Una nuova aula studio a Palazzo Gravina

Dopo anni di difficoltà, finalmente gli studenti di Architettura possono connettersi ad internet nelle aule del Dipartimento. “Per eliminare i disservizi che si trascinavano ormai da tempo – riferisce Alberta Carandente, rappresentante degli studenti iscritta al terzo anno del Corso di Laurea in Scienze dell’architettura – il Dipartimento ha adottato un nuovo sistema. Si chiama Eduroam e per ora sta funzionando bene. Restano alcuni problemi a connettersi da qualche aula, ma complessivamente la situazione è incomparabilmente migliore rispetto a quella precedente, quando ci si affidava, senza alcun risultato positivo, al wi-fi unina. Si accede con le medesime credenziali, ma non accade più di essere sconnessi all’improvviso o di non riuscire neanche a collegarsi”. Eduroam è una federazione mondiale di Università ed Enti di ricerca ed ha perciò anche un altro vantaggio: “se uno studente od un docente di Architettura della Federico II si reca presso un altro Ateneo federato, per esempio all’Università statale di Milano, potrà utilizzare il servizio wi-fi di quell’Ateneo mediante l’uso delle credenziali di Unina. Ciò è vero, ovviamente, anche per gli ospiti che vengono ad Architettura da una Università federata ad Eduroam”. Per gli iscritti ad Architettura, che trascorrono in Dipartimento gran parte della giornata e che utilizzano i propri computer per studiare e per esercitarsi, la svolta relativa al wi-fi è importantissima. Il passo successivo, sottolinea Carandente, dovrà essere la predisposizione in ogni aula di un congruo numero di prese elettriche alle quali connettere i computer. “Per ora – sottolinea – ci arrangiamo con le prolunghe e con le ciabatte elettriche, ma non è certo una soluzione. Servono più prese per migliorare il comfort e, soprattutto, per evitare che possano verificarsi incidenti”. 
Altra novità di questo primo scampolo dell’anno accademico è rappresentata dall’allestimento di una nuova aula studio. È a Palazzo Gravina, nei pressi della biblioteca. Quattro o cinque banchi in tutto. “Questa nuova aula – dice la rappresentante degli studenti – ha anche un valore simbolico. È la testimonianza che c’è la volontà di far vivere nella quotidianità la sede storica di Architettura, che non può essere solo un palazzo di rappresentanza”.
Il 5 novembre, mentre Ateneapoli andava in stampa, si è riunita per la seconda volta la nuova Commissione Paritetica di Dipartimento, della quale fanno parte rappresentanti degli studenti e dei docenti che afferiscono a tutti i Corsi di Laurea: Scienze dell’architettura, Architettura Magistrale, Urbanistica. Si propone di affrontare questioni e problematiche comuni ai diversi Corsi. “Ne fanno parte otto componenti – dice Carandente – i docenti sono Antonella Di Luggo, Roberta Amirante, Daniela Lepore, Alessandro Castagnaro. I rappresentanti degli studenti Clarissa Pica, Guido Asciore, Ottavio Ferulano ed io”. La Commissione focalizzerà l’attenzione soprattutto sulle problematiche relative agli spazi ed alle strutture, che sono trasversali. Già in passato, in sede di Commissione Paritetica di Scienze dell’architettura, erano emerse alcune ipotesi migliorative. Per esempio, la creazione di una sorta di zona-relax per gli studenti, in cui si pensava di collocare anche un tavolo da ping pong; l’allestimento di rastrelliere nel cortile degli edifici dello Spirito Santo e di Palazzo Gravina per consentire di parcheggiare le bici e per incentivare gli studenti all’utilizzo delle stesse; armadietti che le ragazze ed i ragazzi possano usare come deposito personale. Tutte questioni che torneranno ora al tavolo della Commissione Paritetica di Dipartimento. Quest’ultima non si occuperà, invece, del problema mensa, che è di competenza dell’Azienda per il diritto allo studio e che si trascina da anni. “Il punto – dice Mirko Luongo, che fa parte della Commissione Paritetica di Scienze dell’architettura ed è rappresentante nel Consiglio degli Studenti di Ateneo – è che abbiamo un solo locale convenzionato dove pranzare con i buoni dell’Adisu. È in Piazza del Gesù ed è sempre affollato. Poiché, quando si tengono i corsi, non abbiamo mai più di un’ora di spacco, capita spesso di dover rinunciare al pranzo, per non perdere la prima lezione pomeridiana. Ci si arrangia, perché molte salumerie nella zona dell’edificio di via Forno Vecchio propongono un primo a due euro e mezzo ed una bottiglietta d’acqua a 50 centesimi, prezzi tutt’altro che proibitivi. Eppure, sarebbe importante che l’Adisu attivasse altre convenzioni con ristoranti della zona. È un diritto degli studenti quello di poter pranzare con i buoni dell’Adisu e non c’è motivo di rinunciarvi”.
Fabrizio Geremicca
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