Con l’inizio del nuovo anno accademico riparte Star (Sostegno Territoriale alle Attività di Ricerca), il progetto di finanziamento destinato ai giovani ricercatori promosso dall’Università Federico II, nell’ambito della convenzione con la Compagnia di San Paolo e l’Istituto Banco di Napoli-Fondazione, gestito dal Centro di Servizio di Ateneo per il Coordinamento di Progetti Speciali e l’Innovazione Organizzativa (Coinor). Il bando della seconda edizione scade il 20 ottobre. “La principale novità rispetto all’anno scorso – spiega il professore Luciano Mayol, docente di Chimica organica a Farmacia, responsabile di Star e direttore di Coinor – è che questa volta si prevede che possano svolgere il ruolo di capofila del gruppo di ricerca anche coloro i quali abbiano conseguito il dottorato da almeno un anno e da non più di dieci. Nel 2013, invece, il referente doveva essere necessariamente un associato od un ricercatore. La modifica del regolamento concorsuale va nella direzione di valorizzare nella maniera più decisa possibile i giovani ricercatori. I non strutturati, però, dovranno essere presentati da una lettera del Direttore del Dipartimento”.
Furono 88, lo scorso anno, i progetti presentati per accedere ai finanziamenti. Di questi, poco meno di una trentina furono ritenuti idonei. Quelli poi effettivamente finanziati sono stati 20, con somme comprese tra un minimo di 50 mila euro ed un massimo di 120 mila euro. Hanno ricevuto per ora il 70 per cento dell’importo che si erano aggiudicati. Il saldo arriverà se concorreranno anche ai bandi europei, in particolare quelli dell’ERC (European Research Council). “La filosofia di Star”, sottolinea a questo proposito il prof. Mayol, “è proprio quella di stimolare i nostri giovani ricercatori a concorrere con i loro colleghi europei. Aiuta a migliorare la qualità della ricerca e permette di aspirare a canali di finanziamento ben più certi e sostanziosi di quelli disponibili in Italia. Dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, ormai, arrivano risorse col contagocce sia per il Fondo per gli investimenti per la ricerca di base (Firb), sia per i programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale (Prin). Le uniche possibilità per chi voglia fare oggi ricerca in Italia sono di trovare finanziamenti privati o di accedere ai programmi di finanziamento comunitario. Una situazione che è davvero preoccupante, perché, se non si alimenta in maniera adeguata l’attività dei giovani che meritano, difficilmente l’Italia potrà raggiungere risultati di eccellenza nella ricerca”.
Complessivamente, Star mette a disposizione per l’anno accademico che va ad iniziare 1.850.000 euro. Il 30% delle risorse arriva dalla Compagnia di San Paolo. Il resto dalla Federico II. “Come già lo scorso anno – prosegue il prof. Mayol – i progetti presentati saranno esaminati dalla European Science Foundation (ESF), l’organizzazione che comprende oltre settanta istituzioni scientifiche di trenta paesi. Ciascun proposta sarà valutata nel dettaglio e per ognuna di esse la ESF redigerà una scheda, nella quale saranno anche indicati i punti deboli e le criticità. Anche questo credo che sia un aspetto estremamente positivo, perché permetterà a tutti coloro i quali parteciperanno al bando di avere una valutazione da parte di un organismo prestigioso ed affidabile”.
Consigli ai candidati? “Un suggerimento ed un appello”, risponde Mayol. Il consiglio: “è fondamentale che il progetto per il quale si chiede il contributo sia scritto bene, in maniera chiara. Bisogna far capire con precisione cosa si va a fare, perché, quali risultati ci si aspetta e quale metodo si intende applicare”. L’appello: “non barate. Intendo dire che bisogna evitare che il referente del progetto, un giovane, sia solo la testa di legno di un docente ben più anziano, che in realtà svolgerà il progetto, ma non avrebbe potuto accedere al finanziamento per motivi anagrafici. Chi si propone come Principal Investigator è bene che sia davvero la persona che coordina la ricerca”.
Venti, si diceva, i progetti che sono stati finanziati per la prima edizione di Star. Tra gli altri, uno riguardava, per esempio, una microalga tropicale, ostreopsis ovata, ospite da alcuni anni anche dei litorali mediterranei, compresi quelli campani e napoletani. Fiorisce tra luglio ed ottobre. La sua massiccia presenza, in Italia, è stata associata a malori e lievi intossicazioni provocate dal consumo di mitili e ricci contaminati. Un altro verteva sulla lucertola blu, il piccolo rettile che vive esclusivamente a Capri, sui faraglioni, e si differenzia da tutte le altre per il colore. Teoria dei gruppi, origine dei brocardi, metodologie per il controllo delle zanzare tigri: alcuni degli altri progetti premiati. Per tutti, superato il primo esame, è in arrivo la sfida più importante, quella dei bandi di ricerca europei.
Furono 88, lo scorso anno, i progetti presentati per accedere ai finanziamenti. Di questi, poco meno di una trentina furono ritenuti idonei. Quelli poi effettivamente finanziati sono stati 20, con somme comprese tra un minimo di 50 mila euro ed un massimo di 120 mila euro. Hanno ricevuto per ora il 70 per cento dell’importo che si erano aggiudicati. Il saldo arriverà se concorreranno anche ai bandi europei, in particolare quelli dell’ERC (European Research Council). “La filosofia di Star”, sottolinea a questo proposito il prof. Mayol, “è proprio quella di stimolare i nostri giovani ricercatori a concorrere con i loro colleghi europei. Aiuta a migliorare la qualità della ricerca e permette di aspirare a canali di finanziamento ben più certi e sostanziosi di quelli disponibili in Italia. Dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, ormai, arrivano risorse col contagocce sia per il Fondo per gli investimenti per la ricerca di base (Firb), sia per i programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale (Prin). Le uniche possibilità per chi voglia fare oggi ricerca in Italia sono di trovare finanziamenti privati o di accedere ai programmi di finanziamento comunitario. Una situazione che è davvero preoccupante, perché, se non si alimenta in maniera adeguata l’attività dei giovani che meritano, difficilmente l’Italia potrà raggiungere risultati di eccellenza nella ricerca”.
Complessivamente, Star mette a disposizione per l’anno accademico che va ad iniziare 1.850.000 euro. Il 30% delle risorse arriva dalla Compagnia di San Paolo. Il resto dalla Federico II. “Come già lo scorso anno – prosegue il prof. Mayol – i progetti presentati saranno esaminati dalla European Science Foundation (ESF), l’organizzazione che comprende oltre settanta istituzioni scientifiche di trenta paesi. Ciascun proposta sarà valutata nel dettaglio e per ognuna di esse la ESF redigerà una scheda, nella quale saranno anche indicati i punti deboli e le criticità. Anche questo credo che sia un aspetto estremamente positivo, perché permetterà a tutti coloro i quali parteciperanno al bando di avere una valutazione da parte di un organismo prestigioso ed affidabile”.
Consigli ai candidati? “Un suggerimento ed un appello”, risponde Mayol. Il consiglio: “è fondamentale che il progetto per il quale si chiede il contributo sia scritto bene, in maniera chiara. Bisogna far capire con precisione cosa si va a fare, perché, quali risultati ci si aspetta e quale metodo si intende applicare”. L’appello: “non barate. Intendo dire che bisogna evitare che il referente del progetto, un giovane, sia solo la testa di legno di un docente ben più anziano, che in realtà svolgerà il progetto, ma non avrebbe potuto accedere al finanziamento per motivi anagrafici. Chi si propone come Principal Investigator è bene che sia davvero la persona che coordina la ricerca”.
Venti, si diceva, i progetti che sono stati finanziati per la prima edizione di Star. Tra gli altri, uno riguardava, per esempio, una microalga tropicale, ostreopsis ovata, ospite da alcuni anni anche dei litorali mediterranei, compresi quelli campani e napoletani. Fiorisce tra luglio ed ottobre. La sua massiccia presenza, in Italia, è stata associata a malori e lievi intossicazioni provocate dal consumo di mitili e ricci contaminati. Un altro verteva sulla lucertola blu, il piccolo rettile che vive esclusivamente a Capri, sui faraglioni, e si differenzia da tutte le altre per il colore. Teoria dei gruppi, origine dei brocardi, metodologie per il controllo delle zanzare tigri: alcuni degli altri progetti premiati. Per tutti, superato il primo esame, è in arrivo la sfida più importante, quella dei bandi di ricerca europei.







