Economia ha finalmente redatto il nuovo regolamento che dovrà essere approvato dal Consiglio di Facoltà, nel corso delle prossime sedute. “L’obiettivo è quello di diffondere la cultura del rimboccarsi le maniche e darsi da fare” dice il Preside Achille Basile. I criteri e le prassi generali, sono riprese dal regolamento di Ateneo. Nascono sei nuove Commissioni, la più importante delle quali è la Commissione Didattica di Vigilanza che valuterà l’attività didattica, assicurerà la corrispondenza effettiva tra periodo legale ed effettivo degli studi e si esprimerà in merito alla coerenza tra crediti e obiettivi formativi, dei diversi insegnamenti. Sarà formata dal preside e da altri sei membri: tre rappresentanti degli studenti e tre professori da scegliere tra i docenti di ruolo e i rappresentanti dei ricercatori e degli assistenti. Le altre Commissioni cureranno aspetti diversi della vita di facoltà, legati alla promozione di iniziative culturali, alle relazioni con il mondo accademico e i centri di ricerca, ai rapporti con le istituzioni e le imprese. “Due commissioni, svolgeranno il lavoro sporco, di miniera e si occuperanno di orari, strutture, laboratori e biblioteche” spiega il Preside. Il regolamento prevede l’istituzione di due tipi di commissioni: permanenti e temporanee. I membri delle commissioni permanenti, resteranno in carica tre anni accademici. Tutte le commissioni decadranno, automaticamente, allo scadere del mandato del preside. Per cambiare il regolamento, sarà necessario il voto favorevole della metà più uno dei membri del Consiglio di Facoltà. Il sede di approvazione il nuovo regolamento sarà emendabile solo per iscritto. “Si deve solo votare. È necessaria una maggioranza qualificata, costituita dalla metà più uno degli aventi diritto. Occorrerà studiare un Consiglio di facoltà che presenti, all’ordine del giorno, temi interessanti” commenta il Preside che fa delle valutazioni anche sulla manovra Finanziaria. “La facoltà gestisce pochi soldi. Prende, sostanzialmente, decisioni sui fondi destinati al personale docente e, per quanto riguarda questa spesa, bisognerà ancora aspettare. È chiaro che la scure dei provvedimenti si è già abbattuta sui nostri magri bilanci. Il rischio di terminare le risorse è reale ma ce la possiamo fare. In realtà, quello che a me starebbe molto a cuore, sarebbe vedere entrare forze nuove. Se le cose restano così, rischiamo di perdere completamente, in futuro, i 25 – 30enni di oggi”.
(Si. Pa.)
(Si. Pa.)







