Buona la teoria ma è troppo scarsa la possibilità di fare pratica

Il punto di forza è la preparazione dei docenti, quello di debolezza è la scarsa possibilità di fare pratica. Due studentesse raccontano la Facoltà di Veterinaria. Una facoltà dove la formazione teorica è di alto livello ma dove è anche molto difficile vedere l’applicazione pratica di ciò che si studia a causa dell’inadeguatezza delle strutture. Valentina Leonardi, rappresentante degli studenti in Consiglio di Ateneo, suggerisce a chi sta per iscriversi di non sopravvalutare la Facoltà: “viene presentata come un fiore all’occhiello della Federico II ma purtroppo riserva parecchie delusioni. Io sono arrivata al terzo anno senza mai vedere un fegato, tanto per fare un esempio. Fino a cinque mesi fa, quando finalmente abbiamo fatto un po’ di laboratorio, non avevo un’idea concreta di cosa fosse. E non è problema da poco. Per il medico veterinario fare pratica è importante, proprio per questo io l’anno prossimo partirò per l’Erasmus. E mi sembra triste doversi allontanare dalla propria università per andare oltre la teoria”. Sulla didattica ex cattedra nulla da dire, è perfetta. I professori sono bravissimi a spiegare e consentono agli studenti di superare gli esami agevolmente. “I docenti ci tengono in grande considerazione- dice una collega di Valentina, anche lei al terzo anno- ci seguono molto da vicino, l’importante però è voler essere seguiti. Se ci si mostra indifferenti, allora c’è poco da fare”. Secondo la studentessa lo stesso discorso vale per le attività di laboratorio: “il mio consiglio è di essere molto attivi e propositivi, di prendere autonomamente l’iniziativa di frequentare un dipartimento o un laboratorio. Le ore di laboratorio istituzionali, infatti, sono molto affollate ed è difficile parteciparvi in modo proficuo. Penso che questo sia un problema comune anche ad altre facoltà, e allora l’unica alternativa è attivarsi da sé. Certo, lo si dovrebbe fare dopo le ore di lezione e studio, il che diventa pesante, ma chi si iscrive a Medicina Veterinaria deve entrare da subito nell’ottica che non c’è tempo da impiegare per andare a passeggio, si tratta di un corso di studi impegnativo, come Medicina e Chirurgia”.
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