“Il mondo è un libro, e chi non viaggia legge solo una pagina”, scriveva Sant’Agostino. A chi non ne ha la possibilità, è concesso di viaggiare con il pensiero grazie ad una miriade di seminari e conferenze, tenute dai docenti stranieri, promosse dall’Ateneo. Per tenersi aggiornati sugli eventi culturali, basta accedere al proprio indirizzo di posta elettronica (“l’Università vi viene incontro, perché, appena vi avrete accesso, riceverete gratuitamente una webmail @studenti.unior.it in cui essere costantemente informati su iniziative, laboratori, corsi integrativi e scadenze burocratiche”, informa Emiliano).
Per l’apprendimento di una lingua straniera è però necessario mettersi in gioco, leggere la realtà con occhi diversi e parallelamente aprire la propria mente al confronto con l’Altro: è questo lo scopo dei programmi di mobilità – da Erasmus+ al progetto Leonardo – con cui L’Orientale apre le porte delle Università di 28 Stati. “Quando sentite dire che l’Erasmus vi cambia la vita, credeteci. Non abbiate paura di fare un salto nel vuoto. Ci saranno momenti difficili, ma li dimenticherete. Quando vivi un’esperienza all’estero inizialmente è come quando ti innamori, vedi solo le cose belle, e così è successo a me”, afferma Maria di ritorno dall’Erasmus presso l’Università di Jaén in Spagna dove ha alloggiato in un campus. “Forse una delle cose che mi è piaciuta di più è stata la biblioteca, perché c’era la possibilità di prendere in prestito – oltre a libri e film – anche dei computer portatili. Ma la cosa sorprendente è che, in alcuni periodi, ad esempio in tempo di esami, la biblioteca resta aperta 24 ore! Inutile dire che non sono stata costretta a correre per avere un posto a lezione, visto che l’Università conosce in anticipo il numero di iscritti e gestisce le aule di conseguenza. Non si risparmia né su aria condizionata, né sui riscaldamenti. I proiettori funzionano”, racconta. E poi aggiunge: “Studiate tanto, perché all’estero non regalano gli esami”. L’esperienza Erasmus, sottolinea, è molto di più di semplice esperienza di studio, “è un momento determinante di crescita personale. Imparerete molte cose, oltre alla lingua. Imparerete cos’è la diversità e vi sentirete fratelli di tutti, perché vi accorgerete che siamo figli dello stesso mondo”.
Per l’apprendimento di una lingua straniera è però necessario mettersi in gioco, leggere la realtà con occhi diversi e parallelamente aprire la propria mente al confronto con l’Altro: è questo lo scopo dei programmi di mobilità – da Erasmus+ al progetto Leonardo – con cui L’Orientale apre le porte delle Università di 28 Stati. “Quando sentite dire che l’Erasmus vi cambia la vita, credeteci. Non abbiate paura di fare un salto nel vuoto. Ci saranno momenti difficili, ma li dimenticherete. Quando vivi un’esperienza all’estero inizialmente è come quando ti innamori, vedi solo le cose belle, e così è successo a me”, afferma Maria di ritorno dall’Erasmus presso l’Università di Jaén in Spagna dove ha alloggiato in un campus. “Forse una delle cose che mi è piaciuta di più è stata la biblioteca, perché c’era la possibilità di prendere in prestito – oltre a libri e film – anche dei computer portatili. Ma la cosa sorprendente è che, in alcuni periodi, ad esempio in tempo di esami, la biblioteca resta aperta 24 ore! Inutile dire che non sono stata costretta a correre per avere un posto a lezione, visto che l’Università conosce in anticipo il numero di iscritti e gestisce le aule di conseguenza. Non si risparmia né su aria condizionata, né sui riscaldamenti. I proiettori funzionano”, racconta. E poi aggiunge: “Studiate tanto, perché all’estero non regalano gli esami”. L’esperienza Erasmus, sottolinea, è molto di più di semplice esperienza di studio, “è un momento determinante di crescita personale. Imparerete molte cose, oltre alla lingua. Imparerete cos’è la diversità e vi sentirete fratelli di tutti, perché vi accorgerete che siamo figli dello stesso mondo”.







