Esprimere tre preferenze che siano veramente diverse tra loro e, al momento di indicare il tutor, guardare all’intera rosa dei docenti disponibili, senza limitarsi ai più rassicuranti volti noti conosciuti a lezione. Due consigli per trasformare la scelta del tirocinio da pericolo di porta chiusa a possibilità di imboccare strade diverse, ma con destinazione unica: il primo approccio con il laboratorio. Del coordinamento delle attività pratiche a Biotecnologie per la salute si occupa una commissione specifica composta dal Presidente del Corso di Laurea Giovanni Paolella e dalle professoresse Olga Scudiero e Gabriella Esposito. Compito della commissione è “raccogliere i desiderata degli studenti, ovvero gli ambiti disciplinari che i ragazzi preferirebbero approfondire, e trovare una collocazione in linea con le preferenze espresse”. A spiegarlo è la prof.ssa Esposito, docente di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica, che prosegue: “conosciamo le attività che si svolgono nei vari laboratori e gestiamo le assegnazioni in maniera equilibrata, senza sovraccaricare un docente, ma, allo stesso tempo, senza mai lasciare uno studente privo di un tutor”. E se l’assegnazione è a un tutor mai sentito prima? “Invito i ragazzi a incontrarlo e a porre domande sul tipo di attività che svolgeranno. Raramente mi è capitato che un ragazzo mi abbia chiesto un cambio di tutor. Comunque, nei pochissimi casi in cui è capitato, abbiamo provveduto ad accontentarlo”. Per i tirocinanti c’è la possibilità di scegliere tra tirocinio intra moenia, presso uno dei Dipartimenti federiciani, o extra moenia, presso un ente convenzionato con l’Università: “in questo caso, come commissione, esigiamo dal potenziale tutor una dichiarazione di disponibilità ad accettare lo studente e a seguirlo secondo il regolamento del nostro Corso di Laurea. Solo dopo c’è l’assegnazione”. Le attività svolte extra moenia potrebbero essere anche oggetto di tesi di laurea: “in quel caso bisogna assegnare un relatore interno, scelto tra i docenti del Dipartimento, che sia di un settore affine e possa valutare le attività svolte fuori”. Ciò che conta, al momento della scelta, è ricordarsi che “ci circonda un mondo di docenti che sono disponibili a insegnare le attività pratiche. È bene valutare tutte le possibilità”. Secondo suggerimento da ricordare quando si presenta la domanda: “alla voce preferenze, diversificare gli ambiti disciplinari. Non focalizzarsi su una sola materia, ma indicarne tre diverse tra loro, così da darci la possibilità di accontentarli, facendoli lavorare e imparare”.







