Tecnologie Web: prove di gruppo e ricevimento

“Ancora una volta non ho avuto un ricevimento!”. È l’esclamazione più forte di una lettera di protesta scritta da Roberto Capasso, studente della Laurea Magistrale in Informatica, a diversi coordinatori del settore, per segnalare la scarsa disponibilità della docente di Tecnologie Web. Coinvolto insieme ad altri colleghi nella stesura del progetto di gruppo previsto dal corso, Roberto si è ritrovato da solo quando questo si è sciolto e si è quindi rivolto alla prof.ssa Anna Corazza scrivendole due e-mail, una volta per sapere come proseguire, l’altra per chiedere un appuntamento. “Ma non ho mai avuto risposta – sostiene lo studente – Quindi mi sono presentato allo studio e sono stato cacciato di malo modo perché non avevo un appuntamento. Così, lo stesso giorno, ho mandato una terza e-mail e, in tutta risposta, sono stato accusato di stalking, segnalato al Consiglio di Corso di Studio e, infine, minacciato. Se tornerò fuori orario allo studio della professoressa, chiamerà le guardie – racconta Roberto – Non vorrei perdere le ore di studio e le prove intercorso, superate con 30, che scadono a settembre, ma non riesco ad incontrarla. Sottolineo che, ovviamente, non vorrei neanche avere ripercussioni in seduta d’esame”. 
“So della comunicazione, anche se lo studente non ha reputato opportuno indirizzarla anche a me”, replica la prof.ssa Corazza, docente di Tecnologie Web, corso del primo semestre che prevede all’esame una prova scritta e la discussione di un progetto di gruppo incentrato su un problema pubblicato più volte nell’arco dell’anno solare compreso fra un autunno e l’altro e da sviluppare, complessivamente, in un mese e mezzo circa. La prova scritta può essere sostituita da due prove intercorso, la partecipazione in gruppo è fortemente raccomandata all’inizio dell’anno, mentre la regola diventa più elastica in seguito ma, in caso di più candidati singoli, questi vengono raggruppati d’ufficio. Come già accennato, sia il progetto che lo scritto scadono con l’inizio del nuovo corso. Questo significa che la data di settembre sarà l’ultima per la discussione finale e la registrazione dell’esame ed il prossimo problema pubblicato sarà l’ultimo disponibile per quest’anno. “Lo studente in questione ha superato le prove intercorso ed ha già provato a partecipare a due progetti, usufruendo di vari ricevimenti col tutor, con appuntamenti più volte spostati all’ultimo momento. Slittamenti sempre concessi, nei limiti del possibile, per venire incontro alle loro esigenze, sempre diverse da quanto proposto. Si è sempre ritirato prima della consegna finale, c’è la documentazione ad attestarlo – aggiunge ancora la docente – Trovarmi è facile, ho un orario di ricevimento tutti i martedì dalle 14:00 alle 16:00, che mi è capitato di spostare solo in casi eccezionali e sempre previo avviso pubblicato sul web docenti. Capita che mi si chiedano appuntamenti in orari diversi e, quando possibile, accetto”.
A questo punto, la professoressa racconta la cronistoria degli eventi dal suo punto di vista. Il ragazzo avrebbe inviato una e-mail per annullare l’ultimo progetto a metà maggio. In seguito ha inviato un’altra comunicazione, piuttosto perentoria, in cui chiedeva ricevimento per il giorno successivo, un venerdì, e dichiarava di attendere conferma: “io ero impegnata e quindi non ho confermato. Due giorni lavorativi dopo, senza altre comunicazioni, ha bussato al mio ufficio mentre pranzavo e naturalmente non l’ho invitato ad entrare (niente di personale: con la porta chiusa non potevo vedere chi fosse). È entrato ugualmente, di prepotenza, dicendo che voleva parlarmi e io ho risposto che, come poteva vedere, quello non era il momento e che non aveva appuntamento. Ha insistito e io l’ho invitato più volte ad uscire. Alla fine, ammetto anche un po’ spaventata dal suo atteggiamento piuttosto agitato, ho alzato la voce chiedendogli per l’ennesima volta di uscire, sperando di attirare l’attenzione di qualche collega. Per fortuna a quel punto Capasso si è allontanato spontaneamente”.
Il pomeriggio stesso Roberto ha inviato un’altra mail con una richiesta di ricevimento: “sempre in tono perentorio, ma questa volta non per un giorno specifico – continua la docente – Io però a questo punto ho risposto mettendo in copia il Coordinatore del Consiglio dei Corsi di Studio in Informatica, diffidandolo dall’entrare di prepotenza nel mio ufficio e invitandolo a presentarsi in orario di ricevimento. Tra l’altro, il martedì successivo ho avuto cura di controllare che ci fosse sempre qualche collega a portata di voce. Naturalmente Capasso non ha reputato il suo problema così importante da doversi organizzare per venire”.
In propria difesa la prof.ssa Corazza conclude affermando che: “la quasi totalità dei miei studenti si accorda volentieri allo spirito con cui organizzo corso ed esame. Mi ringraziano spesso per la disponibilità e recepiscono senza problemi i miei commenti ad e-mail dal tono non adeguato. Faccio parte della Commissione Tirocini, questo riguarda anche altri ragazzi che non sanno come comportarsi in un ambiente di lavoro, non solo i miei studenti. Capisco che, a questo punto, Capasso se non vuole perdere lo scritto dovrà lavorare tutto luglio e rassegnarsi a fare, come tutti i suoi colleghi, il progetto: le regole devono essere uguali per tutti, o non sono regole. Inoltre, la procedura che applichiamo per lo svolgimento del progetto, e in generale dell’esame di Tecnologie Web, non tende certo a minimizzare l’impegno richiesto sia da me che dalla tutor che mi aiuta a seguirli, la dott.ssa Anita Alicante. Anche se cominciare a fare progetti che poi non ci si cura di portare a termine richiede un impegno triplicato, lo stesso Capasso non potrà negare che non abbiamo mai ostacolato chi lo fa”.
Simona Pasquale
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