Il prof. Giovanni Celentano, un personaggio

Non solo le sue battute sono tra le più quotate nella pagina Facebook intitolata “Citazioni famose dei prof alla Federico II”, ma per lui gli studenti hanno creato addirittura il gruppo “Ing. Giovanni Celentano: grazie di esistere”. Un’ulteriore conferma di quanto il prof. Giovanni Celentano, 66 anni, ordinario di Teoria dei Sistemi, decano del gruppo di Automazione, durante i tanti anni di insegnamento, sia riuscito a lasciare un segno nei suoi studenti.
“È un grande!”, esclama Miryam quando le viene chiesto di lui. Poi, la studentessa, al terzo anno di Ingegneria Biomedica, continua: “ho sostenuto l’esame di Fondamenti di sistemi dinamici qualche giorno fa. Con i suoi appunti, presi durante le lezioni, mi sono trovata benissimo. Cerca di farti capire le cose nella maniera più semplice possibile”. Per la ragazza è stata un’esperienza davvero positiva: “Al professore non interessa se hai imparato bene il teorema e la dimostrazione, ma gli importa che tu abbia capito e sappia poi applicare le nozioni teoriche nel concreto. All’esame ti mette a tuo agio, sorride sempre. È una persona che trasmette tanta positività”. Infine, racconta un simpatico episodio: “Una volta intonò la canzone ‘Chi non lavora non fa l’amore’ di Celentano!”.
Anche Alessandro è al terzo anno di Ingegneria Biomedica. Pur avendolo frequentato meno rispetto alla collega, il ragazzo ha un’idea molto chiara su questo docente: “Il corso l’ho seguito con la figlia, però poi ho sostenuto l’esame con lui qualche mese fa. È un personaggio, all’università lo conoscono tutti. È una persona molto alla mano, ricorre spesso ad espressioni colorite e veste in modo estremamente stravagante. L’ultima volta venne a fare l’esame con un foulard rosso indossato come un bavaglino”, ricorda lo studente divertito. Poi, la descrizione continua: “Quando parla sembra che stia scrivendo un telegramma, dato che dopo massimo due parole deve ripetere ‘dic no’, che sarebbe un ‘dico no’ storpiato”. Dietro il personaggio, però, c’è molto altro: “è capace di spiegare il funzionamento di qualsiasi macchina a chiunque, o almeno ci prova. È il tipo di ingegnere che si chiede il funzionamento di tutto. Lui, in quella folta chioma, ha davvero la risposta a tutto”. 
Ad Automazione 
“è un mostro sacro”
Dai racconti di Ingegneria Biomedica si passa a quelli di Ingegneria Informatica: anche qui il prof. Celentano è molto apprezzato. 
Pierpaolo, iscritto al III anno, è breve e conciso: “Dal mio punto di vista è un professore singolare, diverso dagli altri. È di vecchio stampo, parla spesso in dialetto e, grazie a questo modo esilarante, condito da molte battute, riesce a mantenere alta l’attenzione degli alunni che lo seguono. Agli esami è molto buono, a differenza di tanti anni fa. So, infatti, che quando insegnava Teoria dei sistemi era molto più rigido, e superare l’esame era un’impresa”. 
Un ‘professore singolare’ lo è anche per Fabrizia, anche lei al terzo anno di Ingegneria Informatica: “Il professore è molto conosciuto per la sua simpatia e per i suoi modi di fare che difficilmente ritrovi in altri docenti della nostra Facoltà. Lui è sempre riuscito a distinguersi. Sulla sua disponibilità, poi, non c’è nulla da dire. È sempre attento ai problemi degli studenti e sempre disponibile nei suoi orari di ricevimento. I suoi corsi sono ricchi di materiale, sia programmi al pc sulla sua materia che oggetti per far capire al meglio a noi studenti l’argomento del giorno. Ho già seguito il suo corso e dato l’esame di Fondamenti di sistemi dinamici e, per eventuali chiarimenti, io e i miei colleghi abbiamo sempre ricevuto risposte chiare e utili ai fini dell’esame finale”.
Dalle parole di Antonio, III anno di Ingegneria dell’Automazione, sembra proprio che il meglio di sé il prof. Celentano lo dia durante l’orario di ricevimento: “è in assoluto la persona più sapiente che abbia mai conosciuto. In classe, quando fa lezione, non è particolarmente illuminante, perché è difficile stargli dietro con tutte le informazioni che fornisce, ma, quando mi è capitato di dover andare a ricevimento da lui per avere alcune delucidazioni, mi si è aperto un mondo. Non solo mi aveva chiarito alcune cose riguardanti la sua materia, ma mi ha anche dato informazioni preziosissime su argomenti trattati in altri esami. Insomma, da noi ad Automazione è un mostro sacro”. Infine, lo studente conclude con un aneddoto rimasto nella storia: “Si racconta che durante una fiera osservò per qualche attimo un satellite che era lì esposto e, poi, rivolgendosi al progettista, disse che sarebbe uscito fuori dall’orbita prevista. L’ingegnere non diede conto a quelle parole. Dopo circa 10 giorni il professore ricevette una telefonata dalla ditta costruttrice di quel satellite: poiché le sue previsioni si erano avverate, voleva sapere quale fosse stato l’errore di progettazione. Quando il professore ricevette quella chiamata stava per iniziare una lezione e in aula esultò dicendo ‘guagliù avimm perz o’ satellit!’”.
Fabiana Carcatella
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