Si legge soddisfazione ed entusiasmo nella voce del prof. Arturo De Vivo, la cui nomina a ProRettore della Federico II è stata ufficializzata il 3 novembre: “Il Rettore Manfredi ha conseguito un consenso di circa il 90% e ricevere una nomina di ProRettore da chi ha questo appoggio rende l’incarico ancora più importante ed impegnativo. Gli sono grato per aver fatto questa scelta e nel contempo impegnato a corrisponderla al meglio”.
Uno dei primi atti del prof. De Vivo è stato quello di dimettersi dall’incarico di Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, il più grande dell’Ateneo, per potersi dedicare al meglio alla sua nuova funzione. “Il lavoro che sto svolgendo in questi giorni è sicuramente quello di affiancare il Rettore per definire i piani d’azione su cui intervenire, non tralasciando il presente per non creare fratture nella gestione quotidiana della macchina”, afferma il prof. De Vivo.
Tra le prime uscite pubbliche, le riunioni del Senato e del Consiglio di Amministrazione del 13 novembre durante le quali Manfredi ha presentato il suo saluto ai due organi. “Mi sono sentito in piena sintonia con quanto espresso dal Rettore”, il quale, nel sottolineare il senso del nuovo mandato, “ha ricordato come dopo la fase di transizione dalla vecchia alla nuova organizzazione, in cui l’aspetto più evidente è stato il passaggio dalle Facoltà ai Dipartimenti, adesso bisogna aprire una nuova fase che veda la centralità della figura dello studente, e quindi della didattica e della ricerca, elementi strettamente interconnessi”. Sintomo di questa volontà, “la Commissione Didattica presieduta dal prof. Cirino con la quale il Rettore ha dato un segnale in tal senso”. Un’altra questione chiave: la riorganizzazione della macchina amministrativa. “La trasformazione avvenuta in Ateneo ha naturalmente comportato un enorme lavoro e un cambiamento netto di tutta l’organizzazione amministrativa che, se era tarata sulla precedente struttura, adesso deve essere messa in condizione di rispondere alle nuove esigenze. C’è stato un momento di transizione ma adesso bisogna puntare all’efficienza, altrimenti si rischia di vanificare tutto il processo. È questo il momento di riportare tutto a regime e adeguare tutto l’Ateneo a questa nuova macchina”. Riguardo alla possibilità di bandire concorsi per nuovo personale, il ProRettore spiega: “siamo in attesa del Fondo di Finanziamento Ordinario per poter decidere quali risorse impegnare”, sicuramente però non si trascureranno le esigenze degli amministrativi, in un’ottica che vuole “un forte lavoro di squadra, reso possibile dal consenso raccolto dal Rettore, e che si traduce anche in grandi aspettative”.
Valentina Orellana
Uno dei primi atti del prof. De Vivo è stato quello di dimettersi dall’incarico di Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, il più grande dell’Ateneo, per potersi dedicare al meglio alla sua nuova funzione. “Il lavoro che sto svolgendo in questi giorni è sicuramente quello di affiancare il Rettore per definire i piani d’azione su cui intervenire, non tralasciando il presente per non creare fratture nella gestione quotidiana della macchina”, afferma il prof. De Vivo.
Tra le prime uscite pubbliche, le riunioni del Senato e del Consiglio di Amministrazione del 13 novembre durante le quali Manfredi ha presentato il suo saluto ai due organi. “Mi sono sentito in piena sintonia con quanto espresso dal Rettore”, il quale, nel sottolineare il senso del nuovo mandato, “ha ricordato come dopo la fase di transizione dalla vecchia alla nuova organizzazione, in cui l’aspetto più evidente è stato il passaggio dalle Facoltà ai Dipartimenti, adesso bisogna aprire una nuova fase che veda la centralità della figura dello studente, e quindi della didattica e della ricerca, elementi strettamente interconnessi”. Sintomo di questa volontà, “la Commissione Didattica presieduta dal prof. Cirino con la quale il Rettore ha dato un segnale in tal senso”. Un’altra questione chiave: la riorganizzazione della macchina amministrativa. “La trasformazione avvenuta in Ateneo ha naturalmente comportato un enorme lavoro e un cambiamento netto di tutta l’organizzazione amministrativa che, se era tarata sulla precedente struttura, adesso deve essere messa in condizione di rispondere alle nuove esigenze. C’è stato un momento di transizione ma adesso bisogna puntare all’efficienza, altrimenti si rischia di vanificare tutto il processo. È questo il momento di riportare tutto a regime e adeguare tutto l’Ateneo a questa nuova macchina”. Riguardo alla possibilità di bandire concorsi per nuovo personale, il ProRettore spiega: “siamo in attesa del Fondo di Finanziamento Ordinario per poter decidere quali risorse impegnare”, sicuramente però non si trascureranno le esigenze degli amministrativi, in un’ottica che vuole “un forte lavoro di squadra, reso possibile dal consenso raccolto dal Rettore, e che si traduce anche in grandi aspettative”.
Valentina Orellana







