Puntuali arrivano le domande alla fine degli interventi da un auditorio tutt’altro che assente e demotivato. L’attenzione è tutta rivolta su Sergio Tanga, Direttore dell’IG Campania. Sarà lui a rispondere a tutti gli interrogativi.
Rompe il ghiaccio Silvia Selvaggi, dottoressa in Lettere moderne. Quali sono le modalità per poter usufruire del prestito agevolato della legge 236? “Il prestito viene dato a tasso agevolato per i primi due anni e c’è un accordo che si stipula con i diretti interessati. In ogni caso non ci sono margini o tetti agevolati prestabili”.
Rosaria Vernese. Quali sono le aree geografiche interessate dalla IG? E ancora: Esistono delle condizioni favorevoli per noi donne? “Sia la 44 che la 236 si interessano dell’intero Mezzogiorno, e valutano le zone con minori potenzialità economiche. Condizione essenziale: i giovani che fanno richiesta devono avere la stessa residenza nel paese dove intendono avviare un’impresa. Per il prestito d’onore non ci sono limiti di età. La condizione necessaria è dimostrare di essere disoccupati. Per la 44 e la 236 i requisiti sono questi: l’età di ogni componente del gruppo che intende avviare l’ìmpresa dev’essere al di sotto dei trentasei anni non compiuti, oppure la maggioranza numerica delle quote societarie di chi investe deve essere al di sotto dei trent’anni. Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, non dipende dalla IG”.
Giuseppe Lisena, studente di Filosofia al quarto anno. Qual è il tempo che intercorre tra la richiesta del prestito d’onore e l’effettiva erogazione? “I tempi sono ancora troppo lunghi. Tre mesi per sapere se l’idea è stata accettata. Un anno per il gettito economico”. Ma le domande sono 3.600 ogni anno.
Nadia Salvi, studentessa in Scienze dell’educazione, Suor Orsola Benincasa. Per ottenere il prestito d’onore c’è bisogno del capitale iniziale? “Assolutamente no. Al massimo va anticipata la quota dell’i.v.a.”. Fiorella, laureata in Lettere. Se due soggetti concorrono allo stesso progetto, apportando contributi complementari all’interno di quest’ultimo, possono avvalersi di due finanziamenti? “Il finanziamento è finalizzato ad una sola persona. Se c’è sinergia di idee allora è possibile un doppio finanziamento. Ma non sono casi comuni”.
Andrea Vinti. Nell’ambito della 236 c’è la possibilità di usufruire di un bene culturale in genere, di tenerlo in gestione, oppure di aprire al suo interno un locale, una libreria, etc.? “Assolutamente si. In molti casi questo è stato già sperimentato”.
Francesco Roncalli, professore ordinario di Etruscologia, Facoltà di Lettere. Esiste la possibilità concreta che l’IG possa, in un futuro non molto lontano, funzionare come raccolta e smistamento delle idee migliori? “Al momento è difficile rispondere. Al momento valutiamo le domande che ci pervengono di volta in volta. Non so se con il tempo sarà possibile istituire una banca dati”.
Rompe il ghiaccio Silvia Selvaggi, dottoressa in Lettere moderne. Quali sono le modalità per poter usufruire del prestito agevolato della legge 236? “Il prestito viene dato a tasso agevolato per i primi due anni e c’è un accordo che si stipula con i diretti interessati. In ogni caso non ci sono margini o tetti agevolati prestabili”.
Rosaria Vernese. Quali sono le aree geografiche interessate dalla IG? E ancora: Esistono delle condizioni favorevoli per noi donne? “Sia la 44 che la 236 si interessano dell’intero Mezzogiorno, e valutano le zone con minori potenzialità economiche. Condizione essenziale: i giovani che fanno richiesta devono avere la stessa residenza nel paese dove intendono avviare un’impresa. Per il prestito d’onore non ci sono limiti di età. La condizione necessaria è dimostrare di essere disoccupati. Per la 44 e la 236 i requisiti sono questi: l’età di ogni componente del gruppo che intende avviare l’ìmpresa dev’essere al di sotto dei trentasei anni non compiuti, oppure la maggioranza numerica delle quote societarie di chi investe deve essere al di sotto dei trent’anni. Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, non dipende dalla IG”.
Giuseppe Lisena, studente di Filosofia al quarto anno. Qual è il tempo che intercorre tra la richiesta del prestito d’onore e l’effettiva erogazione? “I tempi sono ancora troppo lunghi. Tre mesi per sapere se l’idea è stata accettata. Un anno per il gettito economico”. Ma le domande sono 3.600 ogni anno.
Nadia Salvi, studentessa in Scienze dell’educazione, Suor Orsola Benincasa. Per ottenere il prestito d’onore c’è bisogno del capitale iniziale? “Assolutamente no. Al massimo va anticipata la quota dell’i.v.a.”. Fiorella, laureata in Lettere. Se due soggetti concorrono allo stesso progetto, apportando contributi complementari all’interno di quest’ultimo, possono avvalersi di due finanziamenti? “Il finanziamento è finalizzato ad una sola persona. Se c’è sinergia di idee allora è possibile un doppio finanziamento. Ma non sono casi comuni”.
Andrea Vinti. Nell’ambito della 236 c’è la possibilità di usufruire di un bene culturale in genere, di tenerlo in gestione, oppure di aprire al suo interno un locale, una libreria, etc.? “Assolutamente si. In molti casi questo è stato già sperimentato”.
Francesco Roncalli, professore ordinario di Etruscologia, Facoltà di Lettere. Esiste la possibilità concreta che l’IG possa, in un futuro non molto lontano, funzionare come raccolta e smistamento delle idee migliori? “Al momento è difficile rispondere. Al momento valutiamo le domande che ci pervengono di volta in volta. Non so se con il tempo sarà possibile istituire una banca dati”.







