Studenti meritevoli premiati con una borsa integrativa per l’Erasmus Placement

Sono cinque gli studenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione vincitori di una borsa di studio di 500 euro che andrà ad integrarsi con l’ordinaria borsa stanziata per l’Erasmus Placement. Un piccolo premio al talento, all’impegno e alla costanza dei migliori studenti del Dipartimento, che farà sicuramente comodo per un soggiorno prolungato all’estero. Dalmiro Gugliucci, iscritto al secondo anno di Magistrale di Ingegneria Informatica, spiega con un pizzico di orgoglio: “sono riuscito ad entrare in graduatoria grazie alla media ma anche perché sono il più giovane del mio corso. Anche se si tratta di una piccola somma, mi sarà molto utile in Spagna”. Dalmiro partirà infatti a fine mese per Barcellona. Sarà ospite dell’azienda informatica BSC: “Mi hanno fatto un po’ penare prima di accettare la mia candidatura, li ho dovuti corteggiare a lungo, ma ci tenevo molto ad un’esperienza di stage che potesse fare la differenza sul mio curriculum”. Lo studente racconta di aver avuto la volontà di diventare un ingegnere praticamente da sempre: “amavo le materie scientifiche e nello stesso tempo ero uno di quei ragazzini che si divertiva ad aggiustare piccoli congegni e macchinari, insomma fare l’ingegnere era scritto nel mio DNA”. La scelta si è rivelata giusta, anche se, come tutti i percorsi, anche nel suo si sono avvicendate gioie e dolori: “ricordo con particolare angoscia l’ultimo esame della Triennale. Sono arrivato stanco e stremato con la laurea ad un passo, e prepararlo mi è costato molto”. Ma c’è stato spazio anche per le soddisfazioni: “superare brillantemente Elettrotecnica, un esame che avevo preparato con grande devozione. Dopo la prova, mi sono considerato laureato”. Chiaramente, concludere gli studi in tempi brevi e con una media molto alta ha comportato inevitabilmente qualche piccolo sacrificio: “ho dovuto rinunciare a qualche sabato sera con gli amici”. Il segreto, comunque, sta tutto in un buon metodo di studio: “il mio consta essenzialmente di tre fasi: una buona lettura con cognizione di causa, comprendendo la correlazioni tra i vari argomenti; la memorizzazione e, infine, un terzo momento in cui cerco piccole aggiustature alla preparazione”. E per il futuro? “Mi piacerebbe restare in Italia, anche se so che sarà difficile. Spero comunque, dovunque sia il mio futuro, che le conoscenze acquisite in Spagna possano tornarmi utili”. Stessa meta per il suo compagno di corso Giuseppe Sanges, in partenza per la BSC a fine giugno: “devo ringraziare il professor Di Martino che ha intercesso per me presso l’azienda. Ci tenevo molto a vivere quest’esperienza, soprattutto per fornire una controparte pratica alla teoria appresa in questi anni”. Gli anni all’università, spiega lo studente, sono stati intensi ma è sempre riuscito a trovare il tempo per conciliare tutto: “il fatto che abbia una media molto alta non vuol dire che sia un secchione. Mi sono sempre organizzato concedendo il giusto spazio allo studio ma non tralasciando hobbies e amicizie”. Ugualmente importante, ai fini di un’ottima preparazione, è stata un’assidua frequenza dei corsi: “non solo quelli obbligatori, ma anche quelli di integrazione”. Nonostante abbia vissuto con grande serenità il proprio percorso di studi, Giuseppe ricorda anche momenti particolarmente difficili: “all’inizio non è stata facile. Mi sono dovuto abituare ad un nuovo metodo di studio e integrarmi in un ambiente differente. È stato fondamentale, per superare queste difficoltà, entrare in gruppi di studio, che mi hanno aiutato nell’apprendimento ed anche nella socializzazione”. In merito al post Placement, infine,le idee sono ben chiare: “dopo l’Erasmus dovrò tornare per laurearmi, ma sicuramente non vedo il mio futuro lavorativo in Italia”.
Anna Verrillo
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