Un docente giapponese ospite del Dipartimento di Scienze Politiche. Il professor Yasuhiko Tanigawa, della Waseda University di Tokyo, è un economista, specializzato in finanza aziendale. Ha conseguito la laurea presso l’Università di Osaka, sua città natale ma, a differenza di molti suoi colleghi amici, non si è subito trasferito all’estero per approfondire i suoi studi. “I personal computer erano già nati e i costi per ottenere le informazioni erano diventati drasticamente bassi. Mi chiedevo: perché la gente dovrebbe muoversi? Non mi rendevo conto, tuttavia, che alcune informazioni che si potevano ottenere solo di persona erano ugualmente preziose”, racconta. Così ha cominciato la carriera come ricercatore presso l’Università di Kyoto per poi approdare, nel 1993, alla privata Waseda University, Ateneo che conta attualmente 50mila studenti, 1000 dei quali entrano poi a far parte della Scuola di Commercio, con la quale il docente è affiliato. Ma, quando la tua materia di ricerca dipende dall’andamento dell’economia mondiale, non puoi rimanere arroccato nel tuo Ateneo di appartenenza. Così, Tanigawa decide di prendere un anno sabbatico per poter condurre i suoi studi all’estero. La prima tappa è stata l’Islanda. “Ho trascorso primi 5 mesi presso l’Università di Reykjavik. Ero curioso di capire come questo piccolo Stato si stesse riprendendo dalla crisi. Il tasso di disoccupazione è ora ritornato al livello precedente”. Successivamente, il docente arriva in Italia e trascorre un periodo alla Bocconi. Lì comincia a capire la complessità e la disorganizzazione del sistema del nostro Paese. “A Milano ho notato come ogni ufficio rispondesse in maniera differente alla stessa domanda – dice – Mi hanno spiegato che è così perché le leggi cambiano di anno in anno”. Dopo l’esperienza milanese, Tanigawa è arrivato alla Federico II per condurre, insieme al professor Carlo Amatucci, docente di Diritto Commerciale, una ricerca sui costi in cui incorrono le società per la progettazione libera e sicura. Durante la sua permanenza, il docente terrà seminari e lezioni per gli studenti, intanto conduce i suoi studi negli uffici in Via Mezzocannone. La prima cosa che ha notato arrivando nel nostro paese è stato il forte attaccamento alle città: “In Giappone noi diciamo ‘siamo giapponesi’. Qui non ho mai sentito nessuno dire ‘sono italiano’”.







