“Vivete l’Università: chi resta a casa si laurea in ritardo”

È stato articolato in tre parti – presentazione del Corso, discussione e visita guidata alle strutture e ai laboratori – l’incontro tenutosi il 25 settembre con i nuovi studenti del Corso di Laurea a numero chiuso in Biotecnologie per la Salute. “Un’occasione utile al fine di accumulare informazioni ed eliminare dubbi – spiega in apertura il prof. Giovanni Paolella, Coordinatore del Corso – non solo per i 375 ammessi, ma anche per i candidati risultati idonei non selezionati, immediatamente a ridosso dei vincitori. Questi ultimi, infatti, tenendo conto dello scorrimento delle graduatorie passate, hanno un’altissima probabilità di entrare a far parte di questo mondo. Consiglio a tutti, quindi, di seguire i corsi” (che hanno avuto inizio il 29 settembre). Dai consigli ai numeri: “Il piano di studi prevede 15 esami fondamentali, di cui 9 costituiti da un solo modulo. A questi sono da aggiungere i corsi di lingua inglese ed alcuni esami a scelta. Da notare che la distribuzione dei crediti è paritaria, nel senso che il blocco didattico per ogni semestre è sempre al di sotto dei 30 CFU. Questo significa in media 3 esami a semestre. Gli esami sono fattibili ed è bene cercare di sostenere tutti quelli previsti. Il primo semestre sarà caratterizzato per lo più da materie di tipo quantitativo (Chimica, Fisica, Matematica) che spesso sono guardate con diffidenza perché considerate aliene alla biologia, trascurando, invece, che i loro concetti ne costituiscano le basi. Bisogna, quindi, avere la mente aperta verso queste discipline e non spaventarsi. Se c’è qualcosa che non si capisce, basta chiedere!”. Infine, una nota sugli anni successivi al primo: “Durante il secondo anno sarà possibile personalizzare il proprio percorso di studi attraverso la scelta di uno dei quattro curricula disponibili: Curriculum Medico, Curriculum Farmaceutico, Curriculum Alimentare, Curriculum Veterinario”.
“Ci sono una serie di errori che si possono commettere – prende parola il prof. Vincenzo De Simone, docente di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche – e che bisogna stare ben attenti ad evitare. Il primo, già anticipato dal prof. Paolella, è quello di accantonare discipline fondamentali per la comprensione di argomenti successivi. Altro errore: considerare gli esami semplicemente come un ostacolo di cui, una volta superato, ci si può anche dimenticare. Con questo atteggiamento, infatti, non si bada a costruire le basi per la professione. Quello che si impara serve per il futuro. Terzo ed ultimo errore molto comune è quello di venire all’Università solo per i corsi e gli esami, o addirittura esclusivamente per gli esami. Avete molti spazi a disposizione, non usate l’Università per corrispondenza. Vivete l’Università: ci sono luoghi di cultura, di relax, seminari ed eventi!”.
Seguono le domande degli studenti, dalle quali si ottengono ulteriori chiarimenti. “La frequenza ai corsi non è obbligatoria – spiegano i vari docenti – ma fortemente consigliata. Non bisogna calcolare il tempo minimo indispensabile per passare gli esami. Chi decide di restare a casa si laurea in ritardo. Bisogna anche uscire dalla concezione tradizionale di libro: c’è internet, ci sono gli appunti. Un libro, poi, non basta. Non poche volte, infatti, durante i corsi capita di affrontare tematiche attuali che non sono affrontate nei manuali. La frequenza, infine, è un requisito indispensabile per l’accesso alle esercitazioni in laboratorio”.
Ed è proprio introducendo la visita guidata ai laboratori e all’Aula Magna che il prof. Paolella connota i neo-immatricolati in modo speciale: “Siete fortunati! Questo è il primo anno in cui gli studenti hanno la possibilità di utilizzare laboratori”.
Fabiana Carcatella
- Advertisement -




Articoli Correlati