“Una delle manifestazioni del pensiero è il disegno”

Più di centocinquanta ragazzi divisi in squadre, ad ogni squadra una zona assegnata. Non si tratta di una caccia al tesoro ma del workshop “Fermarsi a disegnare” organizzato per gli studenti del I anno del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile–Architettura. Un percorso che le Università “Sapienza” di Roma e “Federico II” di Napoli hanno in comune. Ecco perché l’idea è nata dai docenti dell’Ateneo partenopeo, ma ha poi raggiunto facilmente i colleghi della capitale, che l’hanno accolta ben volentieri.
Il workshop è stato articolato in due incontri, il primo a Roma il 22 gennaio e il secondo a Napoli il 29 gennaio. Entrambe le giornate sono state a loro volta articolate in una parte teorica, caratterizzata dagli interventi e dalle spiegazioni di professori e tutor, e una di attività sul campo. È qui che prende corpo il vero scopo del seminario: gli studenti, muniti di foglio e matita, si “fermano a disegnare” a mano libera ciò che li circonda. I luoghi prescelti per le attività sono stati la città universitaria di Roma e la Mostra d’Oltremare di Napoli. 
Il seminario iniziale a Piazzale Tecchio è stato caratterizzato da un vivace dibattito. Ad animarlo, primo tra tutti il prof. Bruno Montella, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale della Federico II, il quale, dopo aver illustrato ai colleghi romani le molteplici risorse offerte dal settore di cui si occupa, conclude fornendo una personale definizione al concetto di disegno: “Bisogna fermarsi a pensare. Una delle manifestazioni del pensiero è il disegno”.
Il prof. Francesco Polverino, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile–Architettura napoletano, si sofferma, invece, sull’importanza del gruppo, altra parola chiave: “Certi progetti possono avere successo solo se si è in gruppo. Sarete gli architetti del futuro, protagonisti di progetti che hanno in sé il seme dell’ingegneria e dell’architettura”. Poi, continua: “Mi è piaciuta tanto l’idea di fermarsi a disegnare. Il disegno non è qualcosa di fuggevole, ma è la capacità di cogliere la realtà e rapportarsi con il costruito”.
A rappresentare la parte romana il prof. Cesare Cundari, che fa una riflessione sull’uso delle nuove tecnologie: “Gli avanzamenti sono inevitabili, ma credo facciano male. L’uso inadeguato delle nuove tecnologie dà luogo ad un nuovo analfabetismo. Si è persa la disinvoltura ad elaborare il pensiero. Se un giorno la rete si spegnesse, noi non saremmo più autonomi. Ma bisogna considerare che l’invenzione non avverrà mai attraverso un computer. Del disegno, attraverso un computer, si possono programmare dei passaggi fissi, ma non inventarlo. Ecco perché bisogna impegnarsi nel leggere ciò che ci circonda”. A conclusione del suo intervento, una citazione di Goethe: “Non vale la pena disegnare per disegnare, senza riuscire a dire qualche cosa. Disegnare per disegnare è come parlare per parlare”.
Un ruolo centrale nell’organizzazione di questo workshop è stato ricoperto dalla professoressa Lia Maria Papa, docente di Disegno alla Federico II, che fornisce ulteriori chiarimenti: “Questa iniziativa è un esperimento didattico, che avevamo già abbozzato l’anno scorso. Ha un doppio vantaggio: da un lato gli studenti si muovono su siti diversi, dall’altro creano gruppo, per cui parlano tra di loro. Ogni gruppo è formato da napoletani e romani, quindi si crea anche un confronto. È un modo per sollecitare la comunicazione fra studenti di sedi diverse. L’attività mira a fornire l’acquisizione del senso delle proporzioni e la capacità di leggere lo spazio, indispensabile per un tecnico colto”.
Fabiana Carcatella 
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