita aperta del Sud Italia: “Sono in contatto con delle persone che hanno questa laurea e adesso lavorano nelle industrie che mi interessano, ma fuori Napoli. È difficile trovare lavoro qui. Credo che dovrò trasferirmi al Nord”.
Anche quest’anno le discipline di area scientifica sono in netto vantaggio. “Vorrei studiare Ingegneria informatica. Seguirò anche le presentazioni di Matematica e Fisica, ma ho già deciso cosa voglio fare in futuro”, dice Mirko Sodano, del Liceo Scientifico ‘C. Urbani’ di San Giorgio a Cremano. Gli fa eco il suo collega Luigi Donnino, anche lui sicuro della sua scelta e ben informato: “Sono molto interessato alla figura professionale dell’ingegnere aerospaziale. La prima cosa da considerare nella scelta dell’università è il reale interesse verso una disciplina, ma è anche importante sapere cosa offre il settore nel momento in cui ci si laurea. So che nel campo che ho scelto ci sono buone prospettive”. Un po’ più sognatore è Francesco Carrella, del Liceo Scientifico ‘E. Vittorini’ di Napoli: “Seguirò la presentazione di Biologia. Vorrei diventare un biologo marino. Francamente non so se sia un ambito dove ci sono grandi possibilità di lavoro. Sceglierò questo campo per passione. Al lavoro penserò quando avrò finito gli studi”. Grande è l’interesse verso il campo medico e quello delle scienze della vita in tutte le sue numerose ramificazioni. “Seguirò i seminari che si terranno nell’Aula Rossa perché il mio obiettivo sarebbe quello di studiare Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Il percorso è lungo, complesso e impegnativo, ma è naturale che sia così. Raggiungere il proprio obiettivo implica sempre fare delle scelte difficili. Vorrei lavorare nelle industrie farmaceutiche”, racconta Chiara Piemonte, del Liceo Scientifico ‘Pitagora – B. Croce’ di Torre Annunziata che conclude puntando l’attenzione su una ferita aperta del Sud Italia: “Sono in contatto con delle persone che hanno questa laurea e adesso lavorano nelle industrie che mi interessano, ma fuori Napoli. È difficile trovare lavoro qui. Credo che dovrò trasferirmi al Nord”.
Perché Medicina?
Tutti gli aspiranti medici sono consapevoli di essere sul punto di intraprendere una strada complessa che richiederà molti sacrifici. “Perché Medicina? – si chiede Rossella Ranieri, anche lei del Liceo ‘Pitagora – B. Croce’ – Mi interessano varie materie: Chimica, Biologia… Medicina è l’unico percorso che le racchiude tutte. Quando hai finito gli studi poi sei un medico a tutti gli effetti”. Non mancano studenti la cui scelta può apparire, a primo impatto, inusuale. C’è chi farà seguire al diploma classico l’iscrizione ad un Corso di Laurea in ambito medico. Ad esempio alcuni studenti del Liceo Classico ‘G. Garibaldi’ tra cui la studentessa Andrea Silvestri che commenta: “Ci ripetono continuamente che il liceo classico apre la mente ed offre delle competenze trasversali che ci daranno la possibilità di affrontare qualunque tipo di studio e riuscire bene in ogni campo. La mia scelta non è avventata, anzi è molto solida e altri studenti la pensano come me. All’inizio ero orientata su Giurisprudenza, ma la medicina è una mia passione, anzi dirò di più: mi interessa la chirurgia d’urgenza”. Una scelta dettata anche da una buona dose di generosità: “Mi fa sentire bene l’idea di essere in grado di aiutare le persone”, conclude. Ancora dal Liceo ‘C. Urbani’ arriva un’altra appassionata di Medicina. Chiara Esposito è una di quelle bambine sognatrici che con la maturità ha scelto un percorso più concreto e adatto alla sua personalità: “Quando ero piccola sognavo di diventare veterinaria. È un desiderio comune tra i bambini. Poi, però, ho avuto un cane e ho capito che questo mestiere non fa per me. Amare gli animali e studiare veterinaria non devono andare per forza di pari passo”. Ma la sua passione per la medicina è autentica: “ho deciso di dedicarmi agli umani piuttosto che agli animali. Scherzi a parte, sono qui anche per sapere di più sul campo medico ed eventualmente cercare ulteriori opzioni oltre a Medicina”.
Un accostamento innovativo, quest’anno, è stato Economia – Giurisprudenza, pensato da diversi studenti del Liceo Classico ‘V. Imbriani’ di Pomigliano. “Ho già seguito il seminario su Giurisprudenza e seguirò quello su Economia principalmente per avere delle informazioni sul piano di studi. Se devo essere sincero, non ho una vera e propria inclinazione per l’uno piuttosto che per l’altro, sono ambiti diversi e io mi sento confuso. Questi due percorsi li ho scelti per gli sbocchi lavorativi. Ci sono altri Corsi più interessanti, ma che alla fin fine offrono ben poco”, afferma Domenico De Maria. È più importante trovare un buon lavoro, dunque, piuttosto che andare nella direzione suggerita dalle proprie passioni? “Bisogna trovare un giusto equilibrio tra quelle che sono le nostre potenzialità e l’occupazione che offrono i diversi settori”, risponde Domenico. È d’accordo il suo amico e collega Michele Guadagno: “Anche io, come molti miei compagni, pensavo di intraprendere un percorso lavorativo legato alla legge o all’economia. Dal punto di vista degli sbocchi occupazionali offrono tante opportunità anche a livello di concorsi. Penso che siano due ambiti da non sottovalutare affatto. In ogni caso, dovrò informarmi per bene. Voglio sfruttare al massimo questo evento a cui sto partecipando perché sul territorio, per quanto riguarda l’orientamento universitario, non ci sono molte manifestazioni così concentrate, dettagliate e dinamiche”. Potrebbe seguire le orme di suo padre Stefania Cerciello, del Liceo Linguistico di Ischia: “Guarderò a Giurisprudenza ed Economia. Una scelta inusuale visto il mio liceo di provenienza? Sì, ma gli altri percorsi non mi interessano per niente. Mio padre è gestore di un’azienda e vorrei inserirmi in questo settore”.
Indecisa è Zaira Abdel Majid, del Liceo Scientifico ‘C. Urbani’ che nell’affrontare l’università teme di sentirsi abbandonata in un ambiente molto dispersivo dove manca la classe, l’unità di base della scuola. “Se ho le idee chiare? Assolutamente no. Spero che queste giornate di orientamento mi siano di aiuto. Se c’è qualche Corso di Laurea che mi interessa più degli altri? Mi interessano di più le materie scientifiche, in quanto ritengo che quelle umanistiche non offrano la stessa quantità di sbocchi lavorativi”. È decisamente controcorrente Zaira quando afferma: “Passioni o soldi? Nessuno lo dice mai, ma, forse, la scelta universitaria andrebbe fatta guardando un po’ più al guadagno”.
Un accostamento innovativo, quest’anno, è stato Economia – Giurisprudenza, pensato da diversi studenti del Liceo Classico ‘V. Imbriani’ di Pomigliano. “Ho già seguito il seminario su Giurisprudenza e seguirò quello su Economia principalmente per avere delle informazioni sul piano di studi. Se devo essere sincero, non ho una vera e propria inclinazione per l’uno piuttosto che per l’altro, sono ambiti diversi e io mi sento confuso. Questi due percorsi li ho scelti per gli sbocchi lavorativi. Ci sono altri Corsi più interessanti, ma che alla fin fine offrono ben poco”, afferma Domenico De Maria. È più importante trovare un buon lavoro, dunque, piuttosto che andare nella direzione suggerita dalle proprie passioni? “Bisogna trovare un giusto equilibrio tra quelle che sono le nostre potenzialità e l’occupazione che offrono i diversi settori”, risponde Domenico. È d’accordo il suo amico e collega Michele Guadagno: “Anche io, come molti miei compagni, pensavo di intraprendere un percorso lavorativo legato alla legge o all’economia. Dal punto di vista degli sbocchi occupazionali offrono tante opportunità anche a livello di concorsi. Penso che siano due ambiti da non sottovalutare affatto. In ogni caso, dovrò informarmi per bene. Voglio sfruttare al massimo questo evento a cui sto partecipando perché sul territorio, per quanto riguarda l’orientamento universitario, non ci sono molte manifestazioni così concentrate, dettagliate e dinamiche”. Potrebbe seguire le orme di suo padre Stefania Cerciello, del Liceo Linguistico di Ischia: “Guarderò a Giurisprudenza ed Economia. Una scelta inusuale visto il mio liceo di provenienza? Sì, ma gli altri percorsi non mi interessano per niente. Mio padre è gestore di un’azienda e vorrei inserirmi in questo settore”.
Indecisa è Zaira Abdel Majid, del Liceo Scientifico ‘C. Urbani’ che nell’affrontare l’università teme di sentirsi abbandonata in un ambiente molto dispersivo dove manca la classe, l’unità di base della scuola. “Se ho le idee chiare? Assolutamente no. Spero che queste giornate di orientamento mi siano di aiuto. Se c’è qualche Corso di Laurea che mi interessa più degli altri? Mi interessano di più le materie scientifiche, in quanto ritengo che quelle umanistiche non offrano la stessa quantità di sbocchi lavorativi”. È decisamente controcorrente Zaira quando afferma: “Passioni o soldi? Nessuno lo dice mai, ma, forse, la scelta universitaria andrebbe fatta guardando un po’ più al guadagno”.
Voglio fare l’insegnante
L’altra faccia della medaglia è rappresentata da uno studente dell’I.S.S. ‘F. S. Nitti’ di Napoli: “Chi lo dice che le materie umanistiche non portano mai a nulla? Non è vero questo. Forse ci vuole più tempo per inserirsi nel mondo del lavoro. Tutto ruota intorno alla passione che si mette nel fare le cose. Non ho ancora le idee chiarissime perché mi interessano diversi ambiti nel settore umanistico. Vado controcorrente nel dire che mi interessa Lettere? Ancora di più allora perché vorrei fare l’insegnante. In ogni caso non è l’unica professione che si può svolgere con una laurea in Lettere. Vale la pena affrontare il percorso per l’insegnamento lungo quasi quanto quello di Medicina, incerto e forse con poche soddisfazioni? Sì, ma solo se c’è una passione vera a sostenerti”. Una figura molto gettonata tra gli aspiranti umanisti è quella del giornalista. “Quali sono le doti che deve avere un buon giornalista secondo me? Una buona proprietà di linguaggio, la conoscenza almeno di una lingua straniera come l’inglese e, cosa ancora più importante, deve saper interagire con le persone con le quali parla”. È sulla buona strada Valerio Vitiello, del Liceo Scientifico ‘E. Vittorini’ di Napoli, che nel suo futuro, oltre a giornalista sportivo o di cronaca, si vede laureato in Scienze della Comunicazione. “Questa idea di diventare giornalista ce l’ho in testa già da un po’. Lo so che non è un settore a cui si accede facilmente. La scelta del Corso di Laurea nel mio caso è una conseguenza del lavoro che vorrei svolgere”, conclude.
Non è un’ambizione da poco quella di Angela Montella, dell’I.T.C indirizzo turistico ‘A. Diaz’ di Napoli che nel futuro si immagina ambasciatrice: “Mi piacciono le lingue, conoscere le lingue è una dote. Mi piace parlare con le persone e far conoscere loro altre culture. Sono orientata verso L’Orientale, ma non so ancora quale lingua sceglierò: forse inglese e spagnolo, ma sono anche interessata all’hindi. Mi piace moltissimo l’India e vorrei approfondire la conoscenza di questa cultura, magari in futuro lavorare in quel Paese o anche in Inghilterra, ad esempio, dove ci sono molti indiani”. Il suo sogno “un’ambasciata”, ma anche “un’agenzia turistica andrebbe bene”. Angela aggiunge: “Credo sia giusto aiutare i genitori con le spese universitarie che spesso sono molto alte. Durante gli studi vorrei trovare un lavoretto, magari in un’agenzia, per dare un contributo”. Sulla stessa linea è la sua collega Saima Chowdhury: “Non ho ancora deciso. Non so nemmeno se frequenterò l’università e se lo farò dovrò trovare il modo di pagare gli studi da sola. Ho scelto l’istituto turistico perché vorrei lavorare in aeroporto. Ho chiesto consiglio ai miei professori e mi hanno informato su altre possibilità. Ad esempio, potrei conseguire dei brevetti di lingua. Io sono straniera e ho anche bisogno di migliorare la grammatica italiana. Sono sicura che l’università non è l’unica strada per trovare un lavoro”.
Non è un’ambizione da poco quella di Angela Montella, dell’I.T.C indirizzo turistico ‘A. Diaz’ di Napoli che nel futuro si immagina ambasciatrice: “Mi piacciono le lingue, conoscere le lingue è una dote. Mi piace parlare con le persone e far conoscere loro altre culture. Sono orientata verso L’Orientale, ma non so ancora quale lingua sceglierò: forse inglese e spagnolo, ma sono anche interessata all’hindi. Mi piace moltissimo l’India e vorrei approfondire la conoscenza di questa cultura, magari in futuro lavorare in quel Paese o anche in Inghilterra, ad esempio, dove ci sono molti indiani”. Il suo sogno “un’ambasciata”, ma anche “un’agenzia turistica andrebbe bene”. Angela aggiunge: “Credo sia giusto aiutare i genitori con le spese universitarie che spesso sono molto alte. Durante gli studi vorrei trovare un lavoretto, magari in un’agenzia, per dare un contributo”. Sulla stessa linea è la sua collega Saima Chowdhury: “Non ho ancora deciso. Non so nemmeno se frequenterò l’università e se lo farò dovrò trovare il modo di pagare gli studi da sola. Ho scelto l’istituto turistico perché vorrei lavorare in aeroporto. Ho chiesto consiglio ai miei professori e mi hanno informato su altre possibilità. Ad esempio, potrei conseguire dei brevetti di lingua. Io sono straniera e ho anche bisogno di migliorare la grammatica italiana. Sono sicura che l’università non è l’unica strada per trovare un lavoro”.







