Gli studenti sono l’aspetto più importante della sua professione. Una dimostrazione viene anche da alcune immagini che lo ritraggono in laboratorio con i suoi allievi. “Il mosaico di foto che le mostro documentano che a Napoli ci sono professori che, oltre a sviluppare una buona ed utile teoria, lavorano con grande passione e professionalità per dare una risposta ad aziende in difficoltà. Se tutti si comportassero in questo modo, molte aziende non sarebbero a nero, molti giovani non avrebbero perso il posto di lavoro, molti giovani laureati non sarebbero disoccupati”. Poi, per rafforzare ulteriormente il suo pensiero, il prof. Celentano legge una e-mail in cui un suo tesista, laureatosi lo scorso giugno, gli dà notizia di aver ricevuto un’ottima offerta di lavoro: “Lei pensa che oggi sia facile trovare un posto di lavoro e prendere no 1000, ma 3500 euro al mese?”, afferma soddisfatto. Poi, continua: “Le aziende italiane sono state investite da uno tsunami. Quando si hanno questi eventi catastrofici si fa ricorso ai migliori esperti. Ecco perché sarebbe il caso di inviare i migliori professori nelle aziende in crisi per cercare di ristrutturarle o ricostruirle, in modo da far ripartire la crescita del PIL e far diminuire la disoccupazione”.
Professori che hanno il compito di salvare le aziende, ma prima ancora gli studenti: “Secondo me, il problema fondamentale al tempo d’oggi è quello di specializzare, o meglio professionalizzare gli studenti. Si pensa che prendendo una Laurea Specialistica si diventa specialisti, ma non è così. Una volta un ingegnere si laureava e, venendo assunto subito, aveva modo di specializzarsi sul campo. Oggi, che non vi è la possibilità di trovare un’occupazione in tempi brevi, non è facile. Ora per poter specializzarsi ci vuole un docente che sappia svolgere la propria professione e che non faccia solo pezzi di carta. Di professori del genere, purtroppo, ce ne sono pochissimi”. Secondo il parere del prof. Celentano, inoltre, ad aggravare la situazione ci sono anche altri fattori: “Qualora si abbia a che fare con un docente professionista, ci vogliono i laboratori, attraverso i quali lo studente deve imparare a produrre risultati. Se un progetto non trova riscontri nella pratica è difficile verificare che i risultati di quel progetto sono veri”. Quello tra professori, studenti e aziende è un cerchio che si unisce. “Se un docente non abitua uno studente ad essere responsabile dei risultati che ha prodotto, quest’ultimo in futuro potrà rovinare un’azienda. Quando non ci sono professori che sono anche professionisti, quando non ci sono laboratori, o ci sono ma con carenza di personale tecnico e attrezzature, non c’è nulla. Io mi sono trovato addirittura a realizzare progetti con i soldi miei e degli studenti che ne prendevano parte”. Lo studente che esce dalla Laurea Specialistica non trova lavoro “perché non sa lavorare nel pratico”.
Ecco perché, poi, il prof. Celentano investe tutte le sue forze ed il suo impegno in ciò che fa: “A me non interessa il consenso del collega, tanto, quando uno è bravo, il bravo capisce l’altro bravo. A me interessano gli studenti. All’università lo studente delinea il suo futuro. Se non si riescono ad ottenere risultati in questo senso, per come la vedo, noi professori dovremmo essere messi sotto accusa”. Un’attenzione per l’allievo ben evidente durante i corsi: “Nelle mie lezioni porto sempre dei problemi. C’è un problema: come è possibile risolverlo? In questo modo il ragazzo viene motivato e, contemporaneamente, acquista un po’ di professionalità. Ha imparato a risolvere quel problema. Se uno ti propone un dolce, te lo fa assaggiare, poi deve anche proporti di provare a riprepararlo. Nelle mie lezioni parto dal problema, dopodiché fornisco gli strumenti matematici, informatici e tecnologici per risolverlo. Cerco sempre di far vedere loro il risultato. Quando ciò non è possibile in maniera realistica, utilizzo delle simulazioni”.
Un professore sempre disponibile e comprensivo: “Anche per quanto riguarda il ricevimento mi organizzo in modo tale da essere sempre presente. E, quando tengo gli esami, a me non importa della prenotazione e non faccio problemi, perché non serve”. E per rendere tutto ancora più semplice la parola chiave è ‘associazione’: “Se si aggancia un concetto ad una cosa vicina al giovane è tutto più facile. Vale la legge dell’associazione. Basta far capire che quello che dico è la stessa cosa che si verifica in un problema quotidiano. I problemi quotidiani spesso toccano gli aspetti tipici dei giovani. Ad esempio, il concetto di ‘risposta multipla’ corrisponde ad una sollecitazione che dura poco tempo, ma il cui effetto può durare giorni. Per far comprendere ciò ad uno studente basta dire che la risposta multipla è come quando uno si ubriaca!”.
Professori che hanno il compito di salvare le aziende, ma prima ancora gli studenti: “Secondo me, il problema fondamentale al tempo d’oggi è quello di specializzare, o meglio professionalizzare gli studenti. Si pensa che prendendo una Laurea Specialistica si diventa specialisti, ma non è così. Una volta un ingegnere si laureava e, venendo assunto subito, aveva modo di specializzarsi sul campo. Oggi, che non vi è la possibilità di trovare un’occupazione in tempi brevi, non è facile. Ora per poter specializzarsi ci vuole un docente che sappia svolgere la propria professione e che non faccia solo pezzi di carta. Di professori del genere, purtroppo, ce ne sono pochissimi”. Secondo il parere del prof. Celentano, inoltre, ad aggravare la situazione ci sono anche altri fattori: “Qualora si abbia a che fare con un docente professionista, ci vogliono i laboratori, attraverso i quali lo studente deve imparare a produrre risultati. Se un progetto non trova riscontri nella pratica è difficile verificare che i risultati di quel progetto sono veri”. Quello tra professori, studenti e aziende è un cerchio che si unisce. “Se un docente non abitua uno studente ad essere responsabile dei risultati che ha prodotto, quest’ultimo in futuro potrà rovinare un’azienda. Quando non ci sono professori che sono anche professionisti, quando non ci sono laboratori, o ci sono ma con carenza di personale tecnico e attrezzature, non c’è nulla. Io mi sono trovato addirittura a realizzare progetti con i soldi miei e degli studenti che ne prendevano parte”. Lo studente che esce dalla Laurea Specialistica non trova lavoro “perché non sa lavorare nel pratico”.
Ecco perché, poi, il prof. Celentano investe tutte le sue forze ed il suo impegno in ciò che fa: “A me non interessa il consenso del collega, tanto, quando uno è bravo, il bravo capisce l’altro bravo. A me interessano gli studenti. All’università lo studente delinea il suo futuro. Se non si riescono ad ottenere risultati in questo senso, per come la vedo, noi professori dovremmo essere messi sotto accusa”. Un’attenzione per l’allievo ben evidente durante i corsi: “Nelle mie lezioni porto sempre dei problemi. C’è un problema: come è possibile risolverlo? In questo modo il ragazzo viene motivato e, contemporaneamente, acquista un po’ di professionalità. Ha imparato a risolvere quel problema. Se uno ti propone un dolce, te lo fa assaggiare, poi deve anche proporti di provare a riprepararlo. Nelle mie lezioni parto dal problema, dopodiché fornisco gli strumenti matematici, informatici e tecnologici per risolverlo. Cerco sempre di far vedere loro il risultato. Quando ciò non è possibile in maniera realistica, utilizzo delle simulazioni”.
Un professore sempre disponibile e comprensivo: “Anche per quanto riguarda il ricevimento mi organizzo in modo tale da essere sempre presente. E, quando tengo gli esami, a me non importa della prenotazione e non faccio problemi, perché non serve”. E per rendere tutto ancora più semplice la parola chiave è ‘associazione’: “Se si aggancia un concetto ad una cosa vicina al giovane è tutto più facile. Vale la legge dell’associazione. Basta far capire che quello che dico è la stessa cosa che si verifica in un problema quotidiano. I problemi quotidiani spesso toccano gli aspetti tipici dei giovani. Ad esempio, il concetto di ‘risposta multipla’ corrisponde ad una sollecitazione che dura poco tempo, ma il cui effetto può durare giorni. Per far comprendere ciò ad uno studente basta dire che la risposta multipla è come quando uno si ubriaca!”.








