“La prova di ammissione che ho superato io era semplice, ma stiamo parlando di sette anni fa. L’ho affrontata nel 1993. Non ebbi problemi, neanche sulla Matematica. Piuttosto ricordo che all’epoca c’era un criterio di valutazione piuttosto strano, che poi è stato abolito. Premiava i ragazzi che provenivano dai licei, a scapito di quelli che avevano fatto gli istituti tecnici”. Barbara Cacace, rappresentante in Consiglio di Facoltà di Architettura, ricorda la prova di ammissione sostenuta sette anni fa senza sussulti. “L’impatto con il primo anno può essere duro – prosegue- Mi riferisco in particolare ai corsi di laboratorio. Prevedono 180 ore di lezione e sono molto pesanti. Se il professore riesce a trasmetterti entusiasmo e progettualità, fila tutto liscio. In caso contrario si ha l’impressione di perdere tempo e le ore di lezione diventano un peso”. Il segreto per partire con il piede giusto, secondo Cacace, è questo: “aggiornarsi continuamente su quello che accade in facoltà, seguire le lezioni delle discipline di sbarramento e sostenere i relativi esami. Poi eventualmente applicarsi anche agli altri. Altrimenti i blocchi fanno rallentare talmente tanto che alla fine ci si fossilizza e non si riesce più ad andare avanti”. L’esame che porta via più tempo? Barbara non ha un attimo di esitazione: “certamente quello di Statica. Secondo i docenti ci vuole almeno un anno, un anno e mezzo. Il corso dura un semestre, poi altri sei mesi per prepararlo, se va bene. Io l’ho sostenuto tre volte, prima di superarlo. E’ la media. Recentemente sono stati gli unici ad opporsi quando si è discussa l’ipotesi di consentire allo studente che si ritira all’esame di ripeterlo nella stessa sessione, ad almeno un mese di distanza”. Il suo futuro lo vede così: “mi piacerebbe lavorare nel settore delle Tecnologie Ambientali, della riqualificazione e del recupero delle aree degradate”. Conclude con una osservazione pesante: “questa è una facoltà in cui non si insegna a progettare”.
Più recente la prova di ammissione sostenuta da Sabrina Errico, anche lei rappresentante in seno al Consiglio di Facoltà, neo eletta nel Consiglio degli Studenti d’Ateneo. “L’ho affrontata cinque anni fa – ricorda- Non sapevo neanche come si svolgeva, ma è andata abbastanza bene. Domande particolarmente difficili sinceramente non ne ricordo. Forse soltanto qualcuna di Chimica e di Fisica era un po’ più ostica. Poi ne ricordo alcune davvero semplici, tipo quella che chiedeva di scegliere tra cinque nominativi proposti il Presidente della Repubblica dell’epoca”. L’esame che maggiormente l’ha fatta soffrire, tra quelli del primo anno, è Matematica. “Un corso davvero impegnativo, specialmente per chi non ha buone basi di partenza”.
Chiude questo rapido giro tra gli studenti Marco Cantelmi, Presidente del Consiglio degli Studenti di Ateneo. “Del mio primo anno ricordo il disorientamento delle prime settimane, legato al fatto che, allora come oggi, la facoltà di Architettura era sparsa tra varie sedi e palazzi. La guida dello studente usciva a maggio, quando ormai praticamente era inutile. Sotto questo profilo le cose, oggi, sono sicuramente migliorate. Le maggiori difficoltà le lego all’esame di Matematica. Le discipline più belle sono invece quelle di Progettazione”. Consigli per chi si immatricolerà il prossimo autunno? “Siate assidui nel fare giorno per giorno quello che i professori assegnano, sin dall’inizio. Non è facile, anche perché gli spazi per disegnare in facoltà non sono molti. Quando io ero al primo anno, però, la situazione era ancora peggiore. Si seguivano le lezioni fino alle sei di pomeriggio e poi bisognava studiare almeno quattro ore a casa. In pratica era un impegno totalizzante”.
Più recente la prova di ammissione sostenuta da Sabrina Errico, anche lei rappresentante in seno al Consiglio di Facoltà, neo eletta nel Consiglio degli Studenti d’Ateneo. “L’ho affrontata cinque anni fa – ricorda- Non sapevo neanche come si svolgeva, ma è andata abbastanza bene. Domande particolarmente difficili sinceramente non ne ricordo. Forse soltanto qualcuna di Chimica e di Fisica era un po’ più ostica. Poi ne ricordo alcune davvero semplici, tipo quella che chiedeva di scegliere tra cinque nominativi proposti il Presidente della Repubblica dell’epoca”. L’esame che maggiormente l’ha fatta soffrire, tra quelli del primo anno, è Matematica. “Un corso davvero impegnativo, specialmente per chi non ha buone basi di partenza”.
Chiude questo rapido giro tra gli studenti Marco Cantelmi, Presidente del Consiglio degli Studenti di Ateneo. “Del mio primo anno ricordo il disorientamento delle prime settimane, legato al fatto che, allora come oggi, la facoltà di Architettura era sparsa tra varie sedi e palazzi. La guida dello studente usciva a maggio, quando ormai praticamente era inutile. Sotto questo profilo le cose, oggi, sono sicuramente migliorate. Le maggiori difficoltà le lego all’esame di Matematica. Le discipline più belle sono invece quelle di Progettazione”. Consigli per chi si immatricolerà il prossimo autunno? “Siate assidui nel fare giorno per giorno quello che i professori assegnano, sin dall’inizio. Non è facile, anche perché gli spazi per disegnare in facoltà non sono molti. Quando io ero al primo anno, però, la situazione era ancora peggiore. Si seguivano le lezioni fino alle sei di pomeriggio e poi bisognava studiare almeno quattro ore a casa. In pratica era un impegno totalizzante”.







