Difficile conciliare tesi sperimentali e preparazione degli ultimi esami

“Il problema principale riguarda l’organizzazione del tempo. Iniziando la tesi, dovrei frequentare i laboratori dalla mattina alla sera, ma allo stesso tempo bisogna seguire i corsi e preparare gli esami”. È dura la vita per gli studenti di Farmacia che devono preparare la tesi sperimentale. A parlare di questa difficoltà è Giovanna, studentessa del quinto anno che, alla luce della sua esperienza, lamenta anche una mancanza di attività pratica: “se ci fossero più laboratori dal primo anno sarebbe preferibile. È importante applicare per capire meglio. Se avessimo più laboratori impareremmo di più”. Anche una sua collega, Roberta, sottolinea: “c’è poca pratica nei laboratori, ma con lo studio mi sono trovata bene. La difficoltà del quinto anno è che per concludere tutti gli esami serve una full immersion”. Ancora più drastica un’altra studentessa che preferisce rimanere anonima: “credo siano assolutamente negative le tesi sperimentali perché non sono organizzate bene. Per farle, non abbiamo più vita sociale, entriamo in laboratorio la mattina presto e torniamo tardi a casa, non si capiscono bene gli orari ed è difficile definire il tempo di studio per la preparazione degli esami”. Una sua collega rivedrebbe qualcosa del piano di studi per renderlo più consono alle richieste del mercato del lavoro: “per alcuni esami non ci sono state date delle direttive per svolgere gli esercizi che poi abbiamo trovato nella prova scritta. Questa è stata una piccola mancanza durante questi anni. È capitato poche volte perché, in generale, i corsi sono ben strutturati e la preparazione dei docenti è molto alta. Un neo di questo Corso è che alcuni esami non sono finalizzati alla professione. Se ne potrebbe fare a meno o comunque sarebbe il caso di ridimensionarli nell’ottica del lavoro che si andrà a svolgere. Sono esami fini a se stessi e anche molto voluminosi”. Diverso il discorso per chi, come Gennaro Di Donato, ha appena iniziato il suo percorso universitario: “gli orari delle lezioni sono comodi. Seguo due corsi che mi impegnano solo tre giorni a settimana per quattro ore. Inoltre, mi piace molto la struttura che, secondo me, è un punto di forza del Dipartimento”. Lui, già laureato in Informazione scientifica sul Farmaco, ha una speranza, quella di aumentare le attività pratiche: “i laboratori mancano un po’. Durante il percorso precedente non ci sono mai andato, mi auguro di poterci entrare ora”. 
Cammino agrodolce anche per chi frequenta il Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF). L’ampia mole di studio spesso fa il paio con le poche date d’esame. Questa almeno è la considerazione di Michele, studente iscritto al secondo anno di CTF: “gli appelli d’esame non sono proporzionati alla mole di studio. Ci sono materie che richiedono 4-5 mesi di preparazione. Se un esame del genere dovesse andare male, si perderebbe un semestre dopo aver tolto del tempo ad altre materie. Con questo sistema, laurearsi nei cinque anni è pura utopia”. La situazione non sembra essere più rosea negli anni successivi. Ne sono una prova le parole di Alfredo Colamarino, studente del terzo anno: “ci sono esami complicati che richiedono molto studio e che vanno conciliati con le lezioni, fondamentali perché ci sono docenti che spiegano molto bene. È difficile studiare più materie contemporaneamente”. Resta comunque il vantaggio di frequentare un percorso di studi a misura di studente: “non è un Corso dispersivo. C’è sempre possibilità di trovare aule studio e c’è una biblioteca che è aperta fino alle 18.45. Il problema è che io ho iniziato ora il terzo anno, ma non sono mai entrato in laboratorio”. Una sollecitazione ai rappresentanti è arrivata, invece, da Domenica, giunta al quinto anno di CTF: “non ci sono date d’esame a novembre e ad aprile. Ai rappresentanti chiederei di ottenere più appelli”.
Ciro Baldini
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