Mensa dell’Orientale ancora nell’incertezza, almeno per quanto concerne la prosecuzione del turno serale. Come riportato sul precedente numero di Ateneapoli gli operai, stanchi di svolgere in venticinque il lavoro di trentotto persone, avevano garantito l’espletamento del turno serale – un centinaio di pasti erogati agli studenti – fino a metà aprile. In mancanza di risposte da parte della Regione, avevano annunciato, avrebbero effettuato solo il turno di mezzogiorno – circa ottocento pasti erogati quotidianamente- a partire dal 17 aprile.. Da un sopralluogo effettuato in mensa in quella data e da qualche breve scambio di battute con gli operai, però, emerge la volontà di procrastinare ulteriormente una decisione che, se attuata, per quanto legittima e comprensibile, finirebbe con il ripercuotersi negativamente sull’utenza. Si va avanti ancora stringendo i denti ed approfittando della tregua connessa alla sosta per le vacanze di Pasqua. Fino a quando? A questo punto previsioni è azzardato formularne. Di certo non si può continuare a pretendere da lavoratori mediamente anche abbastanza avanti con l’età di colmare con l’impegno il deficit di personale. Alla neocostituita giunta regionale il compito di affrontare e risolvere una questione che si trascina ormai da troppo tempo e che sta creando non pochi disagi agli studenti. “L’Edisu Napoli 2 ha ridefinito la pianta organica ai livelli del ‘93 e l’ha inviata alla Regione per chiedere l’integrazione rispetto al personale attualmente in servizio”, spiega Luigi Serra, Preside della Scuola di Studi Islamici e subcommissario dell’Ente, da troppo tempo ormai privo di un Consiglio di Amministrazione. “Paradossalmente il problema della carenza di organico a mensa deriva proprio dalla buona qualità dei pasti che prepariamo e serviamo agli studenti, i quali gradiscono e frequentano il servizio. Si mangia bene e perciò vengono in molti”. Fino a questo momento (17 aprile, n.d.r) la Regione non ha dato nessuna risposta alla richiesta dell’Ente. Serra se ne stupisce fino ad un certo punto: “sarebbe stato ingenuo, in piena campagna elettorale, quando fisicamente gli assessori non si riescono a reperire negli uffici, sperare in una risposta in tempi brevi. Mi auguro che prossimamente ci facciano sapere”. La Regione, infatti, deve garantire la copertura economica che autorizzerebbe all’emissione del bando necessario a reclutare le unità di personale mancante. I tempi, se anche tutto dovesse procedere per il verso giusto, non sarebbero ovviamente brevissimi. Nelle more Serra ipotizza di distaccare temporaneamente due dipendenti a mensa per coprire, se non altro, i vuoti di organico determinatisi durante l’anno accademico in corso. “Domani (18 aprile, n.d.r) incontrerò nuovamente il personale. Se mi dicono: «non ce la facciamo perché in queste condizioni possiamo fare non più di 400 pasti» vuol dire che ci si fermerà a quella quota. Una cosa è certa: la mensa non chiuderà e non c’è da parte dell’Ente nessuna volontà che vada in questa direzione”.
Nel frattempo la mancanza di personale determina già una serie di diseconomie. Teoricamente, infatti, al personale della mensa competerebbe anche la mansione di pulire i locali all’interno dei quali gli studenti pranzano e dove si cucina. Stante l’attuale situazione di organico, però, nessuno all’Ente si è sentito in condizione di chiedere ai lavoratori dell’Edisu di svolgere anche questa mansione. Risultato? Il classico appalto esterno ad una società di pulizie, con costi aggiuntivi e spreco di denaro pubblico.
Nel frattempo la mancanza di personale determina già una serie di diseconomie. Teoricamente, infatti, al personale della mensa competerebbe anche la mansione di pulire i locali all’interno dei quali gli studenti pranzano e dove si cucina. Stante l’attuale situazione di organico, però, nessuno all’Ente si è sentito in condizione di chiedere ai lavoratori dell’Edisu di svolgere anche questa mansione. Risultato? Il classico appalto esterno ad una società di pulizie, con costi aggiuntivi e spreco di denaro pubblico.







