A Fisica con il gusto di riflettere

“Chi si iscrive a Fisica lo fa soprattutto per il gusto di capire, di riflettere, di approfondire. Questa è la richiesta principale che avanzano i nostri studenti. Non vogliono semplificazioni, scorciatoie. Per loro, come per noi docenti, la ricerca di base ha ancora un valore che prescinde dalle applicazioni industriali. Restiamo convinti che l’Università debba dare le basi; insegnare ad applicarle è compito dell’industria. Ecco perché i nostri studenti si sono anche pronunciati in vari documenti contro la riforma della laurea breve”. Visto da Alberto Simoni, Presidente del Corso di Laurea, il pianeta dei fisici è una sorta di oasi, in una università sempre di più appiattita sulle esigenze del mercato del lavoro. Non significa, naturalmente, che chi si laurea in Fisica poi resti a spasso, anzi. “Laureiamo una sessantina di persone all’anno, che generalmente trovano lavoro entro dodici mesi. Il 25% è assorbito dai quindici dottorati di ricerca attivati dal Corso di Laurea; gli altri sono assunti dall’industria, in particolare quella della Microelettronica e dell’Informatica”. Ci si laurea, mediamente, in sei anni e mezzo, dunque in un tempo nettamente superiore rispetto ai quattro anni previsti dallo statuto. Tra il primo ed il secondo anno abbandona circa il 20% degli iscritti, che l’anno scorso sono stati un centinaio e due anni fa 150. Quali gli esami più impegnativi? “Analisi ai primi anni -risponde il professor Simoni-. Poi il terzo anno in blocco, quando si comincia con la Meccanica Quantistica. Chi riesce a non perdere il passo fino al terzo anno poi generalmente si laurea in tempo e con ottimi voti”. I corsi di laboratorio – gli unici annuali – sono parte integrante della preparazione. “Gli studenti che li frequentano imparano davvero a saper fare” sottolinea Simoni. 
Tra i corsi di laurea dell’ateneo, Fisica è inoltre uno di quelli nei quali più vivace è il dibattito su questioni universitarie ed extrauniversitarie. Merito in parte della capacità degli allievi di vivere l’Università al di fuori della logica dell’esamificio, in parte di una tradizione di democrazia e di dialettica estremamente radicata, in parte di un rapporto numerico studenti docenti estremamente favorevole. La riforma universitaria e la vivibilità della nuova sede di Monte Sant’Angelo sono le tematiche che hanno tenuto banco in dipartimento negli ultimi mesi. Studenti e docenti si sono confrontati, alla ricerca di soluzioni possibili. In ambito extrauniversitario alcuni professori e non pochi studenti sono stati in prima fila, lo scorso anno, nelle manifestazioni contro il genocidio perpetrato dai Serbi in Kossovo e contro i contemporanei bombardamenti Nato su Belgrado.
Fisica dura quattro anni e prevede i seguenti indirizzi: fisica nucleare e subnucleare, fisica della materia, astrofisica e fisica dello spazio, teorico – generale, didattico e storia della fisica, geofisica e fisica dell’ambiente, elettronico – cibernetico, biosistemi.
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