Defiscalizzare i contributi che soggetti privati ed imprese erogano in favore di enti ed associazioni che operano nel campo della ricerca scientifica sul cancro. A supportare i contenuti della proposta di legge, attualmente in discussione alla Camera, tanti testimonial, tutti toccati direttamente o indirettamente dal dramma della malattia, seconda causa di morte in Italia. Da Enrica Bonaccorti, a Massimo Ghini, da Remo Girone a Franco Nero, da Piero Marrazzo a Renzo Arbore (“mio padre si laureò in Medicina a Napoli ed è morto di cancro. E’ una battaglia che mi ha colpito dolorosamente, personalmente, perciò sono assolutamente con voi”, ha detto Arbore). Erano in tanti –si sono contate sette- ottocento persone- alla kermesse medica Investi nella vita, organizzata dai firmatari della legge e dalle due facoltà mediche degli atenei napoletani, il 6 marzo nel Teatrino di Corte di Palazzo Reale. Forte la presenza di esponenti del mondo accademico, Rettori in prima fila, delle associazioni, della società civile (un po’ defilato si è notato anche l’ex ministro e docente universitario, pluriinquisito nello scandalo dei farmaci, Francesco De Lorenzo; lo ha accolto un mormorio).“Ad inizio secolo l’attesa di vita era di 49 anni; nel giro di un secolo è praticamente raddoppiata; un risultato raggiunto per il progresso della scienza. E proprio il finanziamento della ricerca è uno degli handicap di cui soffriamo”, ha detto il Preside Armido Rubino (Medicina, Federico II). Un si deciso anche dal Preside Francesco Rossi (Medicina, Seconda Università) “a patto che non si restringa alla sola ricerca oncologica”. Una questione molto dibattuta in questi giorni, e ripresa in altri interventi nel corso della manifestazione. Ne hanno parlato Andrea Ballabio, ricercatore responsabile di Telethon, il quale è atteso in cattedra al II Ateneo, e il prof. Enrico Di Salvo -docente al Policlinico collinare- (“è positivo defiscalizzare i fondi dei cittadini che vanno alla ricerca; non capisco perché partire dall’oncologia che è il settore più ricco; perché non cominciare dalla prima causa di morte: le malattie cardiovascolari che provocano 4-500 mila decessi contro i 150-180 mila dei tumori. Sono molto perplesso”).
La parola all’onorevole Pino Petrella, professore al Federico II, il quale con Vasco Giannotti è estensore della legge. “Questa legge è nata da una telefonata di Veltroni. Mi ha chiesto da oncologo, di fare qualcosa di semplice e serio a favore della lotta al cancro: così è nata una legge di soli due articoli”. E’ visibilmente soddisfatto Petrella, è un giorno, in fondo, che segna la sua consacrazione. “L’affollamento dimostra la grande sensibilità dei cittadini”, dice prima di cedere la parola all’ispiratore nonché primo firmatario della legge Walter Veltroni. “Questo è un paese che investe poco in ricerca; abbiamo uno dei livelli di bassi in campo internazionale nella ricerca sul cancro: circa 250 miliardi pubblici e 200 dal settore privato”, ha detto il segretario nazionale dei Ds. Perché la ricerca oncologica? “Perché è la seconda causa di morte in Italia; una malattia che direttamente o indirettamente tocca tutte le famiglie. Una ricerca in parte disperata, in parte che lascia speranze”. Infine un auspicio “spero che sia vissuta come una legge non di parte ma nell’interesse di tutti”. Si impegna a portare avanti la legge il Ministro della Sanità. “Sono ancora tanti coloro che la battaglia contro la malattia non riescono a vincerla, perciò dobbiamo darci da fare. E’ una malattia che è causa di grande dolore. Tutti vorremmo, Preside Rossi, che i contributi andassero a tutti i campi di ricerca. Ma ciò non è possibile. Allora iniziamo almeno da una delle malattie che colpisce di più la popolazione. E’ solo un piccolo passo. Sono qui per assumermi le mie responsabilità”, ha detto Rosy Bindi.
In chiusura, sul palco Eduardo De Crescenzo che ha regalato ai presenti la sua bella canzone “Ancora”.
La parola all’onorevole Pino Petrella, professore al Federico II, il quale con Vasco Giannotti è estensore della legge. “Questa legge è nata da una telefonata di Veltroni. Mi ha chiesto da oncologo, di fare qualcosa di semplice e serio a favore della lotta al cancro: così è nata una legge di soli due articoli”. E’ visibilmente soddisfatto Petrella, è un giorno, in fondo, che segna la sua consacrazione. “L’affollamento dimostra la grande sensibilità dei cittadini”, dice prima di cedere la parola all’ispiratore nonché primo firmatario della legge Walter Veltroni. “Questo è un paese che investe poco in ricerca; abbiamo uno dei livelli di bassi in campo internazionale nella ricerca sul cancro: circa 250 miliardi pubblici e 200 dal settore privato”, ha detto il segretario nazionale dei Ds. Perché la ricerca oncologica? “Perché è la seconda causa di morte in Italia; una malattia che direttamente o indirettamente tocca tutte le famiglie. Una ricerca in parte disperata, in parte che lascia speranze”. Infine un auspicio “spero che sia vissuta come una legge non di parte ma nell’interesse di tutti”. Si impegna a portare avanti la legge il Ministro della Sanità. “Sono ancora tanti coloro che la battaglia contro la malattia non riescono a vincerla, perciò dobbiamo darci da fare. E’ una malattia che è causa di grande dolore. Tutti vorremmo, Preside Rossi, che i contributi andassero a tutti i campi di ricerca. Ma ciò non è possibile. Allora iniziamo almeno da una delle malattie che colpisce di più la popolazione. E’ solo un piccolo passo. Sono qui per assumermi le mie responsabilità”, ha detto Rosy Bindi.
In chiusura, sul palco Eduardo De Crescenzo che ha regalato ai presenti la sua bella canzone “Ancora”.







