Studenti e docenti dell’Università di Leeuwarden con i loro colleghi del Suor Orsola Benincasa hanno dato vita ad una mattinata simpatica, insolita e di grande interesse. “Creating Brand Experience Events”, il tema del workshop tenuto, il 27 novembre, nella Biblioteca Pagliara, dal prof. Ritsko van Vliet della NHL University of Apllied Sciences, uno dei docenti della delegazione olandese, composta anche da una decina di allievi, ospite dell’Ateneo napoletano nell’ambito del Programma Erasmus. Gli studenti presenti, in stretta collaborazione, hanno discusso di marketing, pubblicizzando in inglese un noto marchio presente sul mercato. Occasione ghiotta di confronto ma anche uno strumento per mostrare “la natura dell’Erasmus e la sua validità durante il percorso universitario”, come sottolinea la prof.ssa Francesca Russo, delegato Erasmus del Suor Orsola. Che aggiunge: “Occorre potenziare la mobilità tramite la conoscenza, per questo ho preferito far venire alcuni docenti a tenere lezione qui. La concretezza del workshop rende perfettamente l’idea della realtà che si andrà ad incontrare all’estero”. Occorre promuovere l’Erasmus, anche perché “la nostra lingua è poco appetibile nel mercato del lavoro europeo. Ogni anno, abbiamo poche domande di studenti stranieri rispetto a quanti se ne potrebbero accogliere. Bisogna mostrare i servizi e le opportunità offerte dai nostri Corsi di Laurea, se vogliamo implementare il flusso degli incoming. Al contempo, i nostri studenti devono avere la possibilità di apprendere come è articolata la didattica europea”.
Cordiali, disponibili e pronti a mettersi in gioco, tanto da fare un balletto finale con i ragazzi presenti, i docenti olandesi. “L’Università che ci ha ospitato oggi – dice il prof. Ritsko van Vliet della NHL University of Apllied Sciences – è molto antica, siamo affascinati dalla maestosità dei luoghi e dalla bellezza della città. Venire qui a tenere il workshop è stata un’esperienza entusiasmante, abbiamo portato la nostra cultura e il nostro modo di fare a studenti diversi, che hanno partecipato attivamente e con vigore”. E per entrare nell’ottica delle opportunità che offre l’Europa, la prof.ssa Vera Gaikhorst consiglia: “di uscire dal proprio territorio senza avere paura. Se si vuole riscuotere successo, bisogna imparare a comunicare con persone dalle culture diverse. Poi, parlare inglese per muoversi con facilità è d’obbligo”. Ma non è da sottovalutare il cinese, lingua in continua espansione: “Affrontare nuovi orizzonti culturali, fare lo sforzo per aprirsi ad altri Paesi, è fondamentale. Nella nostra Università, cerchiamo di insegnare questo, l’arte di aprirsi al nuovo e di adattarsi, grazie alle competenze fornite dagli studi”. Un po’ spaesate, ma pronte a conoscere la città, le ragazze olandesi. “Siamo arrivate solo ieri – dice Lize – ma già siamo affascinate dagli ambienti e dai colori di Napoli. La nostra Università a Leeuwarden è molto diversa, con ambienti moderni. Il Suor Orsola invece ha una bellezza classica incredibile, mi piace molto”. Lize è stata anche per un periodo in Cina: “La didattica in Olanda e in Cina è molto diversa dalla vostra. È più pratica. Da voi si punta al teorico e alla formazione, il distacco che ho percepito tra le culture universitarie è stato netto”. “La lezione di oggi per noi è la quotidianità – afferma Jovanna – I colleghi italiani ci hanno raccontato che per loro non è così, la teoria viene prima della pratica. I nostri insegnanti si comportano da amici, da voi questa sorta di ‘confidenza’ non esiste, ed è un peccato. Speriamo di poter portare un po’ della nostra creatività agli studenti e agli insegnanti presenti”. È stata in Erasmus a Leeuwarden per 5 mesi, Alessia Girelli, studentessa di Scienze della Comunicazione: “L’esperienza olandese è stata bellissima. Ho fatto tantissima pratica, ad esempio con l’esame di Cinema, ho realmente realizzato un micro film. Gli insegnanti a lezione creano dinamismo, ti fanno partecipare alla tavola rotonda delle decisioni, accogliendo il tuo parere”. Quello però che ha maggiormente colpito la studentessa “è la forza che tendono a trasmetterti. I docenti spronano a non arrenderti mai. Il balletto finale di oggi ha dimostrato la loro visione del mondo universitario: un luogo dove imparare insieme, incoraggiarsi, felici di quello che si fa”. Vorrebbe partire a breve ed è a caccia di informazioni Martina D’Angelo: “Da gennaio a giugno vorrei andare lì e dare un pacchetto d’esami specifici. Frequento la Specialistica in Imprenditoria e creatività per cinema, teatro e televisione, quale occasione migliore per imparare un po’ di pratica? Inoltre, sono un animale nordico. Vorrei, a fine percorso, trasferirmi nel Nord Europa per iniziare una carriera lì”. “Ero all’incontro solo per curiosità – dice Camilla Nappa, studentessa di Conservazione dei beni culturali – Da un po’ di tempo mi sto interessando al marketing e alla comunicazione, mi piacerebbe coniugare questi aspetti al mio percorso di studi. Ho molto gradito la lezione, soprattutto per l’energia che mi è stata trasmessa. Per ora non ho intenzione di andare all’estero per studiare, ma questa giornata ha aperto i miei orizzonti”.
Susy Lubrano
Cordiali, disponibili e pronti a mettersi in gioco, tanto da fare un balletto finale con i ragazzi presenti, i docenti olandesi. “L’Università che ci ha ospitato oggi – dice il prof. Ritsko van Vliet della NHL University of Apllied Sciences – è molto antica, siamo affascinati dalla maestosità dei luoghi e dalla bellezza della città. Venire qui a tenere il workshop è stata un’esperienza entusiasmante, abbiamo portato la nostra cultura e il nostro modo di fare a studenti diversi, che hanno partecipato attivamente e con vigore”. E per entrare nell’ottica delle opportunità che offre l’Europa, la prof.ssa Vera Gaikhorst consiglia: “di uscire dal proprio territorio senza avere paura. Se si vuole riscuotere successo, bisogna imparare a comunicare con persone dalle culture diverse. Poi, parlare inglese per muoversi con facilità è d’obbligo”. Ma non è da sottovalutare il cinese, lingua in continua espansione: “Affrontare nuovi orizzonti culturali, fare lo sforzo per aprirsi ad altri Paesi, è fondamentale. Nella nostra Università, cerchiamo di insegnare questo, l’arte di aprirsi al nuovo e di adattarsi, grazie alle competenze fornite dagli studi”. Un po’ spaesate, ma pronte a conoscere la città, le ragazze olandesi. “Siamo arrivate solo ieri – dice Lize – ma già siamo affascinate dagli ambienti e dai colori di Napoli. La nostra Università a Leeuwarden è molto diversa, con ambienti moderni. Il Suor Orsola invece ha una bellezza classica incredibile, mi piace molto”. Lize è stata anche per un periodo in Cina: “La didattica in Olanda e in Cina è molto diversa dalla vostra. È più pratica. Da voi si punta al teorico e alla formazione, il distacco che ho percepito tra le culture universitarie è stato netto”. “La lezione di oggi per noi è la quotidianità – afferma Jovanna – I colleghi italiani ci hanno raccontato che per loro non è così, la teoria viene prima della pratica. I nostri insegnanti si comportano da amici, da voi questa sorta di ‘confidenza’ non esiste, ed è un peccato. Speriamo di poter portare un po’ della nostra creatività agli studenti e agli insegnanti presenti”. È stata in Erasmus a Leeuwarden per 5 mesi, Alessia Girelli, studentessa di Scienze della Comunicazione: “L’esperienza olandese è stata bellissima. Ho fatto tantissima pratica, ad esempio con l’esame di Cinema, ho realmente realizzato un micro film. Gli insegnanti a lezione creano dinamismo, ti fanno partecipare alla tavola rotonda delle decisioni, accogliendo il tuo parere”. Quello però che ha maggiormente colpito la studentessa “è la forza che tendono a trasmetterti. I docenti spronano a non arrenderti mai. Il balletto finale di oggi ha dimostrato la loro visione del mondo universitario: un luogo dove imparare insieme, incoraggiarsi, felici di quello che si fa”. Vorrebbe partire a breve ed è a caccia di informazioni Martina D’Angelo: “Da gennaio a giugno vorrei andare lì e dare un pacchetto d’esami specifici. Frequento la Specialistica in Imprenditoria e creatività per cinema, teatro e televisione, quale occasione migliore per imparare un po’ di pratica? Inoltre, sono un animale nordico. Vorrei, a fine percorso, trasferirmi nel Nord Europa per iniziare una carriera lì”. “Ero all’incontro solo per curiosità – dice Camilla Nappa, studentessa di Conservazione dei beni culturali – Da un po’ di tempo mi sto interessando al marketing e alla comunicazione, mi piacerebbe coniugare questi aspetti al mio percorso di studi. Ho molto gradito la lezione, soprattutto per l’energia che mi è stata trasmessa. Per ora non ho intenzione di andare all’estero per studiare, ma questa giornata ha aperto i miei orizzonti”.
Susy Lubrano







