Stage negli ospedali di Emergency per gli specializzandi di Chirurgia Generale

Una nuova esperienza per gli specializzandi di Medicina della Federico II. L’Ateneo ed Emergency hanno firmato una convenzione, di durata triennale, con possibilità di rinnovo concordato dalle parti, che consentirà a chiunque ne fosse interessato di svolgere un’attività di stage in uno dei quattordici ospedali di questa organizzazione non governativa che, dal 1994, offre cure mediche gratuite alle vittime della guerra e della povertà. Tra gli organizzatori di questa nuova attività didattica c’è il prof. Andrea Renda, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale II, che spiega: “con altri colleghi del Comitato Ordinatore, come il prof. Gennaro Quarto che è il nostro responsabile didattico, siamo venuti a conoscenza di questa iniziativa e abbiamo deciso di aderirvi. Così, un mese fa, abbiamo sottoscritto, con il Rettore Marrelli e con la responsabile legale dell’associazione Cecilia Strada, figlia di Gino, la convenzione. Finora erano solo cinque le Scuole di Specializzazione che avevano iniziato questa collaborazione”. L’accordo prevede la possibilità volontaria per gli specializzandi di Chirurgia di fare un’esperienza di stage di sei mesi, rinnovabili una sola volta, in uno degli ospedali di Emergency: “È un’esperienza importante che offriamo in più e, sebbene sia passato poco tempo, già ci sono due o tre interessati che hanno attivato una richiesta. Ne siamo molto contenti”. I partecipanti saranno coinvolti nelle attività cliniche e assumeranno compiti assistenziali da svolgere in maniera conforme alle regole del Centro al quale vengono assegnati. Sierra Leone, Iraq, Repubblica centroafricana, Sudan, Afghanistan: alcuni dei Paesi che ospiteranno gli specializzandi. Posti resi difficili da guerre e malattie. Occorrono “desiderio e disponibilità ad un lavoro oneroso. Per i casi umani e clinici che si vanno ad affrontare, si tratta di un’attività che in Italia non si può fare. È un’esperienza unica perché i pazienti sono di qualsiasi età, da quella pediatrica a quella senile. Questo costituisce un vantaggio per l’approccio didattico e soprattutto per prepararsi a casi di emergenza come possono essere ferite dovute a un colpo d’arma bianca o a un’esplosione di una mina”. Gli interessati possono presentare richiesta di partecipazione: “Credo che dal primo gennaio ci possano già essere le prime partenze. Non c’è una selezione. Teoricamente potrebbero partire anche tutti coloro che ne fanno richiesta”. Per tutta la durata dell’accordo, l’ONG si impegna a contribuire alla formazione specialistica dei medici impiegati presso le proprie strutture, identificando la struttura o il centro che più si addice allo specializzando e individuando la figura di un Tutor che seguirà i nuovi arrivati attraverso una supervisione teorica e una on the job. Ai partenti, inoltre, è garantita la copertura delle spese di viaggio per e dal paese di destinazione, dei costi dei trasporti in loco e di quelli relativi a vitto, alloggio e abbigliamento da indossare durante il periodo di permanenza. A tutto questo si aggiungono coperture assicurative per la responsabilità civile contro terzi, per i rischi professionali e per gli infortuni connessi a questa particolare attività di assistenza. Infine, i medici verranno dotati di tutte le protezioni previste dalla legge e necessarie per operare in zone esposte a radiazioni ionizzanti: “Ovviamente i partecipanti continueranno a percepire dall’università l’assegno mensile della Scuola di Specializzazione”.
Ciro Baldini 
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