La Seconda Università inaugura l’anno accademico 2013/2014

Una cerimonia che ha permesso di raccontare i successi fin qui ottenuti dall’Ateneo e i programmi futuri. Il 7 aprile la Seconda Università ha inaugurato l’anno accademico 2013/2014, l’ultimo guidato dal Rettore Francesco Rossi giunto a fine mandato dopo otto anni alla guida dell’Ateneo. Pubblico delle grandi occasioni. Tante le persone che, già prima dell’inizio dell’evento fissato per le 15.30, hanno affollato l’ampia Cappella Palatina della Reggia di Caserta. Accanto a docenti, studenti e componenti del Senato Accademico si sono accomodati rappresentanti delle Istituzioni, come l’Assessore regionale Guido Trombetti, e membri delle forze dell’ordine. Di fronte a loro, oltre al tavolo presidenziale al quale erano seduti i sei relatori, si sono disposti i Rettori delle università campane e di altre città italiane come Firenze, Foggia e Messina. Ad aprire la cerimonia è stato l’inno di Mameli, cantato dal coro di Ateneo. È stata quindi la volta delle relazioni, iniziate con l’intervento di Stefano Paleari, Rettore dell’Università di Bergamo e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, il quale ha toccato subito un tasto dolente, i problemi della ricerca in Italia: “i Paesi più forti degli ultimi anni, in tema di università e di ricerca, si sono distinti con maggiori investimenti. Lo hanno fatto a scapito dei Paesi più deboli. L’Italia compare tra i più grandi dei Paesi deboli. Oggi ci ritroviamo con circa diecimila ricercatori all’anno mentre all’università viene data la possibilità di accoglierne solo settecentocinquanta”. A suo avviso, c’è un’unica decisione da prendere: “dobbiamo investire sui giovani senza se e senza ma”, perché le conseguenze dei mancati investimenti sono ormai note: “i giovani che formiamo qui vanno all’estero e contribuiscono allo sviluppo degli altri. I diritti delle future generazioni sono i doveri delle attuali”. Rappresentava i giovani il Presidente del Consiglio degli Studenti Giovanni Garofalo che si è soffermato su un dato in particolare, quella spesa pro capite per ricerca e sviluppo che in Italia resta molto più bassa rispetto alla media europea: “meno risorse significano meno ricercatori e meno potenziali informazioni e sviluppo, eppure, nonostante l’esiguità dei mezzi, la qualità delle pubblicazioni italiane è paragonabile a quella dei principali paesi europei”. Possibilità di fare ricerca, possibilmente con risorse e strumenti adeguati: “è questo l’impegno che noi studenti ci aspettiamo dalle istituzioni, dai governi nazionali, da quelli regionali e dalla città che ci rappresenta”. L’auspicio, insomma, è che si crei un sistema che consenta ai giovani “di crescere accanto alle proprie famiglie, spingendoci all’estero solo per aumentare il bagaglio delle nostre esperienze”.
I successi raccolti durante questi anni dalla SUN sono stati il frutto anche di un’attenta amministrazione delle risorse e dei progetti. L’intero personale dirigenziale e tecnico–amministrativo è stato rappresentato durante l’inaugurazione dal Direttore Generale Annamaria Gravina che ha subito spiegato: “il mio intervento è un quadro di quanto è stato realizzato da un punto di vista amministrativo e di quanto è stato programmato per il miglioramento e il potenziamento delle attività e della struttura dell’università”. Anche l’amministrazione ha patito gli effetti della crisi: “le università italiane sono state investite da un apparato normativo che ha influito anche sull’impianto amministrativo”. Perciò, di fronte alla “perdurante contrazione dei finanziamenti statali”, è stato necessario escogitare dei piani di riserva: “in questi anni di difficoltà economico finanziaria, ancora più sentita nelle regioni meridionali, sono state fatte delle scelte secondo logiche di programmazione in medio e lungo termine. La SUN, con un percorso di rigore e serietà, ha garantito una corretta ed efficiente gestione finanziaria e amministrativa. Infatti è stata assicurata l’assenza di indebitamento senza aumentare le tasse degli studenti”. I programmi dell’università, che prevede corsi di lingua straniera online e un potenziamento delle risorse destinate all’Erasmus, si realizzano attraverso un piano triennale: “nel piano strategico sono state individuate le iniziative necessarie per potenziare i servizi di orientamento per gli studenti in entrata, in itinere e in uscita, cioè dal percorso di studi fino a un loro collocamento nel mercato del lavoro”.
La bellezza
delle sedi
dell’Ateneo
Su questo aspetto e su tanti altri punti di forza dell’Ateneo si è quindi soffermato il Rettore Francesco Rossi. Mentre si susseguivano le slide, il Rettore ha mostrato con orgoglio le strutture dei diciannove Dipartimenti alle quali si affiancano quelle delle due Scuole. Il suo racconto è stato un viaggio nei luoghi più belli dell’Ateneo partito dalla Presidenza di Architettura, dalla Biblioteca di Economia e dall’aulario di Giurisprudenza, per arrivare, infine, ai fiori all’occhiello della Scuola di Medicina come la Sala degli Affreschi e il complesso di Santa Patrizia. Si tratta di strutture realizzate facendo affidamento “sui fondi che vengono dal bilancio dell’Ateneo” e sul lavoro di squadra: “oggi posso dire che, nonostante tutte le difficoltà, in questa università chiunque ne faccia parte ha svolto e svolge il proprio lavoro senza mai perdere la fiducia nel futuro e nella possibilità di crescere e di migliorare ancora”. Il principale pensiero è rivolto agli studenti, che il Rettore ha ringraziato ponendo l’accento sui buoni rapporti avuti in questi anni con il Consiglio studentesco. Tanti sono stati i ragazzi laureatisi nell’ultimo triennio. I dati sono rilevanti, basti pensare che “il 79% degli studenti che si sono laureati nel 2011 erano i primi laureati nella loro famiglia. Nel 2008 circa il 60% dei nostri laureati ha trovato un lavoro, una percentuale che, per effetto della crisi, nel 2014 è scesa al 45%”. L’università, che in questi anni si è impegnata per premiare i ragazzi più bravi e per favorire le attività di dottorato e i tirocini formativi, ha un obiettivo ben preciso: “vogliamo fare una ricerca di qualità e intendiamo puntare sull’innovazione. Negli ultimi anni siamo riusciti a ottenere fondi importanti dai progetti europei, attraendo circa sessanta milioni di euro”. Non è mancata l’autocritica. Per un Ateneo che vuole fare dell’internazionalizzazione un punto di forza, rappresenta un handicap il “mancato arruolamento di docenti stranieri”. Mentre c’è qualche difficoltà nel rafforzare il rapporto con gli altri Paesi, le relazioni con la città vanno a gonfie vele: “un aspetto che vorrei sottolineare è il rapporto con il territorio, buono soprattutto perché vissuto in una città difficile come la nostra. Attraverso la formazione e la ricerca abbiamo cercato di diffondere anche la cultura della legalità”. Gli esempi sono tanti e riguardano anche zone particolarmente disagiate della Campania: “a Casal di Principe è stato valorizzato un bene confiscato alla camorra per fare ricerca e formazione”. Prima di concludere, un accenno al progetto del nuovo Policlinico, una struttura pensata come una vera e propria cittadella universitaria: “il 90% della parte strutturale è fatta. In futuro qui ci saranno circa undicimila metri quadri destinati alla didattica e diecimila alla ricerca”.
Premi per i
migliori laureati
Il discorso sulle difficoltà determinate dalla carenza economica è stato successivamente ripreso da Stefano Fantoni, Presidente dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca: “il nostro esercito sa cosa fare, spesso avendo a disposizione anche strumenti poco adeguati, ma quelli che combattono sono troppo pochi. La semplificazione è una parola chiave di oggi, ma bisognerebbe fare attenzione a cosa significa. È necessario crescere nel massimo della continuità e non a step”. Infine, rivolgendo il proprio pensiero alla SUN, ha aggiunto: “auguro a questo Ateneo un Anno Accademico pieno di successi”. Con questo augurio, si è arrivati all’ultimo intervento. La prolusione è stata affidata al Presidente del CNR Luigi Nicolais, introdotto dal ProRettore Raffaele Martone che ha posto l’accento sullo straordinario curriculum di un docente che ha insegnato in diversi posti del mondo, dalla Russia all’America, passando, ovviamente, per l’Italia. Nicolais si è concentrato innanzitutto su studenti, docenti e ricercatori: “l’università vive perché ci sono gli studenti. A loro i docenti devono trasmettere e insegnare cose che non sono ancora state scritte sui libri, devono dare la visione di un futuro che ancora non esiste. Inoltre, chi fa ricerca, essendo un creativo, ha bisogno di immaginare che in futuro si possa migliorare. Per questo è necessario creare un clima di fiducia”. La sua lezione è stata intitolata “Svolte. La priorità dei saperi”: “ho scelto questo titolo per la mia relazione perché noi viviamo nel mondo del cambiamento in ambito produttivo, istituzionale, economico e formativo. La condivisione è fondamentale. Non è più il tempo in cui il ricercatore si chiudeva nel suo ufficio e cambiava il mondo”. Anche in questo caso, non sono mancati esempi concreti: “l’integrazione di competenze e tecnologie nella produzione è fondamentale. Oggi c’è un sistema di produzione a raggiera per il quale il produttore del tessile deve confrontarsi con l’utilizzatore del tessile. Questo vuol dire interagire”. In conclusione, un consiglio per combattere la crisi: “il sapere è l’elemento essenziale su cui bisogna investire”.
Terminate le sei relazioni, si è nuovamente esibito il Coro “Singing in the SUN” che, nato nel 2011, è composto da studenti, docenti, personale tecnico–amministrativo e amici della SUN. Canzoni moderne come “Il cerchio della vita” di Elton John e “Blue moon” dei cantanti Rodgers e Hart hanno fatto da preludio alla premiazione dei migliori laureati della SUN nell’anno 2013. Sono saliti sul palco Marco Carusone (Architettura), Maurizio Sessa (Farmacia), Giuseppe Alesci (Giurisprudenza), Grazia Pettrone (Lettere), Alba Rovello (Matematica), Amedeo Scalzone (Odontoiatria e protesi dentaria), Anna Castiello D’Antonio (Scienze Politiche) e Daniela Barone (Biotecnologie). Infine, non potendo essere presenti all’evento per impegni di studio, hanno delegato un proprio familiare Manuel Palmiero (Economia Aziendale), Antonio Tallone (Ingegneria Aerospaziale) e Ilaria Bracuti Monaco (Scienze e Tecniche Psicologiche). I successi del recente passato all’inaugurazione del futuro. 
Ciro Baldini
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