Accordo di scambio con la Cina, Libero racconta la sua esperienza

Una giornata dedicata al sistema economico cinese e alla sua evoluzione, l’occasione per illustrare agli studenti l’accordo di scambio sottoscritto con la Renmin University. Ospite, il prof. Huang Weiping, docente di Economia all’Università del Popolo in Cina. La organizza per il 10 dicembre (Sala del Consiglio nella sede di via Rodinò) il Dipartimento di Scienze Politiche. “Scienze Politiche non può chiudersi nei confini nazionali, vista la sua vocazione. Attraverso questa iniziativa vogliamo aggiungere un altro tassello a questo progetto”, spiega Libero Tessitore, laureato in Relazioni Internazionali questa estate, primo studente della ex Facoltà a trascorrere un periodo di tre settimane in Cina. Quando è partito, con sé ha portato l’accordo da far sottoscrivere al Rettore dell’Ateneo mandarino per favorire la mobilità di studenti e docenti. Il seminario sarà articolato in due momenti: uno più accademico, durante il quale interverranno i docenti, e l’altro dedicato agli studenti in cui Libero parlerà della sua esperienza. “Il Dipartimento vuole offrire ai suoi iscritti l’opportunità di trascorrere un periodo di studi in Cina – continua – magari proprio in fase di tesi. Studiare e fare ricerca all’estero ti dà un valore aggiunto. Inoltre fa peso anche nel curriculum”. Ma, in realtà, la convenzione con l’Università del Popolo non è un evento recente. “L’accordo nasce nel 1999 – racconta il prof. Carlo Amatucci, docente di Diritto Commerciale – abbiamo mantenuto i rapporti limitandoci allo scambio di docenti fino al 2006, poi tutto è passato all’ex Facoltà di Giurisprudenza”. Amatucci spiega come l’Ateneo asiatico sia oggi aperto agli studenti e ai docenti stranieri. “È un’opportunità per i nostri studenti”, sottolinea. Il Dipartimento sta puntando molto sulla mobilità internazionale. “Abbiamo un accordo con la Fondazione San Paolo per ottenere il finanziamento di 20 borse di studio previa mobilità dei docenti”, continua. Il fattore economico può rappresentare un problema per gli studenti. Così ci si informa per capire come poter dare a tutti la possibilità di studiare all’estero. “Gli accordi che chiudiamo con gli Atenei stranieri permettono ai nostri iscritti di accedere a delle risorse – dichiara Amatucci – in questo momento stiamo dialogando anche con un’università spagnola oltre che con gli Atenei di Nizza e Riga”. L’unico problema per quanti vogliano partire potrebbe essere rappresentato dalla lingua. “È una difficoltà che si può ovviare dal momento che i nostri studenti sostengono esami di lingua straniera”, conclude. 
Marilena Passaretti
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