Energia e Letteratura: le nuove frontiere del diritto in due insegnamenti a scelta

Affrontano tematiche all’avanguardia e finora inesplorate i due nuovi insegnamenti (a scelta) attivati a Giurisprudenza: Diritto e Letteratura e Diritto dell’Energia. “All’anteprima delle lezioni, il 29 febbraio, abbiamo spiegato agli studenti la ragione teorico-pratica dell’insegnamento, nonché i temi e le letture previste negli incontri seminariali”, racconta il prof. Salvatore Prisco, il quale accarezza da almeno dieci anni l’idea di dar vita ad un corso di Diritto e Letteratura. “Il legame fra i due mondi è stato sottovalutato per molto tempo. Targato erroneamente come ‘modaiolo’ o transitorio, non era ben strutturato nell’immaginario giuridico. Ora, dopo vari esperimenti e seminari isolati, siamo pronti per far partire l’insegnamento”. Una trentina gli studenti in Aula Leone, numero destinato a crescere. “Come ogni innovazione, ci vuole un periodo di rodaggio e scoperta, prima di lasciarsi coinvolgere completamente”, sottolinea il prof. Prisco. Nove gli appuntamenti in calendario. Dal 21 aprile a fine maggio, durante la lezione si susseguiranno scrittori e professionisti sul tema portante del corso: ‘L’immagine del professore universitario fra diritto e letteratura’. “Ci troviamo di fronte ad una nuova condizione culturale – continua il docente – in cui si studia il diritto attraverso gli occhi della letteratura. Quest’ultima porta con sè un bagaglio giuridico preziosissimo”. Gli studenti dovranno documentarsi sui libri che via via verranno affrontati, per essere preparati alla discussione che avverrà in aula. “Si parte con il libro ‘Il concorso’, presentato dall’autore Bruno Capponi, per passare a Vladmir Nabokov con il libro ‘Pnin’, letto ed interpretato da Ines Colli dell’Università La Sapienza di Roma, a Philip Roth con ‘La macchia umana’, esposto da Gennaro Carillo del Suor Orsola Benincasa”. Durante gli incontri, ciascuno studente dovrà leggere dei brani tratti dai libri, cimentandosi nel doppio binario di giurista e letterato. “Ho sempre pensato che lo studio vada fatto in aula attraverso il dialogo e il confronto trasversale fra le materie coinvolte. Senza pappardelle imparate a memoria. Mi piace pensare che i frequentanti apprezzeranno questa impostazione. In fin dei conti, è un’arma in più per affrontare con maggiore competenza e riflessione il percorso scelto”.
C’è grande attesa anche per l’insegnamento di Diritto dell’Energia, novità assoluta per il Dipartimento. A partire dal 4 aprile, ogni lunedì e mercoledì (in aula da definirsi), gli studenti toccheranno argomenti quali le fonti energetiche rinnovabili, gli enti preposti, lo sviluppo sostenibile e il mercato dell’energia. “L’approccio pratico sarà la chiave di lettura dell’insegnamento – afferma la prof.ssa Gabriella De Maio – Il diritto dell’energia costituisce una forte innovazione nel percorso di studi giuridici. Solo pochi Corsi universitari annoverano la disciplina, il più delle volte si affronta nei Master o nel Perfezionamento post laurea”. Le lezioni avranno un taglio interdisciplinare con riferimenti al Diritto Internazionale, Diritto dell’Unione Europea, Costituzionale, Amministrativo e Diritto Finanziario. “Il collegamento fra materie è indispensabile. Gli studenti si chiederanno, ad esempio, cosa è previsto per il diritto dell’energia nella sfera del diritto interno e internazionale. La propedeuticità è richiesta solo per Costituzionale, tuttavia, prima di far partire il corso, valuterò le competenze e le conoscenze di base degli studenti”. Il corso tratterà “della materia energetica in sé e del canale giuridico, settore in espansione. Molte imprese stanno investendo nel campo e sono alla ricerca di giovani preparati in questo ambito”. Sarà privilegiato un approccio pratico: “probabilmente vi sarà una simulazione inerente una situazione particolare da gestire. Discuteremo, ad esempio, su come affrontare un bando europeo sul tema. Quello che più mi interessa è creare un canale bidimensionale che faccia comprendere cosa può succedere dopo la laurea”. Da ex studentessa, la docente conosce bene le difficoltà di unire il pratico al teorico. “È importante dare la possibilità di conoscere strumenti diversi per avvicinarsi al mercato del lavoro. Al di fuori di queste mura non esistono solo le tre classiche professioni forensi, c’è molto altro. Mi piacerebbe aiutare i ragazzi ad aprire la mente, mostrando le infinite possibilità che si celano dietro questi studi. Io stessa ho sperimentato varie strade, tra avvocatura, lavoro in azienda e ruolo di professore aggregato. So come funziona il mondo del lavoro. Vorrei trasferire queste conoscenze agli studenti che spesso hanno bisogno di una guida che mostri loro altre opportunità e che li incoraggi”.  Dopotutto, conclude, “occorre solo dare il la, l’input iniziale che scateni la curiosità. Il resto del lavoro. poi, gli studenti che sono ben motivati, sono certa che lo faranno da soli”. 
Susy Lubrano
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