Alla vigilia della chiusura dei corsi del primo semestre, proseguiamo il giro di interviste ai docenti del primo anno avviato sullo scorso numero. Come prepararsi in vista dei primi esami? Quali sono gli errori da evitare? Quanto tempo dedicare allo studio? Sono alcune delle domande che abbiamo rivolto ai docenti di Economia Aziendale, Matematica e Diritto privato. Che hanno risposto secondo la loro esperienza e le diverse esigenze legate alle rispettive materie di insegnamento, ma sono stati tutti concordi su un punto: seguire le lezioni aiuta sempre.
“Inizialmente, ad avere maggiori difficoltà nella mia materia sono i ragazzi provenienti dal liceo”, dice il prof. Loris Landriani, docente di Economia Aziendale al Corso di Laurea in Economia e Commercio. “Chi è diplomato in ragioneria ha già incontrato a scuola molti dei concetti che affrontiamo durante il corso. Questo da un lato è un vantaggio, ma dall’altro può portare a sottovalutare la materia e a non impegnarsi abbastanza. Coloro che hanno la maturità liceale, invece, partono da zero però colmano il loro deficit studiando molto e con la mente libera da pregiudizi”.
“Inizialmente, ad avere maggiori difficoltà nella mia materia sono i ragazzi provenienti dal liceo”, dice il prof. Loris Landriani, docente di Economia Aziendale al Corso di Laurea in Economia e Commercio. “Chi è diplomato in ragioneria ha già incontrato a scuola molti dei concetti che affrontiamo durante il corso. Questo da un lato è un vantaggio, ma dall’altro può portare a sottovalutare la materia e a non impegnarsi abbastanza. Coloro che hanno la maturità liceale, invece, partono da zero però colmano il loro deficit studiando molto e con la mente libera da pregiudizi”.
Occorre gestire bene
tempo e spazio
tempo e spazio
Per assimilare i contenuti dell’insegnamento e riuscire bene all’esame è necessario “gestire bene il tempo e lo spazio”. “Si procede affrontando argomenti piccoli a lezione, da approfondire poi a casa. In aula cerco di ridurre al massimo la complessità dei concetti e conduco la lezione in maniera interattiva, rispondendo sempre alle numerose domande degli studenti. Dico loro che devono imparare a darsi un limite temporale per la risoluzione degli esercizi, altrimenti all’esame corrono il rischio di non completare il compito perché si bloccano su un esercizio o su una domanda”. Gestire bene lo spazio forse è ancora più difficile che imparare a studiare seguendo ritmi precisi, perché riuscire a ritagliarsi un angolo tutto per sé non sempre dipende solo dalla volontà dello studente. E’ innegabile, ad esempio, che il fatto di seguire le lezioni al Cinema Ambasciatori ha rappresentato una difficoltà logistica per gli allievi del Corso in Economia e Commercio. “Sono circa 250 i ragazzi che frequentano”, dice il prof. Landriani, “e per tutti preparo anche delle simulazioni d’esame da svolgere in aula. Non è stato facile portare avanti il corso nella sala di un cinema, ma ormai si va verso la prova finale”.
Aziendale, la
nuova prova
riduce i promossi
nuova prova
riduce i promossi
Negli ultimi anni la prova d’esame è cambiata: si è passati dai test a risposta multipla alle domande a risposta aperta affiancate dagli esercizi. Ciò ha comportato una riduzione della percentuale dei promossi a sessione, dal 70-80% circa al 40%. “Questa nuova modalità d’esame privilegia la qualità”, spiega il professore, “perché, mentre prima era possibile che il caso favorisse anche studenti poco preparati, ora è assai difficile che si riesca a barare. Al contrario, sono molti gli studenti che, pur avendo studiato, trovano difficoltà ad esprimere il loro pensiero in forma scritta. Ma quello dell’Economia Aziendale è un linguaggio tecnico che gli studenti devono imparare, e la nostra è stata una scelta di qualità di cui non siamo pentiti”. Se lo studente vuole migliorare il voto dello scritto, può scegliere di sostenere anche l’esame orale. Con il solo scritto si può ottenere al massimo un 27, mentre per il 30 è necessario superare un orale con “domande che stimolano il ragionamento”. E anche se non si vuole arrivare a questo traguardo, è meglio evitare di accettare un voto molto basso: “Si tratta di un esame importante”, dice Landriani, “spesso col tempo ci si rende conto di volerci fare la tesi, prendere 18 è davvero un peccato”.
Seguire le lezioni e studiare giorno per giorno è essenziale anche per superare l’esame di Matematica, come ci dicono la prof.ssa Teresa Squitieri e il dott. Luigi D’Onofrio, quest’ultimo ricercatore con affidamento dell’insegnamento a Management delle imprese internazionali. “Bisogna studiare come se si fosse a scuola”, sottolinea la Squitieri, che organizza sia le esercitazioni intercorso che la simulazione d’esame a fine corso. “Per chi si lascia orientare dal docente non ci sono brutte sorprese”. Secondo il dott. D’Onofrio, il principale problema per chi si appresta a sostenere l’esame di Matematica riguarda il linguaggio. “Bisogna aver maturato il linguaggio matematico, che dimostra la profondità della preparazione”, afferma, “l’esame è scritto e orale proprio per questo. Non basta constatare che gli allievi riescono a risolvere, a volte meccanicamente, degli esercizi. Si deve anche sentirli parlare, per capire se sono davvero penetrati nel corso. Per questo l’orale è obbligatorio, anzi ritengo sia più importante dello scritto”.
Seguire le lezioni e studiare giorno per giorno è essenziale anche per superare l’esame di Matematica, come ci dicono la prof.ssa Teresa Squitieri e il dott. Luigi D’Onofrio, quest’ultimo ricercatore con affidamento dell’insegnamento a Management delle imprese internazionali. “Bisogna studiare come se si fosse a scuola”, sottolinea la Squitieri, che organizza sia le esercitazioni intercorso che la simulazione d’esame a fine corso. “Per chi si lascia orientare dal docente non ci sono brutte sorprese”. Secondo il dott. D’Onofrio, il principale problema per chi si appresta a sostenere l’esame di Matematica riguarda il linguaggio. “Bisogna aver maturato il linguaggio matematico, che dimostra la profondità della preparazione”, afferma, “l’esame è scritto e orale proprio per questo. Non basta constatare che gli allievi riescono a risolvere, a volte meccanicamente, degli esercizi. Si deve anche sentirli parlare, per capire se sono davvero penetrati nel corso. Per questo l’orale è obbligatorio, anzi ritengo sia più importante dello scritto”.
Social network: gli studenti si seguono anche così…
A frequentare il corso del prof. D’Onofrio sono rimasti in un centinaio, dopo il boom di frequenze di inizio anno. “Ragazzi molto volenterosi, in aula puntuali dalle otto del mattino, davvero encomiabili. Ho instaurato un ottimo rapporto con loro, possono contattarmi quando vogliono per qualsiasi domanda, anche su Facebook. Infatti ho creato un gruppo Facebook dove inserisco il materiale didattico che pubblico sul sito di Facoltà. E’ uno strumento in più per essere a disposizione degli studenti”.
“Impegnativo e lungo”, così il prof. Roberto Bocchini definisce l’esame di Diritto Privato, non sempre gradito agli studenti di Economia. Il prof. Bocchini, che dopo aver insegnato 9 anni a Messina e 6 a Bari (dove è stato anche Preside della Facoltà di Economia) è alla sua prima esperienza nell’Università Parthenope, lo sa bene. “Privato è un esame da affrontare subito, altrimenti si rischia di percepirlo come sempre più avulso dal contesto degli studi economici”. I contenuti della materia sono molto corposi, per questo il problema non è tanto nella quantità di pagine da studiare, ma nel come e nel quanto studiare. Senza considerare la questione del linguaggio, che nelle discipline giuridiche è fondamentale: c’è una complessa terminologia da acquisire, e per riuscirci ci vuole tempo. Il prof. Bocchini dà consigli molto pratici per raggiungere la preparazione necessaria a superare l’esame. “Per imparare il linguaggio è essenziale ripetere ad alta voce, l’ideale sarebbe ripetere con un amico, perché nelle discipline giuridiche ci vuole il contraddittorio. Inoltre, per assimilare bene la materia occorrono inevitabilmente più ripetizioni”.
“Impegnativo e lungo”, così il prof. Roberto Bocchini definisce l’esame di Diritto Privato, non sempre gradito agli studenti di Economia. Il prof. Bocchini, che dopo aver insegnato 9 anni a Messina e 6 a Bari (dove è stato anche Preside della Facoltà di Economia) è alla sua prima esperienza nell’Università Parthenope, lo sa bene. “Privato è un esame da affrontare subito, altrimenti si rischia di percepirlo come sempre più avulso dal contesto degli studi economici”. I contenuti della materia sono molto corposi, per questo il problema non è tanto nella quantità di pagine da studiare, ma nel come e nel quanto studiare. Senza considerare la questione del linguaggio, che nelle discipline giuridiche è fondamentale: c’è una complessa terminologia da acquisire, e per riuscirci ci vuole tempo. Il prof. Bocchini dà consigli molto pratici per raggiungere la preparazione necessaria a superare l’esame. “Per imparare il linguaggio è essenziale ripetere ad alta voce, l’ideale sarebbe ripetere con un amico, perché nelle discipline giuridiche ci vuole il contraddittorio. Inoltre, per assimilare bene la materia occorrono inevitabilmente più ripetizioni”.
Privato:
ragionamento
o memoria?
ragionamento
o memoria?
Quanta memoria e quanto ragionamento? “60% di ragionamento e 40% di memoria. Il ragionamento conta molto dopo, quando si è sedimentato tutto. E per sedimentare bisogna studiare un tot di ore e di pagine al giorno”. Gli allievi del prof. Bocchini hanno già sostenuto un precolloquio che è servito a fargli avere un impatto informale e non traumatico con il momento dell’esame. Niente voto, nessuna valutazione scritta, solo un’occasione di confronto con la Commissione. Il professore dice di non essere uno che boccia a cuor leggero, perché “rinviare un ragazzo significa farlo rallentare, fargli perdere 3 mesi della sua vita”. Però supera l’esame soltanto chi dimostra di aver capito ciò che si è studiato, anche se non ricorda i commi degli articoli. “I ragazzi devono imparare a ragionare, ma in linea di massima tendono a difendersi dal ragionamento, trovano più facile andare a memoria”. Per aiutare gli studenti a risolvere i loro dubbi, il prof. Bocchini ha aperto un forum Yahoo, dove i ragazzi gli indirizzano mail con domande e richieste di informazioni. “Tutte le sere mi collego e rispondo, anche a mezzanotte”. Chi se la sente può preparare l’esame di Diritto Privato anche da solo, senza seguire le lezioni. Ma il contatto con il docente dà quel quid che fa la differenza, perché “offre un’esperienza di vita diversa”.
Sara Pepe
Sara Pepe







