A Veterinaria per amore degli animali

È nato sei anni fa ed è deputato alla formazione di professionisti per il settore della zootecnia. Non è a numero chiuso, a differenza del Corso di Laurea in Veterinaria; lo scorso anno ha avuto 160 immatricolazioni. Sono le principali caratteristiche del Corso di Laurea in Scienze e tecnologie delle produzioni animali, che afferisce alla Facoltà di Veterinaria. Dura cinque anni; al primo gli iscritti affrontano: Anatomia degli animali domestici, Metodi matematici applicati alle scienze biologiche, Botanica veterinaria, Chimica generale ed inorganica, Chimica organica, Fisica, Istituzioni di analisi matematica, Zoologia. “E’ un Corso di Laurea per coloro i quali ambiscono a mettere le proprie competenze al servizio delle aziende agricole e zootecniche -spiega il Preside di Veterinaria Gaetano Pelagalli-. Ce ne sono anche in Italia meridionale e nel territorio campano”. Gli sbocchi professionali dei laureati, dunque, sono principalmente i seguenti: allevamenti ed aziende agrarie, organismi cooperativi con compiti di assistenza tecnica, complessi agroindustriali, attività tecnica presso uffici del Ministero per l’Agricoltura, insegnamento negli istituti tecnici e professionali. 
Il Corso di Laurea in Veterinaria, quello tipico e tradizionale della Facoltà, è invece a numero chiuso, o ad accesso programmato che dir si voglia. Le prove di ammissione per l’anno accademico 2000/2001 si svolgeranno tra pochi giorni, il 13 settembre. Saranno ammessi al primo anno 130 immatricolati, più cinque studenti provenienti da paesi che non fanno parte della CEE. “Determinante sarà la capacità degli aspiranti veterinari di rispondere correttamente al maggior numero possibile di domande di Chimica, Biologia, Fisica e Matematica proposte nel quiz a risposta multipla compilato quest’anno da una apposita commissione ministeriale. Le domande sono 90”. Le lezioni del Corso di Laurea in Veterinaria cominceranno nell’ultima settimana di settembre. Per laurearsi, lo studente deve sostenere 32 esami, distribuiti nell’arco di cinque anni. La professione privata, nell’ambito della cura dei piccoli oppure dei grandi animali, costituisce tuttora lo sbocco professionale più ambito. Il comparto della sanità pubblica, qualora si ricominciassero a bandire concorsi con una certa regolarità, potrebbe assorbire una certa quota di laureati.
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