Un colpo al cerchio e un colpo alla botte: per gli studenti di Giurisprudenza gli ultimi giorni di lezione trascorrono tra mille compromessi. Da un lato si cerca di seguire per catturare le ultime spiegazioni, dall’altro si sfrutta ogni momento utile per tormentare i testi di studio. “La sessione estiva è quella più dura – dice Marianna Della Ragione, studentessa al IV anno – Veniamo da mesi intensi e, fra esami precedenti ed inizio corsi, il tempo per fermarsi un attimo è stato poco. Gli appelli sono tutti concentrati, poco più di un mese per dare il massimo, una folle corsa contro il tempo”. Ne fanno le spese soprattutto le matricole. Al primo anno, bilanciare studio, esami e scadenze è tutt’altro che agevole. “Affronto questa sessione con meno entusiasmo rispetto alla precedente – ammette Giulio Di Napoli, matricola – La pressione del tempo mi fa perdere il controllo, non riesco a ragionare con lucidità. La paura di non farcela mi ha fatto sbagliare anche nel primo semestre. Sono con un solo esame all’attivo e devo ancora affrontare Costituzionale e Privato”. Calma, sangue freddo e qualche rimedio naturale per Lucia Capobianco: “Una tisana rilassante ogni sera per preparami al tour de force che mi aspetta. Quando sei al cospetto di un manuale di Privato, vorresti gridare al mondo l’impossibilità di acquisire tutti gli argomenti in soli tre mesi. E, se ti volti indietro, rischi di sentirti ancora peggio. Ci sono gli esami precedenti che fanno l’occhiolino e sembrano dirti: sbrigati!”. “Per sopravvivere, in questi mesi, occorre diventare dei carri armati – commenta Dario Vasaturo – Sto preparando Privato e Filosofia contemporaneamente. Non ho più una vita privata, né amici da frequentare giornalmente. I miei pomeriggi, dopo le lezioni, si riducono solo allo studio”. Perché la sessione estiva: “è quella che si affronta con meno energia – afferma Rosaria Matrone – Purtroppo giugno e luglio sono mesi insidiosi, cala la concentrazione. Per questo mi sono imposta delle regole: si studia tutti i giorni, anche dopo la lezione, pure con la stanchezza. Ho dato un solo esame nel primo semestre, praticamente mi sento già una fuoricorso se penso che lascerò indietro Privato”. “Per fortuna i corsi sono meno caotici – aggiunge Marta Ferrante – possiamo porre domande ai docenti e ricevere risposte immediate. Questa è l’unica cosa positiva. Per il resto, da matricola, ancora non ho capito come si fa a sentirsi in pari e a dare il massimo quando tutto attorno corre veloce”. L’ansia da prestazione si fa sentire anche in studenti navigati. “Ho l’esame di Commerciale tra venti giorni ed ancora devo finire il programma – racconta Alessandra Del Pizzo, studentessa all’ultimo anno – Seguo ancora le lezioni e stare al passo con le spiegazioni è difficile. Il prof. Carlo Di Nanni è molto pignolo. Mi sento persa ed impreparata, ma non posso far slittare l’esame a luglio, rischio di non laurearmi in tempo”. “La sessione estiva è per cuori forti – sostiene Gian Antonio Parlanti – Gli esami sono concentrati in tempi ristretti, a volte a pochi giorni l’uno dall’altro, senza possibilità di appelli ulteriori. Sfido chiunque ad affiancare Procedura Civile ad un’altra disciplina. So che questa sarà la mia unica prova e mi dispiace. Se dovessi fallire, butterei alle ortiche 6 mesi di studio”. Sono tanti gli studenti che, a meno venti giorni dalle prove, non hanno ancora completato il programma. “Seguirò le lezioni di Procedura Penale fino all’ultima settimana – dichiara Alfonso Acocella – Non me la sento di abbandonare le spiegazioni, credo che tutto sia utile per superare le difficoltà. Purtroppo, così facendo, non ho finito il manuale, mi mancano la parte speciale e la ripetizione. Praticamente, parafrasando un comico di Made in Sud: sto messo male, ma veramente male male”. “Manca poco – afferma Daniela Sarno – e mi rendo conto di essere impreparata. La sessione estiva arriva a ridosso dei corsi, contempla al massimo un mese per due appelli e a metà luglio i giochi sono fatti. In men che non si dica, rischi di perdere il senso del tempo e di ritrovarti con una sola prova all’attivo. Mi è capitato già negli anni precedenti. Fra Procedura Penale e Scienza della Finanze, non so dove sto messa peggio. Non ho finito nessuno dei due programmi e seguo ancora le lezioni”. Un segreto secondo Marco Muzzica, iscritto al quarto anno “Studiare un esame complesso accanto ad un complementare. A giugno mai commettere l’errore di voler strafare con discipline ostiche. Questa è una sessione che va giocata con astuzia. Io darò Procedura Civile come primo esame; a luglio Diritto bancario, disciplina a scelta fra le più semplici. Così facendo chiuderò l’anno in positivo”. Tommaso Calleti dice: “Ho 12 giorni esatti fra la fine del corso e l’inizio delle prove di Commerciale. In questo frangente dovrò riassumere, integrare, imparare e fare mie più cose possibili. È dura, ma è anche l’unico periodo dell’anno in cui occorre volare a ritmi spediti”. Preoccupata Pasqualina Dinolfo, iscritta al V anno: “Al corso di Procedura Civile siamo tutti sulla stessa barca. Manca un bel po’ per finire il programma. Molti di noi salteranno giugno per affrontare la prova a luglio, con più calma”. “Così facendo – obietta Maria Cristina Durazzo – ci ritroveremo con un solo esame, ammesso che le cose vadano bene. Stiamo parlando di Procedura, la bestia nera per eccellenza, fare previsioni è impossibile. Potrei anche ritornare a casa con un nulla di fatto, stracciando 6 mesi di corso e studio. Per ora, possiamo solo correre facendo gruppo, attendendo i risultati di questa maratona”.








