Hanno dai 32 ai 36 anni, vivono all’ombra del nuovo ordinamento didattico e sognano di raggiungere il traguardo della laurea: i Dinosauri di Giurisprudenza, quelli per capirci con matricola 031 – 032 – 131, segnalano la loro presenza in Dipartimento, agguerriti più che mai. “Siamo una specie in via d’estinzione – spiega Nino Russo, coordinatore del gruppo ‘Vecchie Matricole’ – Finiti nel dimenticatoio, senza nessuno che voglia ascoltare le nostre esigenze, abbiamo deciso di tutelarci da soli. Reperire informazioni sul vecchio ordinamento è una cosa tutt’altro che facile. Snobbati dai ragazzi giovani, guardati con stupore dai docenti, siamo terribilmente soli”. Per sopperire alla mancanza di informazioni, lo studente ha creato un gruppo su un social network di riferimento per i giuristi. “Cercavo informazioni sull’esame di Procedura Civile – continua – e in un baleno mi sono ritrovato con 30 iscritti, tutti studenti che volevano collaborare e avere delucidazioni. Il nome dinosauri è venuto dopo, quando una ragazza ci ha dato dei ‘giurassici’ per via dell’età. L’appellativo non mi è dispiaciuto, così ho cambiato il nome del gruppo in ‘dinosauri’. In effetti siamo studenti fuori tempo, ma abbiamo gli stessi diritti di una matricola alle prime armi”. Attualmente il gruppo conta circa un centinaio di iscritti, un numero imponente considerato che la carriera di questi ex ragazzi risale a 15 anni fa. “Nella vita non tutte le cose vanno come vorremmo – afferma Lucia – Ho 34 anni, sono ancora una studentessa senza lavoro e ad ottobre sono stato bocciata all’esame di Procedura Civile, con il prof. Angelo Scala. So che a questo punto potrebbe sollevarsi un coro che mi dica ‘Ritirati’, ma a Giurisprudenza mi sono iscritta con passione e non me ne andrò prima di avere con me quel pezzo di carta agognato”. Lucia ha avuto una carriera costellata da alti e bassi: “Fino ai 25 anni le cose andavano bene, poi ho incontrato Commerciale e Civile. Sono stata bocciata 3 volte a Commerciale e 4 a Procedura Civile. C’è, però, anche chi è messo peggio di me. Oggi mi manca solo Civile e la tesi, vado per i 35 anni, inizierò la pratica il prossimo anno”. “Ogni volta che dobbiamo sostenere un esame è una tragedia – racconta Alberto Cuomo – però non ci abbattiamo. Le poche informazioni le raccogliamo in questa pagina, all’Università è inutile recarsi, ormai non ci riconoscono più. Tra esami disattivati, crediti che non combaciano, l’ultima volta sono stato bocciato per una disinformazione. Credevo che una parte di programma di Procedura Civile – com’era stabilito qualche tempo fa – noi ‘vecchi disadattati’ non dovessimo portarla. Invece sono stato beccato proprio su quell’argomento e a nulla sono valse le mie giustificazioni. Per fortuna lavoro in un supermercato, altrimenti a 33 anni dipenderei ancora dai miei. Eppure non abbandono il sogno della toga”. “Non mi offendo quando scorgo le facce dei docenti o dei colleghi stupite dalla mia età – dichiara Marcella Izzo – L’altro giorno a ricevimento di Penale (ero lì per richiedere la tesi, sono a meno 3 esami) i ragazzi presenti mi hanno posto tante domande, erano impauriti dall’eventualità di finire come me. A 36 anni di certo non posso definirmi una studentessa, eppure voglio laurearmi ed esercitare la professione. Giurisprudenza lascia da soli durante il percorso. Se non si è forti e competitivi, si finisce nel marasma e si resta indietro. È quello che ho sperimentato sulla mia pelle”. Chissà se qualche studio legale sarà disposto a dare una possibilità a Marcella. “In fin dei conti – scherza – la vita non dovrebbe iniziare a quarant’anni?”. Purtroppo il mercato del lavoro è spietato. “Ho iniziato ad inviare qualche curriculum in giro – riferisce Pasquale D’Aniello – ma le risposte che arrivano non sono confortanti. Nessuno vuole uno ‘scarto’ di 34 anni. A marzo dovrei completare gli studi e già so che il post-laurea sarà molto duro. Non ho più un’età appetibile perchè vicissitudini personali mi hanno portato a rallentare gli studi. Cosa farò dopo la laurea? Il diritto è la mia vita, non immagino altri settori se non la pratica forense. Eppure una vocina dentro di me mi suggerisce che dovrò accontentarmi di quello che trovo”. Per fortuna, c’è il gruppo dei Dinosauri dove, oltre allo scambio di informazioni e idee sul futuro, si trova umanità e comprensione. “Ci sosteniamo a vicenda incoraggiandoci l’un l’altro – dice Antonietta Sgarito – Se non abbiamo ancora concluso gli studi, un motivo ci sarà. Il Dipartimento fa orecchie da mercante, scaricando le colpe solo sulle nostre ‘incapacità’. Ma è il sistema che non va. Ci si dovrebbe chiedere il perché”.
Susy Lubrano
Susy Lubrano







