Universiadi del trading, “I Federiciani” conquistano il quinto posto nella competizione cui hanno aderito 112 Atenei europei

“Sono stati davvero in gamba e hanno saputo muoversi con autonomia ed intelligenza, recuperando anche un periodo intermedio di perdite. Bravi per competenza tecnica e capacità di iniziativa”: le parole della prof.ssa Emilia Di Lorenzo, docente di Finanza matematica, accompagnate da una grande soddisfazione per l’esito raggiunto dai cinque studenti da lei selezionati per la quarta edizione delle Universiadi del trading. La competizione, che ha visto l’adesione di ben 112 Atenei di 12 paesi europei, si è conclusa lo scorso 22 maggio con un risultato di tutto rispetto per il team de “I Federiciani”: il quinto posto in classifica! Un’opportunità per conoscere dal vivo il settore della finanza e i meccanismi delle operazioni bancarie: partecipare alle Universiadi del trading offre tutto questo e altro ancora. “L’entusiasmo con cui tanti studenti hanno aderito all’iniziativa – racconta la docente – è indubbiamente un segnale di partecipazione dinamica e appassionata al percorso formativo”. La squadra ha operato sui mercati disponibili sulla piattaforma Directa, società di intermediazione mobiliare, che ha fornito il supporto in termini informativi (dati su quotazioni, ecc.), nonché 5.000 euro (denaro reale) per ogni gruppo: “La società si è fatta carico delle perdite, lasciando invece le plusvalenze alle squadra”. Come previsto dal regolamento della gara, cinque il numero di studenti per squadra: Anna Massaro (Triennale in Economia e Commercio), Pierpaolo Di Dato (Magistrale in Economia e Commercio), Luca Letteriello (Magistrale in Finanza), Fabio Manfredonia (Caposquadra – Triennale in Economia degli Intermediari Finanziari), Antonio Ruggiero (Magistrale in Finanza).
La selezione, ricaduta anche su studenti iscritti a percorsi di laurea diversi da quello di Finanza, è stata una scelta voluta, in quanto “ho trovato ragazzi delle Triennali di Economia e Commercio altrettanto motivati e preparati che hanno una discreta conoscenza della materia. Ho notato, infatti, come alcuni studenti nutrano una passione per la finanza, indipendentemente dai corsi che hanno seguito all’università”. Quanto ai criteri adottati, la docente sottolinea: “si è tenuto conto della media ponderata degli esami conseguiti”. 
Oltre a fornire un valore aggiunto al curriculum vitae, partecipare alle Universiadi è un modo “per misurarsi e capire fino a che punto si ha interesse per questo settore”. Discorso valido sia per gli studenti delle Triennali, prossimi alla scelta della Magistrale, sia per chi, alla fine del biennio, è prossimo ad affacciarsi al mondo del lavoro. Per i prossimi anni l’auspicio è “di strutturare la gara in base alla suddivisione dei due Dipartimenti, con l’obiettivo di estendere la partecipazione ad un’altra squadra e quindi a più studenti”. 
Una splendida
rimonta
Per l’intera durata della competizione (da ottobre a maggio), l’impegno dei ragazzi è stato notevole. Per la prima volta, infatti, si sono confrontati con una realtà di cui avevano solo sentito parlare dai loro docenti, durante i corsi. “Utilizzavamo la piattaforma della banca per effettuare operazioni di trading – spiega il caposquadra Fabio Manfredonia, media del 29.2, laureando alla Triennale di Economia degli Intermediari Finanziari – Avevamo accesso al Forex e a strumenti di analisi tecnica, in più disponevamo di buoni sistemi per operare sia nei mercati italiani che in quelli stranieri come Down Jones e Nasdaq”. Diverse le operazioni da monitorare perché “se la perdita andava al di sotto del 40%, la banca chiudeva il conto e squalificava la squadra, infatti molte sono uscite per eccesso di perdita”. A guidare i ragazzi è stata senz’altro l’esperienza acquisita giorno per giorno. “Abbiamo lavorato molto sull’analisi tecnica nel corso della gara – aggiunge Fabio – una materia che non viene insegnata all’università. In aula abbiamo seguito un corso sulle analisi delle serie storiche, più teorico che pratico nel senso che costruivamo dei modelli, utilizzavamo Excel per fare le analisi delle serie storiche ma non andavamo ad utilizzare gli indicatori per decidere le operazioni di trading da fare nel mercato. L’analisi effettuata sui grafici nel corso della competizione era molto più spicciola e pratica di quanto si possa pensare”. Non a caso – chiarisce – i gruppi tedeschi in cima alla classifica avevano già un’ampia conoscenza delle analisi tecniche perché parte del loro percorso di studi. Ad ogni modo, la robusta formazione universitaria della squadra federiciana, unita all’intuito, è stata senz’altro la chiave vincente per scavalcare gli avversari e raggiungere le cime della classifica. “In particolare sono servite le conoscenze di Microeconomia per valutare le decisioni di politica monetaria adottate dalle banche centrali”. Allo stesso tempo, però, molte operazioni sono state anche frutto di tentativi, presi di volta in volta a seconda dello scenario del mercato. Un esempio, infatti, è stata la loro rimonta per tornare nella top ten della classifica. Poco prima della chiusura della gara, infatti, una piccola mossa ha consentito all’intero gruppo federiciano di aggiudicarsi il quinto posto con una performance del 48%, superando, così, i connazionali del Politecnico di Milano. L’esperienza delle Universiadi ha rappresentato per Fabio una vera full immersion nel mondo del trading: “Sono riuscito a conoscere da vicino l’aspetto pratico della materia. Adesso so come inserire un ordine nel sistema e analizzare un grafico e i singoli indicatori, so interpretare dei segnali del mercato e le manovre di politica economica”. Ottimo il lavoro di squadra: “Tra noi c’è sempre stato un rapporto paritetico, nessuno ha realmente prevalso sull’altro. Perfino il mio ruolo di ‘caposquadra’ è stata una pura formalità”, sottolinea Fabio che si laureerà entro luglio con una tesi in Matematica Finanziaria con la prof.ssa Di Lorenzo. Quanto al futuro, “ancora non so bene in quale branca della finanza vorrei specializzarmi”. A chiarirgli le idee sarà un Master annuale in Finanza che seguirà in un prestigioso college di Londra dove è stato ammesso a pieni voti.
Altro punto di riferimento per la squadra è Antonio Ruggiero, secondo anno della Magistrale in Finanza e da sempre appassionato alle movimentazioni nei mercati monetari. Partecipare alle Universiadi gli ha permesso di mettere in campo la sua conoscenza sulla materia, ambito in cui aspira a costruire un percorso professionale. “Dopo questa importante esperienza formativa – commenta – riesco a gestire un capitale e fare investimenti su un lungo arco temporale. Stare a contatto in modo costante con la piattaforma e con il mercato mi ha permesso di imparare tutti i meccanismi e di mettermi alla prova prima di lanciarmi nel mondo del lavoro”. Per addentrarsi meglio nella materia, da perfetto autodidatta, “in passato ho investito i miei risparmi per capirne le dinamiche ma nel corso della competizione è stato diverso. Avendo un capitale più alto a disposizione ho azzardato a fare operazioni che non avrei osato con un budget personale, in più ho utilizzato una piattaforma più specifica”. Prossimo alla fine del percorso universitario, media del 28.4, oltre a preparare l’ultimo esame del biennio, Finanza matematica, sta completando la sua tesi in Tecnica di borsa con focus sui certificate “che sono appunto degli strumenti finanziari che mi piacciono in modo particolare”. Non c’è dunque ombra di dubbio sulla sua scelta professionale post lauream!
Dal canto suo, invece, Luca Letteriello, altro ‘osso duro’ de ‘I Federiciani’ con una media del 28.5, dopo la Laurea Magistrale in Finanza aspira ad inserirsi nel settore bancario “anche iniziando con uno stage”. Allo stesso tempo, però, riconosce che la competizione “è stata una grande esperienza perché ha aperto le porte ad un settore per me completamente nuovo. Se non avessi partecipato, avrei avuto più motivi per essere preoccupato per un’eventuale opportunità lavorativa in ambito finanziario perché sarei partito da zero, adesso invece potrò spendermi le competenze acquisite anche in fase di un futuro colloquio!”. Quanto all’approccio con i primi momenti della competizione, Luca ricorda: “la difficoltà non era legata tanto alla lettura dei grafici ma piuttosto all’operatività tecnica della piattaforma Directa che all’inizio ci ha un po’ spiazzati perché nessuno la conosceva; poi pian piano abbiamo iniziato a capirne i meccanismi”. Come i suoi compagni di squadra, “ho dovuto documentarmi sulle varie analisi che si potevano fare su un titolo”. Un’esperienza che “ha fortificato sicuramente le mie conoscenze sulla materia” con la speranza che possano tornare utili anche ai fini della tesi “in Finanza matematica, l’argomento è ancora da definire con la prof.ssa Di Lorenzo ma mi interesserebbe molto qualcosa sui controlli bancari e sulla vigilanza”.
Fiorella Di Napoli
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