Simonetta Izzo: una docente amata dagli studenti

Fare il docente non è solamente un mestiere, spesso diventa una vera e propria vocazione, e quando un insegnante fa le cose con passione i risultati si vedono. A conferma di questa teoria, può essere da esempio il caso della professoressa Simonetta Izzo. Docente al Dipartimento di Scienze Politiche, tiene dal 2005 il corso di Organizzazione Internazionale e successivamente il corso di Organizzazione delle Nazioni Unite per gli iscritti alla Magistrale in Relazioni Internazionali e Studi Diplomatici. I suoi studenti dicono cose meravigliose sul suo conto, a partire dalla sua disponibilità, per arrivare al modo in cui tiene le lezioni. “Cerco sempre di coinvolgere i miei studenti e farli diventare protagonisti delle mie lezioni – spiega la docente – ogni settimana ci confrontiamo e, per la Triennale, sono solita terminare prima la lezione per dare ai ragazzi la possibilità di chiedermi chiarimenti. Sono convinta che il rapporto umano sia indispensabile”. Eppure, insegnare Organizzazione Internazionale non è semplice. “La prima difficoltà – continua la Izzo – sta nel fatto che è un esame di diritto a tutti gli effetti e va studiato come tale”. I ragazzi che frequentano il corso si trovano a dover apprendere nozioni su temi quali: il mantenimento della pace, l’autorizzazione all’uso della forza e la funzione del Consiglio di Sicurezza. La docente, però, ci tiene a mantenere uno stretto contatto con l’attualità, quindi ogni anno introduce nuovi argomenti. “Abbiamo parlato anche di quello che accade in Siria – dice – Per me è importante che i ragazzi usino le nozioni che apprendono durante le lezioni per decodificare la realtà. Voglio che i miei studenti abbiano una visione di insieme e sappiano fare i corretti collegamenti. Poi, ovviamente, sta a noi docenti essere in grado di trasmettere passione e interesse”. Per la prof.ssa Izzo coinvolgere i suoi studenti non è solo un obiettivo, ma una vera e propria sfida con se stessa, e i risultati arrivano sempre. “Molti ragazzi continuano a tenermi come punto di riferimento anche una volta terminato il corso. Altri si lasciano influenzare dal mio esame nella scelta sul percorso da intraprendere alla Magistrale”. Infatti i suoi ricevimenti non sono mai vuoti e non le mancano i laureandi. “Per questa sessione ho 7 laureandi, mentre a giugno, se tutto va bene, saranno 10”. Anche in fase d’esame la docente è molto comprensiva. “Riesco a capire chi non ha studiato e mi capita anche di consigliare a qualcuno di venire a ricevimento per colmare delle lacune. Mi rendo conto che ripetere molte volte un esame può diventare estenuante”. Eppure, per questa professoressa, prodigarsi così tanto per gli studenti è una cosa naturale. “Gli studenti sono la nostra ragione d’essere”, afferma con spontaneità.
Marilena Passaretti
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