400 firme per il potenziamento delle ore di Lingua e Linguistica Straniera

“Abbiamo raccolto 400 firme in un tempo record, soli dieci giorni. Chiediamo più ore settimanali di esercitazione con i docenti madrelingua, il potenziamento delle ore di acquisizione pratica previste all’interno delle attività didattiche del Corso di Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Moderne Europee”, spiega Milena Franzese, rappresentante degli studenti del Corso di Laurea. La petizione, avviata nella metà di aprile, ha visto il supporto di Emanuele Elefante e Raffaele Accongiagioco, rappresentanti degli studenti del Corso di Laurea Triennale di Lingue, Culture e Letterature Moderne Europee e del Corso di Studi di Filosofia, tutti e tre membri del movimento studentesco Link Studi Umanistici Unina. “Attualmente le ore di esercitazione di lingua straniera previste dal Regolamento Didattico sono due a settimana per un totale di 48 ore per ciascuna lingua straniera durante l’anno accademico – continua Milena – Due ore settimanali che spesso, viste le festività, si perdono e non sono più recuperate”. Un numero decisamente inferiore rispetto a quello stabilito nel piano di studi di altri Atenei campani: 135 ore di lettorato alla Magistrale in Lingue Moderne per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale del Suor Orsola Benincasa, 120 ore a Lingue e Letterature Europee e Americane de L’Orientale e 103 ore a Lingue e Letterature Moderne presso l’Università di Salerno. Sono questi i dati ricavati dal confronto con altre Università e che posizionano l’Ateneo federiciano tra gli ultimi in classifica. “Una questione diventata insostenibile negli ultimi anni”. Pertanto, dopo aver fatto girare la voce nelle diverse sedi del Dipartimento di Studi Umanistici, “abbiamo deciso di interrompere le firme alla soglia raggiunta dei 400 (anche se avremmo potuto continuare a oltranza fino all’inizio della sessione estiva), perché la proposta potesse arrivare al più presto alla Commissione didattica”, come accaduto lo scorso 9 maggio. In quella data, “la petizione ha incontrato l’opinione favorevole dei nostri docenti – e segnatamente dei coordinatori professori Bernhard Arnold Kruse e Michela Cennamo – che l’hanno appoggiata in pieno perché si rendono conto della necessità di incrementare (e non diminuire) le ore di laboratorio di lingua straniera durante il biennio di studi magistrali”. Durante la Triennale, infatti, sono previste 96 ore di esercitazione con i lettori (in pratica quasi il doppio). “Dopo aver ricevuto una buona formazione al triennio, ci si aspetterebbe un potenziamento dell’attività didattica sul livello Magistrale, e non il contrario”. In tal modo, si rischiano flessioni sul numero di iscritti con casi di migrazione verso altri Atenei. In altre parole, “gli studenti non sono motivati a continuare qui gli studi”. La proposta è stata subito dopo indirizzata al Direttore di Dipartimento prof. Edoardo Massimilla, “dimostratosi sin dal principio disponibile a venire incontro alle nostre richieste e attento in ogni occasione alle questioni studentesche”. Vagliato il secondo step, “non manca che girare la nostra petizione all’Ateneo”. Non si conoscono, però, i tempi precisi in cui l’iter possa attuarsi e si teme che gli sforzi raggiunti possano esaurirsi in vista del prossimo inizio degli esami a giugno. È probabile pensare che il numero di ore pratiche sia stato ridotto per una carenza di docenti. “L’incremento delle ore di esercitazione linguistica richiede un’attenzione maggiore da parte del Centro Linguistico di Ateneo che deve investire di più sui Corsi di Laurea In Lingue per migliorare e potenziare la didattica”. L’aumento dei lettori consentirebbe, inoltre, “a noi studenti di essere seguiti più attentamente in aule che accolgono numeri contenuti”. Sebbene la figura del lettore non sia ben inquadrata nella didattica e in sede d’esame, “è fondamentale garantire agli studenti regolarmente iscritti la possibilità di avere a disposizione di tutti i mezzi necessari per l’apprendimento della lingua straniera”. Una distinzione da chiarire agli studenti: “durante le ore di lezione con il docente universitario ci concentriamo sugli studi di linguistica, partendo dalla fonologia fino ad approfondire gli aspetti legati all’evoluzione diacronica e sincronica della lingua”. Con i lettori, invece, si svolgono gli esercizi fondamentali al superamento dell’esame di Lingua: approfondimento delle regole grammaticali, ascolto, conversazione e traduzione. Numerose sono state le sollecitazioni sul tema avanzate già in passato con una petizione simile per segnalare le criticità, dall’assenza di materiale per cancelleria fino alle carenze strutturali. “Prima di quel momento non avevamo né il proiettore né le casse audio nelle aule. Ciononostante, ancora oggi non possiamo constatarne il funzionamento. Se un docente deve proiettare una slide oppure sottoporci una prova di ascolto, deve far fronte a insormontabili difficoltà sul lato tecnico”. Lo stato delle strutture rende, infatti, difficile anche ai docenti lo svolgimento del proprio lavoro in condizioni favorevoli. “A Lingue capita spesso di ospitare docenti stranieri per convegni. Queste criticità danneggiano l’immagine del nostro Dipartimento e sviliscono la qualificazione professionale di docenti e lettori validissimi”. È stata richiesta, inoltre, la riapertura del Laboratorio Linguistico nella sede di Porta di Massa (quarto piano, sesto livello) “utilizzato attualmente come aula e non come spazio destinato all’attività laboratoriale. Ciò significa che non possiamo mai usufruire delle apparecchiature presenti”. Non ultima, la questione del lettorato. “Circa quattro anni fa avevamo presentato una petizione per un aumento delle ore di lettorato al fine di ottimizzare le tempistiche finalizzate alla correzione delle verifiche, soprattutto per cattedre dove si riscontra un numero più elevato di iscritti”. Inglese e Spagnolo, ad esempio, dove “la correzione di oltre cento compiti è affidata a soli quattro docenti responsabili”. All’epoca 543 le firme raccolte. Viste le difficoltà incontrate dagli studenti nel conseguimento degli esami, “abbiamo ottenuto la possibilità per i fuoricorso di poter ripetere l’esame scritto non più tre bensì cinque volte durante l’anno accademico” (settembre, gennaio, febbraio, giugno, luglio), nel rispetto delle propedeuticità degli esami. Anche prima dell’ultima novità, il recente aumento degli appelli di laurea, “sono stati fatti dei piccoli passi in avanti, bisogna però fare di più”. I segnali si muovono in una direzione migliorativa ma restano tanti ancora i punti su cui si attende una risposta dall’alto.
Sa.Sa.
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