Da Tech Hub formazione, servizi, contatti e fondi per nuove idee d’impresa

Università Federico II, Camera di Commercio e Banco di Napoli si uniscono per assistere coloro i quali si facciano promotori di nuove idee d’impresa ad elevato contenuto di tecnologia. Nasce Tech Hub, un progetto che offre: quindici giornate di aula sui temi del marketing e della gestione aziendale, della difesa della proprietà intellettuale, della pianificazione finanziaria e del controllo di gestione; un contributo a fondo perduto fino a 50mila euro per l’avvio dei migliori progetti; attività di raccordo con aziende ed investitori specializzati. Tech Hub sarà articolato per il 2014 in due cicli, il primo dei quali si concluderà entro giugno ed il secondo entro dicembre. Federico II, Banco di Napoli e Camera di Commercio finanziano l’iniziativa con 300mila euro. La Camera di Commercio s’impegna, inoltre, a sostenere con 500mila euro a fondo perduto l’avvio delle imprese che saranno selezionate dalla giuria a conclusione del percorso formativo. Un progetto per sostenere nuove iniziative d’impresa, dunque. Come tale, destinato a realtà ancora non costituite o, se costituite, in possesso di alcuni specifici requisiti: meno di 4 anni di anzianità; meno di nove dipendenti a tempo indeterminato; un valore della produzione, risultante dall’ultimo bilancio approvato, che non superi i due milioni di euro; capitale sociale non detenuto, neppure in parte, da organismi di investimento collettivo del risparmio.
Tech Hub è stato presentato il 9 gennaio alla Camera di Commercio. C’erano il Rettore dell’Università Federico II Massimo Marrelli, il Presidente del Banco di Napoli Maurizio Barracco, il Presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni. Referente di Ateneo per il progetto è il professore Roberto Vona. 
Ma come nasce il coinvolgimento della Federico II nell’iniziativa? “Accade sovente – ha sottolineato Marrelli durante la presentazione di Tech Hub – che gruppi di ricercatori, spesso di provenienza universitaria, decidano di intraprendere un percorso di sviluppo commerciale dei risultati del proprio lavoro. Nascono allora gli Spin Off. Gli imprenditori provenienti dal mondo del sapere scientifico devono però misurarsi con la complessità tecnica della gestione aziendale, alla quale si può fare fronte intessendo speciali accordi con professionisti ed imprese in grado di apportare competenze e conoscenze nelle aree del marketing, della produzione e del controllo economico–finanziario”. Vona ha sottolineato le specificità di Tech Hub: “Una iniziativa nella quale ci sono i soldi, diversamente da altre che non offrono nulla. Si tratta di soldi per la creatività imprenditoriale che abbia una matrice tecnologica. Vogliamo incoraggiare coloro i quali abbiano buone idee e per questo offriamo una formazione tecnica aziendale, servizi, contatti, tutto quanto può essere utile e necessario per avere basi solide nella fase di avvio”. Ha aggiunto il docente: “Tutte le start up premiate saranno presentate ai finanziatori i quali selezioneranno i migliori progetti”. Non esistono settori privilegiati ai quali si rivolge Tech Hub, ha poi specificato Luigi Iavarone, Vice presidente della Camera di Commercio di Napoli. “L’importante – ha precisato – è il profilo dell’innovazione tecnologica. Non è neppure un progetto rivolto esclusivamente ad ingegneri o chimici o biotecnologi. Possono concorrere anche tutti gli studenti legati alle Scienze umane. Pensiamo ai contenuti del web, per esempio”. 
Infine, ecco le considerazioni di Barracco, Presidente del Banco di Napoli, terzo soggetto attuatore di Tech Hub. “Il nostro gruppo ha deciso di investire uomini e mezzi nello sviluppo delle start up – ha detto – per almeno tre buoni motivi. Il primo: sistematicamente creano più posti di lavoro di quanti ne distruggano (in media il 60% di quelli creati dalle start up esistono ancora dopo 5 anni). Secondo motivo: la tecnologia e l’innovazione possono restituire competitività alla città ed al paese. Terza ragione: crediamo nella responsabilità sociale dell’impresa ed intendiamo trasferire questa filosofia alla start up”.
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