Più di cinquecento i ragazzi che si sono presentati alla Facoltà di Ingegneria di Aversa per il test di auto-valutazione, assolutamente non selettivo, lo scorso 5 settembre. “Circa i due terzi dei partecipanti – informa il Preside della Facoltà prof. Michele Di Natale – hanno superato la prova, per i restanti ragazzi è previsto un obbligo formativo che consiste nel sostenere, prima di tutte le altre, le prove di Matematica e Fisica”. Ad Ingegneria, si procede secondo una metodologia che divide le matricole in tre classi: coloro che hanno superato i test, quelli che non lo hanno superato e, infine, tutti quelli che l’hanno superato “per un pelo”. Ed è a questi ultimi che va il consiglio del Preside di comportarsi come se avessero il debito, in pratica “sostenete per primi gli esami di Matematica e Fisica, perché sono le materie base dell’Ingegneria. E’ importante studiare tutto, logicamente, ma ricordiamoci che l’Ingegneria è Matematica e Fisica applicata”.
Migliorano, intanto, le condizioni logistiche della Facoltà che si impegna ad offrire sempre più spazi agli studenti, oltre ad un sistema di trasporti che collega la stazione ferroviaria e la sede della Facoltà. “A breve – assicura il Preside – ci sarà anche un punto ristoro, nella logica di fornire sempre più servizi ai nostri studenti”.
I MANAGER DIDATTICI. Intanto, sempre nell’ottica di agevolare la comunicazione tra studenti e Facoltà, nasce la nuova figura del manager didattico. Una efficace interfaccia con i Consigli di Classe che coordina l’offerta formativa, eroga informazioni aggiornate sull’accesso ai corsi, organizza le attività di tirocinio e stage presso aziende ed Enti pubblici in convenzione con la Facoltà. I giovani manager, in carica fino ad ottobre, sono Raffaele Cavallo, trentatreenne laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il territorio, e Giuseppe Foglia, ventinove anni, dottorando in Ingegneria meccanica. Due giovani, perché, come afferma il Preside Di Natale, “noi puntiamo sui giovani. E poi per gli studenti è sempre più facile rivolgersi ad un ragazzo, il dialogo è facilitato, soprattutto per le matricole che possono avere qualche timore nel rivolgersi al docente”. Foglia definisce il rapporto che si crea con i ragazzi “di tipo friendly”. “Ci espongono i loro dubbi senza alcun timore – continua Foglia – qualche volta anche le loro preoccupazioni, riguardo gli esami da svolgere o chiedono consigli su come impostare un curriculum vitae. Inutile sottolineare che settembre e ottobre sono i mesi più caldi, in quanto facciamo anche orientamento alle matricole, cerchiamo di rispondere in modo esauriente a tutte le loro richieste, dalla didattica alle modalità per l’iscrizione”. E, più in specifico, i tutor si occupano anche di piani di studio, tirocini per gli studenti dei corsi di laurea triennale e stage per coloro che sono iscritti a corsi specialistici. “Le domande più frequenti sono proprio quelle relative alla compilazione dei piani di studio –spiega Cavallo – Dopo il primo anno, durante il quale i ragazzi studiano le materie di base, possono scegliere di definire un piano di studi personalizzato. E’, a questo punto, che si rivolgono a noi per avere consigli sugli insegnamenti da inserire o su quelli caratterizzanti, su come convertire i crediti…”.
Si arricchisce, intanto, il sito della Facoltà (www.ingegneria.unina2.it) con un link proprio relativo ai servizi svolti dal manager didattico, un sistema che, da un lato, alleggerisce il carico di lavoro dei docenti, dall’altro, facilita gli studenti.
UNO SPORTELLO PER INFORMARE SUL PROGETTO ERASMUS. Da quest’anno, è in funzione uno sportello informativo sul Progetto Erasmus. “Uno sportello che – spiega il prof. Diego Vicinanza, responsabile Erasmus di Facoltà e docente di Ingegneria costiera e Costruzioni marittime – si occupa della mobilità sia degli studenti che dei docenti”. Dunque, attenzione agli studenti che presentano domanda Erasmus, a quelli stranieri che trascorrono un periodo presso la Facoltà aversana e ai docenti che hanno intenzione di insegnare presso le facoltà europee in convenzione con Ingegneria. “Con la dicitura ‘bilateral agreement – continua Vicinanza – intendiamo un accordo tra la Facoltà di Ingegneria e le università europee (sono più di dieci Paesi) disposte ad accogliere i nostri studenti”.
Lo sportello nasce con l’obiettivo di semplificare le operazioni burocratiche, la compilazione dei moduli, la comprensione dei regolamenti e per rispondere a tutte le richieste dei ragazzi interessati al progetto Erasmus. “Le domande più frequenti riguardano gli esami da inserire nel percorso di studi all’estero e le modalità di convalida, una volta rientrati. Le stesse richieste provengono dagli stranieri che studiano presso la facoltà, ci chiedono spesso chiarimenti sulle tipologie degli esami e consigli per la compilazione dei piani di studio”. Un’esperienza, quella Erasmus, che il professore, definisce “fondamentale”. Le motivazioni: “si impara sicuramente una lingua, spesso l’inglese, usata come lingua di comunicazione scientifica. Oltre alla comunicazione, la permanenza in un paese straniero, di ragazzi che talvolta non conoscono nemmeno le più belle zone della Campania, l’approccio ad una realtà diversa, l’apertura mentale che ne deriva, i contatti col mondo del lavoro nel mercato della Comunità europea (alcuni studenti, tramite l’Università, riescono anche a ricevere offerte di lavoro)… per fare l’ingegnere, non occorre solo conoscere la Matematica, è importante anche saper comunicare con le persone”. Aspetti positivi che sembrano, purtroppo, essere poco recepiti dagli studenti impegnati nella corsa agli esami. “Rispetto a tre o quattro anni fa, le domande sono incrementate ma sono sempre poche, al contrario delle borse che mette a disposizione la Facoltà di Ingegneria. Le borse di studio sono tante, dunque coloro che presentano la domanda partono”. Ma qual è il periodo ideale per la partenza? “Sicuramente l’ultimo anno del corso di laurea triennale o specialistico, a due o tre esami dalla fine, quando praticamente il background degli studenti è già formato e non corrono il rischio di bloccarsi su qualche esame…”.
Maddalena Esposito
Migliorano, intanto, le condizioni logistiche della Facoltà che si impegna ad offrire sempre più spazi agli studenti, oltre ad un sistema di trasporti che collega la stazione ferroviaria e la sede della Facoltà. “A breve – assicura il Preside – ci sarà anche un punto ristoro, nella logica di fornire sempre più servizi ai nostri studenti”.
I MANAGER DIDATTICI. Intanto, sempre nell’ottica di agevolare la comunicazione tra studenti e Facoltà, nasce la nuova figura del manager didattico. Una efficace interfaccia con i Consigli di Classe che coordina l’offerta formativa, eroga informazioni aggiornate sull’accesso ai corsi, organizza le attività di tirocinio e stage presso aziende ed Enti pubblici in convenzione con la Facoltà. I giovani manager, in carica fino ad ottobre, sono Raffaele Cavallo, trentatreenne laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il territorio, e Giuseppe Foglia, ventinove anni, dottorando in Ingegneria meccanica. Due giovani, perché, come afferma il Preside Di Natale, “noi puntiamo sui giovani. E poi per gli studenti è sempre più facile rivolgersi ad un ragazzo, il dialogo è facilitato, soprattutto per le matricole che possono avere qualche timore nel rivolgersi al docente”. Foglia definisce il rapporto che si crea con i ragazzi “di tipo friendly”. “Ci espongono i loro dubbi senza alcun timore – continua Foglia – qualche volta anche le loro preoccupazioni, riguardo gli esami da svolgere o chiedono consigli su come impostare un curriculum vitae. Inutile sottolineare che settembre e ottobre sono i mesi più caldi, in quanto facciamo anche orientamento alle matricole, cerchiamo di rispondere in modo esauriente a tutte le loro richieste, dalla didattica alle modalità per l’iscrizione”. E, più in specifico, i tutor si occupano anche di piani di studio, tirocini per gli studenti dei corsi di laurea triennale e stage per coloro che sono iscritti a corsi specialistici. “Le domande più frequenti sono proprio quelle relative alla compilazione dei piani di studio –spiega Cavallo – Dopo il primo anno, durante il quale i ragazzi studiano le materie di base, possono scegliere di definire un piano di studi personalizzato. E’, a questo punto, che si rivolgono a noi per avere consigli sugli insegnamenti da inserire o su quelli caratterizzanti, su come convertire i crediti…”.
Si arricchisce, intanto, il sito della Facoltà (www.ingegneria.unina2.it) con un link proprio relativo ai servizi svolti dal manager didattico, un sistema che, da un lato, alleggerisce il carico di lavoro dei docenti, dall’altro, facilita gli studenti.
UNO SPORTELLO PER INFORMARE SUL PROGETTO ERASMUS. Da quest’anno, è in funzione uno sportello informativo sul Progetto Erasmus. “Uno sportello che – spiega il prof. Diego Vicinanza, responsabile Erasmus di Facoltà e docente di Ingegneria costiera e Costruzioni marittime – si occupa della mobilità sia degli studenti che dei docenti”. Dunque, attenzione agli studenti che presentano domanda Erasmus, a quelli stranieri che trascorrono un periodo presso la Facoltà aversana e ai docenti che hanno intenzione di insegnare presso le facoltà europee in convenzione con Ingegneria. “Con la dicitura ‘bilateral agreement – continua Vicinanza – intendiamo un accordo tra la Facoltà di Ingegneria e le università europee (sono più di dieci Paesi) disposte ad accogliere i nostri studenti”.
Lo sportello nasce con l’obiettivo di semplificare le operazioni burocratiche, la compilazione dei moduli, la comprensione dei regolamenti e per rispondere a tutte le richieste dei ragazzi interessati al progetto Erasmus. “Le domande più frequenti riguardano gli esami da inserire nel percorso di studi all’estero e le modalità di convalida, una volta rientrati. Le stesse richieste provengono dagli stranieri che studiano presso la facoltà, ci chiedono spesso chiarimenti sulle tipologie degli esami e consigli per la compilazione dei piani di studio”. Un’esperienza, quella Erasmus, che il professore, definisce “fondamentale”. Le motivazioni: “si impara sicuramente una lingua, spesso l’inglese, usata come lingua di comunicazione scientifica. Oltre alla comunicazione, la permanenza in un paese straniero, di ragazzi che talvolta non conoscono nemmeno le più belle zone della Campania, l’approccio ad una realtà diversa, l’apertura mentale che ne deriva, i contatti col mondo del lavoro nel mercato della Comunità europea (alcuni studenti, tramite l’Università, riescono anche a ricevere offerte di lavoro)… per fare l’ingegnere, non occorre solo conoscere la Matematica, è importante anche saper comunicare con le persone”. Aspetti positivi che sembrano, purtroppo, essere poco recepiti dagli studenti impegnati nella corsa agli esami. “Rispetto a tre o quattro anni fa, le domande sono incrementate ma sono sempre poche, al contrario delle borse che mette a disposizione la Facoltà di Ingegneria. Le borse di studio sono tante, dunque coloro che presentano la domanda partono”. Ma qual è il periodo ideale per la partenza? “Sicuramente l’ultimo anno del corso di laurea triennale o specialistico, a due o tre esami dalla fine, quando praticamente il background degli studenti è già formato e non corrono il rischio di bloccarsi su qualche esame…”.
Maddalena Esposito







