Il calendario di esami è tutto da rivedere

C’è molto malcontento per la nuova regolamentazione degli appelli di aprile e novembre ora riservati ai soli studenti fuori corso e a quelli in corso che devono sostenere esami (di corsi terminati ad aprile e novembre) da 5 crediti per la Laurea Triennale e 6 per la Laurea Magistrale e a coloro che hanno un solo esame a debito e devono laurearsi a maggio o dicembre. La questione sarà centrale per le nuove rappresentanze studentesche nei Consigli dei Dipartimenti di Economia, Management e Istituzioni (DEMI) e Scienze Economiche e Statistiche (DISES). “È opportuno dare a tutti gli studenti l’opportunità di sostenere esami ad aprile e novembre – sottolinea Ludovica Carotenuto, neo eletta a rappresentare il corpo studentesco DISES della lista UNINA e iscritta al primo anno della Magistrale in Economia e Commercio – perché consente di organizzare meglio il proprio piano di studi. Considerando anche che molti studenti lavorano e studiano contemporaneamente”. Ad insistere per un confronto con i docenti, “allo scopo di capire le motivazioni dell’abolizione delle due sessioni per gli studenti in corso”, è Luca Sepe, suo collega di lista e di studi perchè anch’egli al primo anno della Magistrale in Economia e Commercio. “I docenti – continua – non hanno chiarito le ragioni di questa scelta, per questo siamo in difficoltà quando i ragazzi ci chiedono spiegazioni sulla modifica del regolamento”. Il prossimo step, infatti, sarà quello di organizzare singoli incontri con i docenti di entrambi i Dipartimenti. L’obiettivo non è solo di fare chiarezza ma soprattutto di arrivare ad una soluzione. Tra i motivi presunti dell’abolizione delle sessioni intermedie, Antonio Barone, neoeletto con la lista Bibliotechina al Consiglio del DISES e iscritto al primo anno della Triennale in Economia e Commercio, chiarisce: “alcuni docenti sostengono che gli studenti in corso alle prese con gli esami di aprile e novembre finivano per non presentarsi ai corsi del primo e secondo semestre nelle settimane prima e dopo gli esami. Prima perché chiaramente erano sotto stress, dopo perché magari qualcuno si concede un po’ di relax post-esame”. Altra spiegazione plausibile è quella di Ludovica, la quale sottolinea come “la polarizzazione delle sessioni è stata una risposta dell’ateneo federiciano per adeguarsi agli standard di altre università europee e italiane”. Tuttavia, in base all’esperienza Erasmus di molti suoi colleghi in Atenei d’oltralpe, sembrerebbe non ci siano restrizioni così rigide sulle date d’esami. “Non è riducendo gli appelli – chiosa Ludovica – che aumenta il prestigio di un’università”. Il punto, poi, diventa più critico se si pensa ai casi di esami propedeutici. Se si viene bocciati all’appello della sessione invernale, molto spesso l’unica possibilità per recuperarlo è aspettare giugno. Date in cui, chi è in corso, deve sostenere anche gli esami del semestre. “Siamo l’unico Dipartimento ad avere cinque sessioni d’esame invece di otto – sottolinea Michele Greco, eletto al DISES con la RUN, studente al secondo anno di Economia e Commercio – Oggi abbiamo davvero poche possibilità di sostenere esami, andremo incontro ad un aumento di studenti fuori corso! In questa scelta, la voce dei docenti ha prevalso sulla quella degli studenti, conseguenza di una scarsa capacità di rappresentanza studentesca e di un forte assenteismo nei Consigli di Dipartimento negli scorsi anni”. “Il nostro impegno – aggiunge Roberto Imparato, rappresentante della medesima lista e collega di Michele – sarà quello di garantire una riprogrammazione del calendario degli esami in modo da assicurare agli studenti un tranquillo prosieguo dell’attività accademica”.
“Le date degli esami – aggiunge Antonio Palmese, rappresentante al DEMI (lista UNINA) e iscritto al primo anno della Triennale in Economia Aziendale – sono tutte concentrate nella prima decade di ogni mese piuttosto che spalmate nelle quattro settimane, così capita anche di dare due esami a distanza di pochi giorni. Cosa impossibile con le materie più toste, senza parlare poi quando l’esame è scritto e orale!”.
Altra situazione critica che allarma gli studenti, in particolar modo gli iscritti ai Corsi di Laurea del DISES, è l’obbligo, dal prossimo anno, di sostenere gli esami di Microeconomia e Matematica, insegnamenti del primo anno, per poter passare al secondo anno. “I due esami sono lo zoccolo duro del triennio e non so che effetto benefico possa avere tale scelta – sottolinea Michele – sarebbe opportuno cercare un compromesso. Questa situazione tra l’altro creerà una disuguaglianza tra i due Dipartimenti, dato che l’obbligatorietà dei due esami non sussisterà al DEMI”.
Fiorella Di Napoli
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