Le avventure culinarie di un biotecnologo: Egidio Cerrone

26 marzo 2014. In quella data, Egidio Cerrone ha avuto due motivi per stappare lo spumante: Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche alla Federico II e primo compleanno del blog “Le avventure culinarie di Puok e Med”. Da una parte la passione per le materie scientifiche, dall’altra quella per i panini e la buona cucina napoletana: “le due cose sono assolutamente distinte, come se avessi due vite. In qualche occasione Puok e Med si è mangiato – mo ce vò – anche un po’ dell’altra vita, ma pian piano ho imparato a gestirmi, a organizzarmi, con risultati migliori in entrambe”. Né il viaggio alla scoperta di pizzerie, paninoteche e friggitorie, né il “Pellegrimangio” – 20 chilometri a piedi per raggiungere la paninoteca Ciro Mazzella al Monte di Procida – hanno intaccato la sua vita da studente: “ho concluso la Magistrale a 25 anni. In tutto, compresa la Triennale, ci ho messo solo un annetto in più del previsto. Voti? Triennale 108 – in Biotecnologie per la salute -, Magistrale 110 e lode con menzione alla carriera”. Tra i banchi di scuola la scelta del Corso da seguire: “durante il liceo ho avuto una professoressa di Scienze speciale. Al secondo anno mi mise il debito in Chimica, ma al triennio successivo sono stato uno dei suoi alunni migliori. Nel bilancio post-liceo hanno vinto le sue lezioni”. E gli hanno permesso di iniziare un percorso fatto di insidie e soddisfazioni: “i primi due anni sono stati quelli più difficili, perché non avevo ancora trovato quella fiamma che solitamente ho in tutte le cose che alla fine mi riescono bene. Alla Triennale la scintilla è stata il corso di Biologia molecolare, tenuto dal professor Zambrano, un docente entusiasta, per il quale la didattica è passione e, quindi, trasmissione. Ha risvegliato quello “sfizio” che è stato il motore di tutto. Esame più difficile: Farmacologia. La professoressa pretendeva che sapessimo tutti i nomi dei farmaci. Roba difficile anche per un farmacista con un database da consultare. Alla Magistrale, invece, è andato quasi tutto liscio, anche se con meno tempo per studiare dato che sono entrato in laboratorio dall’inizio. Lì l’esame più complicato è stato quello di Ematologia. Era spiegato in un aramaico antico dal quale dovevi estrapolare i valori di riferimento nel sangue che cambiavano ogni due mesi”. 
Festa di laurea con le
polpette di mammà
Proprio durante gli anni universitari, Egidio si è reinventato Food blogger con le “Avventure culinarie di Puok e Med”, appunto: “l’ho fatto per gioco e voglia di condividere con molte più persone il mio panino preferito. Scrissi il primo articolo per gli amici e lo condivisi sul mio profilo. Solo dopo una decina di giorni è nata la pagina. Da lì poi sono venuti tutti gli altri articoli, tutto il mondo food di giornalisti e blogger che neanche conoscevo. È un blog nato puro, senza modelli. Forse è proprio questa la sua forza. Il nome invece è tutto merito di un mio caro amico che ha a cuore la mia linea e ha la erre moscia”. Il giorno della laurea hanno avuto un ruolo da protagoniste due donne della sua vita: “alla festa di laurea, mia e della mia ragazza – ci siamo laureati assieme alla Triennale e alla Magistrale e senza lei sono meno che zero in entrambe le vite – mia mamma ha fatto delle polpettone al sugo che hanno fatto la storia delle feste di laurea di tutti i tempi”. Proprio in quell’occasione, le sue due vite si sono incrociate. Merito di un regalo che, sul suo blog, definisce “fantastici bigliettini da visita per biotecnologi medici”: “quei bigliettini rappresentano l’unico punto di incontro tra le due vite. Me li ha regalati Tommaso Esposito, noto giornalista enogastronomico, conosciuto dopo il primo anno di blog, e ora mio migliore amico nel mondo food, un fratello maggiore”. L’obiettivo, adesso, è quello di imporsi come biotecnologo: “attualmente ho un contratto a progetto nel laboratorio in cui ho svolto la tesi. Mi sono dato un po’ di tempo per capire cosa voglio fare da grande. Il mio sogno è quello di valorizzare la mia laurea con un lavoro stabile che però mi permetta di non tralasciare Puok e Med. Mi diverto troppo, e se lo lasciassi me ne pentirei per tutto il resto della mia vita. Non è facile fare il ricercatore blogger, se dovessi riuscirci, sarei la persona più felice del mondo”. Questa la sua posizione attuale. Della carriera accademica che lo ha portato qui, sono tanti i buoni ricordi conservati: “le mangiate stravaccati fuori al bar nell’ora di spacco, i caffè con gli amici, le risate che da alieno mi facevo ad ogni esame mentre i miei amici erano terrorizzati, fidanzata compresa. Non che sia più bravo di loro, anzi, sono sempre stato più “sciolto”, con un piccolo segreto: mi proietto sempre nel futuro, due mesi dopo, in quel giorno in cui tutti noi non pensiamo più all’esame di due mesi prima”.
L’esame di Patologia
come la genovese
Un esame potrebbe essere accostato al suo piatto preferito: “paragonerei la genovese a un esame della Triennale, Patologia, tenuto dal professor Scopacasa. Ogni argomento era un papiello enorme, che però, piano piano, lento lento – come la genovese che deve stare a pepetiare cuoncia cuoncia dal giorno prima – ti portava a un risultato straordinario. Valeva la pena perdersi in quei papielli, così come vale la pena aspettare che la cipolla faccia il suo dovere”. Ripensando ai suoi giorni trascorsi all’edificio di via De Amicis, un piccolo rammarico c’è: “da un annetto circa, proprio quando ho finito io, mannaggia, di fronte al Dipartimento ha aperto una succursale dell’Antico Caseificio Petrella di Aversa. Ha un menù sempre diverso e fa una bella marenna provola e parmigiana”. Andare a provarlo è il consiglio rivolto agli studenti che, per il pranzo, possono fare affidamento anche sulla colazione a sacco, con una raccomandazione: “da casa sempre una bella marenna di mammà con variazioni giornaliere nella farcia. L’importante è che sia cucina napoletana: salsiccia e friarielli, patate e puparuoli, oppure la grandiosa frittata di spaghetti come quella di mia suocera. Dopo però, un paio di caffè, oppure corsi in dormiveglia”. E se ci fossero dubbi su come fare il buco nella mollica del panino, si potrebbe sempre consultare Puok e Med. A rispondere, una volta svestiti i panni del biotecnologo, ci pensa Egidio Cerrone. Buon appetito.
Ciro Baldini
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