Esami: “quello non lo dimenticherò mai”

Alla domanda: “C’è un esame che non potrai mai dimenticare?”, studenti di vari Corsi di Laurea della Facoltà di Scienze della formazione hanno affermato il loro schietto e liberatorio “sì”. Bella ma impegnativa Antropologia culturale per Luana Boccia, iscritta al Corso di Scienze dell’educazione: “È stato un esame importante nel mio percorso di studi. La docente era disponibile per chiarimenti, ma ho dovuto studiare quattro libri impegnativi che mi hanno sottratto parecchio tempo ed energie. Nonostante ciò, mi ha appassionato tanto”. Grazia Imparato, stesso Corso di Laurea, confessa: “L’esame che non potrò mai dimenticare è Storia dei modelli e delle istituzioni educative. La prova è orale, con domande molto specifiche su un programma molto vasto”. Entrambe le studentesse suggeriscono di scegliere meno testi e più aderenti agli argomenti d’esame. Valentina De Magistris, di Scienze della comunicazione, racconta, invece, dell’esame di Storia del cinema che “malgrado attiri l’attenzione di molti è abbastanza complesso. Le domande  riguardano la storia del cinema, la sua evoluzione e l’analisi di una lista di film”. Voci di corridoio che non promettevano bene l’hanno spaventata, “poi mi sono resa conto che c’erano più promossi che bocciati e mi sono risollevata”. Valentina propone “l’inserimento di una prova intermedia”. Ornella Mercolino è d’accordo con la sua collega. Però lei le difficoltà vere le ha incontrate nella preparazione di Introduzione alle scienze giuridiche: “La professoressa non era sempre disponibile per chiarimenti e, sinceramente, non sono mai stata brava nelle materie giuridiche, quindi ho avuto molta difficoltà senza un giusto supporto”. Alessia Cafasso è al quarto anno di Scienze della formazione primaria e ad un passo dalla conclusione del suo viaggio. Ricorda in particolare due esami che le hanno dato filo da torcere: Storia della pedagogia e delle istituzioni educative e Pedagogia generale: “sono i primi che ho sostenuto. Io, che ho un diploma scientifico, moltissimi concetti e termini specifici non li conoscevo, quindi all’inizio è stata dura entrare in un’ottica completamente opposta”. Ha impiegato molto tempo per preparare Pedagogia generale “perché il testo era difficile da comprendere. Tuttavia, è stato anche uno degli esami che mi ha formato maggiormente e ha rappresentato una base fondamentale per tutti gli altri che sono venuti in seguito, pur non essendo propedeutico. Le lezioni di pedagogia generale, inoltre, prevedevano, dopo la lezione standard, anche di produrre degli elaborati, mini-relazioni, analizzando i temi trattati. La commissione, poi, li correggeva e dopo un po’ di tempo ce li restituiva con una valutazione”. Un bilancio giunto quasi a conclusione della carriera: “Non mi sono mai arresa e con impegno ho superato gli ostacoli”. Sara Scotti, studentessa di Scienze e tecniche di psicologia cognitiva, descrive il suo piccolo incubo universitario: Psicologia dei processi cognitivi. Una disciplina fondamentale ma anche molto complessa: “la prova è scritta, come per la maggior parte degli esami del mio Corso di studi, e prevede domande di vario tipo a cui rispondere in tempi molto stretti. Gli appunti delle lezioni aiutano, così come alcune slide, molto utili e ben strutturate, messe a disposizione dalla docente. Ho dovuto provarlo più di una volta, questo esame, ma alla fine sono stata felice di averlo superato con un buon voto”. 
Francesca Corato
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