La new economy vista da Colaninno

New Economy ancora protagonista, ad Economia. Dopo Renato Soru è stato Roberto Colaninno, presidente ed amministratore delegato di Telecom Italia, a dire la sua in materia, di fronte ad una platea di oltre 250 studenti. Mantovano, approdato ad Olivetti dopo anni trascorsi nella componentistica per auto, Colaninno è assurto alle cronache con l’Offerta di Pubblico Acquisto (OPA) che dodici mesi orsono ha consentito alla Olivetti di dare la scalata a Telecom Italia. E’ stato invitato a tenere il seminario “Dalla old alla new economy”. Spiega Anna Rita Trotta, docente di Tecnica Bancaria che con il prof. Stefano Ecchia, docente di Economia degli intermediari finanziari, ha organizzato il ciclo di incontri: “è il terzo appuntamento di un ciclo organizzato dalle cattedre di Economia degli Intermediari Finanziari, Economia e Tecnica dei Mercati Finanziari, Tecnica di Banca, inaugurato alcune settimane fa da Ventura, il quale ha illustrato agli studenti le principali evoluzioni delle Borse a livello globale. L’8 maggio l’amministratore delegato della Banca Nazionale del Lavoro  Kroff ha fatto la storia della privatizzazione dell’istituto di credito in questione”. L’incontro con Colaninno è stato presieduto dal professor Riccardo Mercurio, Direttore del Dipartimento di Economia aziendale. “Da tempo -ha detto- la facoltà sta intensificando i rapporti con il mondo del lavoro. Tra poco partirà un corso di specializzazione sulla regolazione del sistema delle telecomunicazioni, frutto di un accordo con l’Authority. Incontri come quello odierno sono importanti sia per ascoltare le parole di illustri ospiti, sia per sottolineare la vitalità di Economia e dei suoi studenti”. Fabio Tamburini, vice direttore di Milano Finanza, ha introdotto l’intervento di Colaninno con una riflessione articolata su vecchia e nuova economia. “Perché è stato scelto questo tema? Perché Internet e le nuove tecnologie sono destinate a cambiare il modo di fare impresa. Tra qualche tempo, nei libri di storia, questa epoca sarà considerata come uno spartiacque. Ebbene, Colaninno rappresenta l’espressione vivente di come la Old economy si fa New Economy: una vecchia gloria dell’industria italiana – Olivetti – si è riconvertita a protagonista del mondo delle telecomunicazioni”.
Chiamato in causa da Tamburini, è intervenuto a questo punto l’amministratore delegato di Telecom. “Non esiste una vecchia economia, perché noi nel futuro continueremo ad aver bisogno di quello che consumiamo oggi: abiti, scarpe, cibo, auto e così via. Internet è solo una tecnologia, che però ha portato ad un risultato straordinario: le persone possono comunicare tra loro in maniera complessa senza limiti di tempo e di spazio. Questo è un elemento reale, che non può essere condizionato dall’andamento della Borsa. E’ un sistema che abbatte i costi ed alleggerisce la burocrazia. Quelli che sapranno utilizzare questa nuova tecnologia faranno parte della cosiddetta New Economy e realizzeranno produttività”. 
Nel corso della mattinata trascorsa ad Economia ha dato  una notizia in anteprima: “stiamo cablando il Mediterraneo. Abbiamo messo cavi e fibre attorno a Cipro, alla Turchia, ad Isreale, al Marocco, all’Egitto. Di lì, attraverso Palermo, ci collegheremo con la dorsale dei cavi Telecom in Europa. Nel 2002 cableremo l’America latina”. Prima di dare spazio alle domande, è intervenuto nuovamente il professor Mercurio: “è importante quello che ha detto Colaninno circa la necessità di trovare un punto di equilibrio tra efficienza ed innovazione”. 
Le domande
di studenti
e docenti
Cosa ha spinto lei ed Olivetti a lasciare la Omnitel per Telecom?
“Telecom è più grande di Omnitel ed Infostrada. Ho lasciato una cosa piccola, ma bella, per una più grande. La Telecom fattura 55.000 miliardi; Olivetti, con Omnitel ed Infostrada, non avrebbe mai raggiunto questa cifra”.
Olivetti ha avuto non pochi problemi con la Consob. Ritiene che tali organi rappresentino un ostacolo per lo sviluppo delle aziende italiane?
“Per la verità non ho avuto nessun ostacolo da parte dell’autorità italiana. Noi abbiamo fatto le nostre proposte, il governo e la Consob hanno fatto gli arbitri. Mi spiace che all’epoca i giornali non abbiano descritto questa vicenda per quello che è stata: una grande operazione di mercato che si è svolta in Italia. Non dimentichiamo che la Olivetti ha messo di proprio 20.000 miliardi in cassa; ad un anno nessuno ha potuto avanzarci contestazioni. La Consob e l’Authority fanno il loro lavoro, previsto dalla legge. Eventualmente bisognerebbe cambiare le leggi”.
Una domanda a Colaninno l’ha posta anche il professor Francesco La Saponara, docente di Economia regionale. Eccola: “lei ha annunciato l’espansione di Telecom in due aree molto delicate, il Medio Oriente e l’America del Sud. Significa toccare gli interessi formidabili degli USA, del Canada e della Spagna. Come  pensa di inserirsi in un sistema così delicato?”
“Telecom oggi è una società privata, a capitale privato, presente in tante parti del mondo. Non mi sento inferiore agli americani, ai tedeschi ed a nessun altro. Se qualcuno cerca di limitarmi con la forza, io reagisco. Non accetto di perdere e di stare a casa perché il cane mi abbaia contro. Vuoi vedere che per una volta il cane scappa via con la coda tra le gambe? Certo, americani, tedeschi ed inglesi hanno un sistema paese alle spalle che aiuta questo tipo di imprese. Noi, però, abbiamo le tecnologie, i cervelli ed i prodotti non inferiori a loro. Il prepagato lo abbiamo inventato noi, mica i tedeschi”.
Lei ha annunciato che Telecom ha fatto forti investimenti in Turchia ed ha stretto partecipazioni societarie con importanti gruppi di quel paese, che certo non rappresenta un modello in materia di rispetto dei diritti umani. Nel passato gruppi come la Wolksvagen e la Fiat hanno fatto ottimi affari con i regimi nazifascisti. E’ impossibile pensare ad una etica che guidi gli investimenti? Il capitale deve sempre essere filogovernativo?
“E’ importante che ciascuno faccia il suo mestiere. Io mi rivolgo al mercato ed offro un piano industriale al risparmiatore. Lui decide di affidarmi i suoi risparmi in un rapporto fiduciario. Mi chiede di restituirgli i suoi sudati risparmi con un qualcosa di più. Questo è l’obiettivo principale, dal quale derivano responsabilità: rispondere alle sue aspettative, nel migliore dei modi possibili. Questo signore non mi dà un dollaro e il compito di fare il missionario. Io devo cercare di soddisfare questa sua aspettativa”.
L’ultima parola al professor Francesco Balletta, il quale involontariamente induce Colaninno agli scongiuri più vari. 
“Il progetto Telecom in Medio Oriente è una sorta di ribaltamento delle gerarchie del capitalismo mondiale- ha esordito con enfasi il docente- Un’altra persona ci aveva provato, e risponde al nome di Enrico Mattei”. 
Replica di Colaninno: “sinceramente non mi paragonerei ad una persona tanto importante”. 
Fabrizio Geremicca 
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